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domenica 7 gennaio 2018

Suoni della contemporaneità italiana: la fisarmonica di Claudio Jacomucci


Tra coloro che recentemente in filosofia si sono occupati del potere dell'immagine, un posto particolare è rivestito da Jean Baudrillard: con molti saggi e pubblicazioni il francese colse i difetti delle società moderne, individuando nella creazione di simbologia consunta ed affrettata il vero dramma; Baudrillard demolì i significati dell'immagine (anche virtuale), dichiarandole utopiche e false, senza profondità alcuna e senza capacità di produrre un buon senso. Ciò che colpiva delle sue teorie era la vicinanza del suo pensiero ad una sorta di illusione naturale che l'uomo sta conoscendo nella sua esistenza: tra patafisica e mistificazioni, Baudrillard criticava il sistema dei principali mezzi di distribuzione delle immagini, che non erano in grado di far sviluppare nel fruitore un corretto ed autonomo processo di formazione di esse. Forse il francese fu eccessivo nel decretare una fine del più potente canale di trasmissione delle emozioni, ma certamente non si può non condividere la compromissione della funzione dell'immagine.
Questa lunga premessa mi permette di introdurre il lavoro del fisarmonicista Claudio Jacomucci, che qui ancora ringrazio per avermi contattato, e ringrazio anche per avermi segnalato il suo cd monografico per Pigini R., nella sparuta parte discografica della benemerita azienda italiana, costruttrice di fisarmoniche. Degno rappresentante della migliore produzione di Jacomucci, "Cool memories" parte proprio dalle considerazioni di Baudrillard, con una composizione di 5 movimenti, dichiaratamente ispirati ai contenuti filosofici del francese; si tratta di ribaltare nella musica quel potere immaginativo, di risaltare un evento che può essere raggiunto solo ragionando in maniera profonda sul suono, debitamente amplificato o accompagnato da evocazioni di elettronica collegata allo strumento: sono arpeggi dilatati o combinazioni sonore che si producono in un clima alla Jarry, dove l'obiettivo non è solo quello di coordinare le due fonti (strumento ed elettronica pre-registrata frutto di elaborazioni concrete totalmente irriconoscibili), ma anche di ottenere uno spazio acustico mastodontico, accrescimenti sonori tali da restituire fascino immediato all'ascolto. E allora è possibile che mentre i toni alti della fisarmonica esplodano, quelli bassi restituiscano scenari torbidi ed acusticamente potenti ed avvolgenti.
Cool Memories, come molte altre composizioni di Jacomucci, è costruita anche per avere un'interfaccia con le altri arti: come ripetuto in molte occasioni su queste pagine, il cd musicale non è in grado di rivelare aspetti visivi ugualmente importanti che, nel caso del fisarmonicista, con poca fatica potete reperire sulla rete (vedi qui). La commistione avviene con la danza di Kathleen Delaney, danzatrice e insegnante di una tecnica che Jacomucci ha abbracciato in pieno e divulgato: la Alexander Technique può essere vista come una risposta ai ragionamenti non permissivi di Baudrillard, una tecnica applicabile al corpo e ai suoi movimenti, capace di abolire le cattive posture e migliorare la coordinazione gesturale: applicata alla fisarmonica, Jacomucci dichiara di poter ottenere risultanti strabilianti. La rappresentazione artistica viene poi completata con proiezioni video in cui Baudrillard e i suoi soggetti vengono splittati tramite registrazioni vocali effettuate all'epoca in cui il filosofo era ancora in vita e rapide frammentazioni delle sue parole, raccolte in forma semiotica. 
In Infernal Circles, composizione che chiude il cd e che risale più o meno alla stessa data di Cool Memories, c'è la possibilità di apprezzare a tutto tondo la mole creativa e sperimentale di Jacomucci: le soluzioni di suoni specifiche, pensate per illustrare il mito di Orfeo ed Euridice, sono lavorate su un timing perfetto da lui azionato, e danno sorpresa emotiva e scenica, poiché ad un certo punto Jacomucci sparisce e si odono accenni di Tu se' morta di Monteverdi. 
La valorizzazione della qualità immaginativa non si smentisce neppure in assenza di posizionamento elettronico: i dieci minuti di Wonderlands rappresentano probabilmente l'antecedente creativo di Cool Memories e tracciano il percorso formativo di Jacomucci. Nel suo spingersi oltre i moduli convenzionali della fisarmonica, Jacomucci raccoglie tracce della Oliveros dei settanta, delle tecniche minimali di Riley e di quelle contemporanee da Kurtag a Berio: un orizzonte ampio e pieno di fascino, a cui si dovrebbe aggiungere molte altre cose, tra cui istinti medievali, barocchi e tradizionali. In merito a questi ultimi si può parlare di immaginazione specifica nel solo di Tarantolata, uno specifico brano dedicato al rituale possessivo della taranta, in cui lo strumento ingaggia una necessaria colluttazione con la ritmicità: pochi minuti di fisarmonica eccitata al cospetto di una più ampia rappresentazione fatta con l'aiuto della Delaney e con il solito supporto elettroacustico (Aracne).  
L'altra qualità della musica di Jacomucci è, come detto, la forza espansiva, l'accrescimento sonoro che sembra essere anche l'idea trainante della composizione recente: in questa monografia il fisarmonicista inserisce Vortex, per tre fisarmoniche e Co-incidences, per cinque fisarmoniche. La prima cerca una implicita relazione con il vento e la sua forza fisica: nata per accompagnare il progetto multimediale di Observations of the air of the wind of the earth and the celestial vault (con la danza della Delaney e video a supporto), Vortex è un gigantesco affresco che sta tra la simulazione e la volontà di ritagliare uno spazio completamente nuovo per la fisarmonica: nelle note Jacomucci parla di "...a rotating dome of an old astronomical observatory is screened high on a Church interior. Its raw sound is reprised by the tones of three accordions positioned far from one another in the circular aisle. Such tones are shaped into dynamic impulses that suggest a counterclockwise spiral sound. Fábio Palma, Andrzej Grzybowski, Przemek Wojciechowski premiered the work...."
Co-incidences invece sperimenta sul phasing, distribuito e mascherato a diverse velocità e modalità, in modo tale che, a sorpresa, si possano intercettare note e accordi dei contrappunti bacchiani. E' la risoluzione di un rebus, così come espresso da Jacomucci, un modello di continuità che riesce a dimostrare che è possibile far musica bella ed intelligente anche con le decostruzioni.
Inutile sottolineare di come siano preziosi in Italia artisti come Jacomucci. Penso che Cool memories fosse una registrazione necessaria ed inevitabile, il luogo idoneo per comprendere quali sono i concetti di contemporaneità musicale su cui egli vuole puntare: poco scervellamento, distanze appropriate da Darmstadt e una musica di sintesi storica, elettivamente pronta per farsi ascoltare da tutti ed in grado di gestire abilità, tempi e simulazioni a viso aperto. 



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