Translate

martedì 23 maggio 2017

Bernhard Lang

La figura del compositore austriaco Bernhard Lang (1957) si è defilata prestissimo: passato dalla condizione di studente a quella di insegnante (a fine ottanta la sua figura si fa subito presente alle scuole e al Conservatorio di Graz), Lang detronizza la composizione contemporanea tradizionale a favore di un disegno più ampio che contempla il software ed alcuni concetti centrali della filosofia post-strutturalista. Tutta l'attività artistica di Lang ruota essenzialmente intorno a due estesi cicli di composizioni: le Differenz/Wiederholung (contrassegnate con le iniziali DW più numero, attualmente portate a 29) e le Monadologies (contrassegnate con numeri romani, attualmente giunte al numero XXXV); tutto ciò che resta è un'oscura (perché non disponibile dal punto di vista dell'ascolto) composizione che domina i primi anni di scrittura di Lang, una trasposizione del pensiero delle DW nel teatro musicale, nel cinema e nelle installazioni, e alcune serie numericamente minori (tra cui quelle forse concluse di Schift e quelle forse in corso di Hermetica).
Lang ha fornito nel mondo classico una personale visione strutturalista, in cui la composizione si è adeguata nei mezzi e negli intenti alla sperimentazione di tessiture musicali nate come biologica risposta agli interrogativi filosofici di Deleuze, quelli del suo celebre ed omonimo testo (Differenza/Ripetizione) o al massimo della Logica del Senso; seguire dal punto di vista compositivo questo indirizzo significa, come ulteriore conseguenza, trovare vero interesse nelle diversità: si tratta da una parte di creare una struttura che mortifichi il pensiero, lo sfinisca come nelle conclusioni di Deleuze, dall'altra sottolineare l'eccezionale novità del filosofo francese che sconfessava coloro che pensavano di trovare un'identità definitiva nella ripetizione; la partitura può stare in mezzo alle culture "popolari", ai trucchi dei disk-jockeys, dei remix, dei loops e dei campionamenti ed offrire persino una sembianza minimalista. Non è un caso che Lang abbia voluto creare a latere, con il ciclo delle Monadologies ispirato al pensiero di Leibniz, un sistema percettivo vicino a quello proposto dal filosofo tedesco che profetizzava un insieme atomizzato da rinvenire in qualsiasi organismo (vivente e non) in armonica deduzione; gli atomi di Lang sono granulari, applicabili agli strumenti e ai periodi storici (nelle monadologie di Lang vengono utilizzati frammenti della musica di Strauss, Brahms, Haydn, Schubert. Bach, Purcell, etc.)

Il primo caposaldo e l'idea cardine della musica di Lang si trova nel DW2, che ha trovato una sistemazione grazie alla Kairos mediante una performance del Klangforum Wien diretto da Cambreling: sviluppato in 7 movimenti è un'opera multimediale affidata ad un ensemble continuamente sulle righe, con video proiezione a supporto, e testi ripresi oltre che dal Differenza e Ripetizione di Deleuze, anche dal Pasto Nudo, Nova Express e Exterminator! di William S.Borroughs e, in misura minore, da scritti di Christian Loidl (sia Borroughs che Loidl hanno evidenti affinità al cospetto dell'argomento enucleato da Lang).
Già l'ingresso di Dead Repetitions lascia intendere la particolarità della scrittura di Lang: strumenti congestionati, il canto di Salome Kammer che si sofferma su alcune parole del testo di Deleuze al pari di un disco che si incarta, un sassofono che si incunea nelle morse umorali della composizione con gesti pirotecnici e nella miglior tradizione dell'assolo jazzistico.
Molti hanno individuato in Lang un nuovo metodo di composizione che sfronda alcuni temi topici: il loop ha richiamato l'esperienza del minimalismo americano, ma Lang ha giustamente spiegato che si tratta di qualcosa di più complesso della ripetizione o sfasatura di Glass o Reich, dal momento che i moduli creati, pur essendo reiterati, si inseriscono in una struttura ritmica decisiva che non rispetta i tempi dei minimalisti; Lang contesta ai minimalisti il fatto di aver creato delle ripetizioni che insinuano trascendenza, espressioni totalmente meccaniche dove la differenza va scovata nell'incedere delle strutture. Le sue vogliono avere i requisiti delle ripetizioni "viventi" di Deleuze, non devono portare contemplazione, trance o meditazione, ma verificare l'ansia e la costrizione dei tempi, scuotendo uno dei principali risultati ottenibili dalla composizione contemporanea, ossia il climax. E' in tal senso che Habit riesce addirittura a sprigionare un senso melodico, una sensualità rock, in una situazione in cui le tastiere sono castrate, il testo di Borroughs sodomizzato da una voce declamante e filtrata come in un megafono e la Kammer che si inceppa sui termini; le estrose ripetizioni di The Ovens camuffano un vero paradosso, condiviso tra la minacciosa esposizione del testo di Nova Express e il canto di istinto mediorientale, affidato al cantante curdo Rizgar Khoshnaw; un'idea che si interrompe improvvisamente con un sibilo elettronico (Image/Idea), un flusso che si movimenta con ripetizioni complesse che mirano all'ottenimento di un'armonia minima ricavata per differenza. Con Prisoners e Need si ripropongono gli incastonamenti di Habit e The Ovens, mentre Repetition/Difference esordisce con un basso esplosivo ed una strumentazione ruffiana che ricorda per timbrica Jack Bruce, i Cream e i ponti psichedelici dei sessanta, ma non si porta assolutamente nulla dietro del loro umore; la conclusiva The Ovens reconstruction è un'implacabile fornitura di elementi della dance moderna (samples, rapping intrufolato, sintesi elettronica e surplace ambientale). Non è un caso che questo cd sia già sold out in casa Kairos e come sia importante per proseguire nella scoperta di un compositore ricercato, una circostanza che è verificabile quanto lo spessore del DW2 appena commentato.

Sembra evidente come Lang abbia liberato e rimosso parecchi vincoli nella musica contemporanea: l'introduzione del rap o delle culture danzanti dominanti di fianco alla composizione classica, una riorganizzazione in chiave filosofica e culturale del teatro musicale (emblematico e certamente più riuscito è il modello della differenza/ripetizione applicato in Das Theater der Wiederholungen), la ricerca di spazi innovativi per l'improvvisazione, modelli di inserimento che jazzisti ed improvvisatori ebbero subito a cuore per la sfida posta dalle cellule-loops, come partizioni che rimandavano ad una diversa considerazione della dialettica della ripetizione (restano importantissimi i remix di Baden Baden del 2002 con Lacy e il Triox3), l'aver messo assieme un corpo esteso di contributi sull'argomento ricostruttivo che sta cominciando ad assumere proporzioni gigantesche e meriterebbe una prima sistemazione.


Discografia essenziale:

DW:
-Differenz/Wiederholungen 2, Klangforum, Cambreling, Kairos
-DW7, in Donaueschinger Musiktage 2002, Col legno
-DW 8, 15 & 3, Musica Viva 10, Col Legno
-DW 9, Puppe/Tulpe in Wittener Tage, WDR3
-DW 12, Cellular automata, Hsin-Huei Hang, for solo piano, God R.
-DW 16, Songbook I, Trio Accanto, God R.
-DW 17, Doubles/Schatten II, Col Legno
-DW 24 Loops for Al Jourgensen in Wrestling Samoa, Phace
Remixes del DW 1.2 sono ascoltabili in:
-Trio X 3, New Jazz Meeting, Baden-Baden 2002, Hat Hut
-Steve Lacy, New Jazz Meeting, Baden-Baden 2002, Hat Hut 
-Das theater der wiederholungen, Kairos

- I DW 3-7-8-9-1.2-14-15-17 per loop e strumenti diversi sono reperibili sulla rete youtube grazie a privati benefattori.

Monadologie:
poco è disponibile:
-IV in On Tour, Ostravska Banda, Mutable Music
-VII, Die sterne des Hungers, Kairos
-XIII The Saucy maid, in Donaueschinger Musiktage 2013, Neos
-IX, The anatomy of disaster, Winter&Winter
-XXVII in Sanh, Trio Catch, Col Legno

Paranoia, for two rappers, record and CD)
Schrift per flauto e per fisarmonica
Hermetica (ci sono dei cds del II-III-V, pubblicati come estensione delle rappresentazioni dal vivo, piuttosto difficoltosi da trovare)


Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.