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sabato 19 dicembre 2015

2015: resoconto e selezioni

Anche il 2015 si chiude come un anno intenso e soddisfacente per Percorsi Musicali. Rimettendo assieme il calore delle vostre lettere, delle continue richieste di recensioni dei vostri lavori o nel sottolineare l'importanza ricavata dai vostri messaggi di contatto, mi rendo conto come sia vivo l'interesse per un sito che nacque dalla casualità di un'esigenza 5 anni orsono; molte cose nel frattempo sono successe, inaspettate per me. Nonostante la variabilità dei temi musicali considerati non deponesse a favore di un pubblico specifico, gradualmente la visione d'assieme profusa negli argomenti ha ottenuto magnifici risultati: una pagina ufficiale nel sito della Naxos (accanto alle blasonate riviste di tutto il mondo), l'ufficialità come recensore della prima multinazionale dell'improvvisazione (la Leo Records), con il mio nome che è rimbalzato nei commenti specifici di mezzo mondo, l'esilarante conoscenza dei compositori e musicisti italiani/stranieri (che talvolta si sono messi in contatto con me autonomamente) per ottenere i miei pareri; l'ampia schiera di rapporti introdotta come corrispettivo di interessi e pensieri, in molti casi realmente sincera e produttiva (ringrazio in tal senso la straordinaria capacità di visualizzare le situazioni di Stefano Giust); l'interesse di agenzie musicali e librarie, quello di una parte dei giornalisti italiani ed esteri (il mondo del giornalismo è sicuramente quello da cui mi aspetterei un maggior calore), molte citazioni come critico musicale (la parola critico non mi piace e un giorno vi dirò perché), nonché persino alcune proposte di lavoro. 
Di fianco al grazie che devo elargire a tutti questi soggetti, devo anche sottolineare come resti timida l'attività di commento del blog, che purtroppo ho dovuto limitare ai soggetti registrati per evitare spam e scocciatori. Inoltre vorrei sistemare la scontentezza che molti sopportano per la mancanza di soddisfacimento delle loro richieste per un magazine così artigianale da non essere in grado di sopportare un peso di un certo tipo: è ormai superfluo ribadire la massa voluminosa del mio personale lavoro e di come la mia e-mail sia sempre piena, un evento che non riesco a controllare e che si somma alla normale attività di supporto ad etichette ed artisti (che i lettori conoscono bene) e alle mie ricerche ed approfondimenti. Facendo qualche calcolo mi sono accorto come abbia raggiunto una media di circa 700 ascolti in cds in un anno, di cui almeno un terzo materializzo in scrittura e, nella consapevole ammissione che non è possibile accreditare uno spazio per chiunque, il principio è stato quello di scegliere le risorse musicali migliori secondo la mia modesta e soggettiva visuale, poiché non vedo a chi possa interessare una riflessione negativa sul proprio lavoro. In tal senso mi sento di adottare una strategia silenziosa alla Cage nelle risposte, ma non fate a meno di inviarle.... fate attenzione solo al fattore replica!
Tra gli eventi di quest'anno va rimarcato come si sia fatta più consistente l'intraprendente scrittura del caro amico/contrabbassista Daniel Barbiero che, nonostante i suoi ampi impegni condivisi tra musica e scrittura giornalistica per altre testate statunitensi, va pubblicamente ringraziato in primis per il suo competente apporto diviso tra saggi e recensioni perfettamente in linea con il mio stile e pensiero, e secondariamente per il prezioso lavoro delle esatte traduzioni inglesi per articoli e astratti, che danno a Percorsi Musicali quel minimo di vivacità internazionale che da sempre auspico ma che per mancanza di tempo e organizzazione non riesco a raggiungere (non me ne vogliano i cari lettori non italiani, che sono costretti alle traduzioni effimere di Google). Di Daniel ho scoperto delle qualità umane invidiabili ed è colui al quale mi sostengo anche nei momenti difficili, che pur si presentano. Inoltre ringrazio anche Simone Santi Gubini che, nonostante i suoi fittissimi impegni in terra germanica, mi ha donato il suo "manifesto", facendolo diventare la trama sintetica del blog e dei suoi sfondi divulgativi (nella natura talvolta perversa di facebook); così come ringrazio Giuseppe Perna, che ogni tanto vi delizia con le sue scoperte armoniche e le sue competenze.
Per il 2016 ci sono un paio di novità: la prima è che la rubrica mensile Poche Note sul jazz italiano si denominerà Poche note sull'improvvisazione italiana e sarà pubblicata con cadenza fissata pressapoco negli intorni della fine del mese; ritengo che questa generalizzazione si presti meglio a ciò che veniva presentato e permetta di allargare il raggio d'azione in un settore che negli ultimi tempi sta incorporando un netto divisorio nella musica degli artisti italiani. Il mio compito sarà sempre quello di cercare di segnalarvi buone vibrazioni da qualsiasi parte esse vengano.
La seconda è che, con ragionevole aspettativa, vorrei iniziare a realizzare il progetto di fondare una rubrica equivalente all'improvvisazione italiana, condotta però sulla musica contemporanea italiana: al riguardo noto come la totalità delle riviste musicali classiche sia sia perduta in un vortice di confusione, perché combatte con una realtà di servizio che guarda ancora alla musica di duecento anni fa; il pubblico della contemporanea (un termine che prima o poi dovrò abbandonare) è troppo limitato e non converge oltre i soliti luoghi soprattutto in Italia, dove resta una nicchia incompresa. Lo scopo è guidarvi in un mondo che va compreso a gocce dove la speranza della comprensione deve andare in egual passo alla conoscenza: a tal fine spero in una buona collaborazione degli stessi compositori ed etichette discografiche (nel caso specifico dell'Italia, la Stradivarius), nel tentativo di organizzare in maniera stabile un punto di riferimento informativo per la classica avanzata di oggi. Perdonatemi fin d'ora se tale tentativo non riuscisse a produrre i suoi effetti.
Per finire, come al solito, vi propongo la mia best selection degli ascolti in cd/digitale del 2015, ricordandovi come sempre, che le classifiche sono sempre incomplete e vanno prese per quello che sono: sono fotografie che si sbiadiscono con facilità. Naturalmente essa va accompagnata da una breve selezione editoriale e dai miei auguri consueti di buone festività: ne abbiamo proprio bisogno in previsione di un 2016 che si preannuncia difficilissimo per molti aspetti.

Senza ordine di preferenza:

Classica/Contemporanea
Simone Movio -Tuniche-
Simon Steen-Andersen -Black Box Music- + Concerto per piano
Allain Gaussin -Harmonie des spheres-
Marco Momi -Almost quiver-
Séverine Ballon -Solitude-
Katrin Zenz -Cage's works for flute vol. 1-
Heinz Holliger -Machaut Transkriptionen-
Askell Masson -Music for clarinet-
Arnold Dreyblatt -Chamber music-
Bonifazio Graziani -Adae Oratorium/Filli Prodigi Oratium & Five Motets
Charlemagne Palestine & Rhys Chatam -Youuu + Mee
John Luther Adams -The wind in high places-
Tristan Murail, Le partage des eaux
Gabriel Erkoreka -Trio del Aqua
Romaria Choral Music from Brazil
Lubomyr Melnyk -Rivers and streams-

Improvvisazione 
Chris Potter Underground Orchestra -Imaginary cities-
Peter Brotzmann -Munster Bern-
Hugo Carvalhais -Grand Valis-
Shipp/Perelman -Complementary colors-
David Torn -Only sky-
Ivar Grydeland -Stop freeze wati eat-
Christian Wallumrod -Pianokammer-
Giovanni Guidi -This is the day-
Yaron Herman -Everyday-
Spunk -Adventura botanica-
Monkey Plot -Angaende omstendigheter som ikke lar seg nedtegne-
Mateen/Lenoci/Mongelli -Testing the system-
Hanoi New Music Festival Ensemble -Being together-
Massaria/Schiaffini -Corindilindoli-
Trio Lost Frequency -Found frequency-
Eve Risser -Des pas sur la neige-
Lazro/Duboc/Lasserre -Sens radiants-
VocColours & Eberhard Kranemann -Luxatio-
Thurston Moore -Sonic Street Chicago-
Nicola Guazzaloca -Tecniche Arcaiche: Live at Angelica-
Kudryavtsev/Vincent/Logofet -Free trees-
ACRE -Acre-

Elettronica, Elettroacustica & Computer Music
Michel Redolfi -Pacific Tubular Waves Immersion
Yodok III -The sky flashes, the great sea yearns-
Chihei Hakateyama -Mist-
Max Corbacho -Future terrain-
Rafael Anton Irisarri -A fragile geography-
Philip Jeck -Cardinal-
Thomas Brinkmann -What you hear (is what you hear)

Pop/Rock e affini
Colin Stetson & Sara Neufeld -Never were the way she was-
Joanna Newsom, Divers
Sonar -Black light-
Firefly Burning -Skeleton hills-
Jenny Hval -Apocalypse, girl
Ryley Walker -Primrose green-
Villagers -Darling arithmetic
Ida Sand -Young at heart-

Etnica
Ayub Ogada -Kodhi-
Seckou Keita -22 strings-
Samba Touré -Gandadiko-
Bachar Mar-Khalifé -Ya balad-
Anna Garano -Lessness-
Mbongwana Star -From Kinshasa-
Leguizamon, Marquez -El Cuchi bien temperado-

Editoria
Marylin Nonken, The spectral piano
Elizabeth Wilson, D. Shostakovich. Trascrivere la vita intera
Jason C. Bivins, Spirits rejoice!
Riccardo Viagrande, Goffredo Petrassi: una vita per la musica
Raul Catalano, La filosofia di Han Bennink. L'improvvisazione secondo un batterista
Antonello Cresti, Solchi sperimentali Italia: 50 anni di italiche musiche altre



1 commento:

  1. Grazie ! Siamo molto felici!
    VocColours
    https://www.facebook.com/VocColours/

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