Translate

mercoledì 8 ottobre 2014

La musica classica del Perù

Riprendendo un pò il filo del discorso riguardo al recente post sulla musica cubana d'arte, l'evidenza di quanto detto a proposito dell'arrivo delle discipline colte europee, è un pò da spalmare sull'intera musica del Sud America. Sappiamo che ci sono stati dei veri e propri pionieri della modernità o della sperimentazione in ciascuno di quei paesi, e il ventaglio di soluzioni stilistiche è invero una situazione che si procrastina naturalmente anche nelle nuove generazioni sudamericane, conscie di un ricorrente fenomeno di distribuzione delle conoscenze tra paesi occidentali e sudamericani; sebbene la forza d'urto delle avanguardie si sia fortemente ridimensionata nel tempo (la latinità aveva favorito lo sviluppo di un forte legame concettuale tra l'avanguardia e la rivolta politica e sociale negli anni sessanta), quello che sorprende è come il fattore culturale, storicamente inglobato in un nazionalismo anche musicale, sia materia che incide sulla composizione recente. 
La ricerca di un'identità esprimibile sulla base di una serie di operazioni tese all'avallo di generi o strumenti tradizionali è evenienza ancora molto sentita nel mondo dei compositori "cosmopoliti": il vecchio principio nazionalistico non ha avuto la meglio nemmeno dopo l'onda d'urto delle discipline d'avanguardia, che teoricamente avevano distrutto la possibilità di far musica integrando la composizione con elementi popolari o tradizionali. 
Concentrandoci sul Perù, ad esempio, si scopre come le generazioni giovani di compositori che non hanno subito il "tracollo" contemporaneo, continuano ad impastare spesso la loro scrittura con le leggende dell'indigenismo, con le strutture armoniche della musica afro-peruviana o con i passi della criolla, così come la impreziosiscono con i suoni del charango o dei magici flauti andini: divisi quindi solo dal metodo utilizzato (che si presenta comunque piuttosto variegato) l'unica grande differenziazione che rimane è quella fra tonalismo ed atonalità, una suddivisione che serve solo per enucleare punti di riferimento iniziali: da una parte il modernismo di Rodolfo Holzmann, Andrés Sas e Armando Guevara Ochoa, e dall'altra le spinte contemporanee di Enrique Iturriaga, Celso Garrido-Lecca ed Edgar Valcàrcel.
La violinista peruviana, Clara Petrozzi-Stubin ha fornito una prima organica raccolta di informazioni e riflessioni sulla musica colta del Perù*, ma il difetto evidente di qualsiasi pubblicazione in materia è la carenza di materiale discografico a supporto. La Pogus di Al Margolis, una delle etichette più interessanti degli ultimi anni, ha tentato di offrire una minima rappresentazione del fenomeno peruviano d'avanguardia pubblicando una raccolta intitolata Tensions at the Vanguard, New music from Peru (1948-1979) in cui appaiono composizioni storiche di quel paese, completamente coperte dall'anonimato, nonchè un volume-profilo dedicato a César Bolanos (identiche operazioni sono state fatte per l'Argentina). Tra i giovani contemporanei sembra avere una maggiore visibilità internazionale il compositore Jimmy Lòpez (1978) che ha avuto la possibilità di registrare un suo profilo e farsi notare in un festival di Donaueschinger del 2009, da cui l'estrazione discografica programmata a fianco di Beat Furrer e Sciarrino; Jorge Villavicencio Grossmann (1973) figura con uno string quartet (il numero 3) con i compositori di Altavoz suonato dal Jack quartet; Rafael Leonardo Junchaya (1965) con le sue 3 danzas episkenicas si può ascoltare in un cd della Innova di chamber music.
Quanto alla tonalità, le spinte provengono dalla riscoperta delle radici fatte da compositori specialisti della chitarra charango come Federico Tarazona (1972), autore di un paio di cds divisi tra il gusto etnico e gli esperimenti abbinati alla sintesi del computer, o da quelli internazionalizzati come la Gabriela Lena Frank (1972), autrice di un recupero attuato in forme singole ed orchestrali con l'introduzione di strumenti tradizionali, che si indirizzano ad una vivida rappresentazione di luoghi e leggende del Perù. ("Hilos" nella serie American Classics della Naxos e soprattutto "Compadrazgo" per l'Albany Records che contiene anche la sua Sonata andina per piano).


*Nota:
vedi qui il suo scritto esteso sull'argomento.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.