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venerdì 2 maggio 2014

a simple lunch .. la netlabel di Marco Dalpane

Ammetto di non essere un particolare esperto di musica per films e più in generale di cinematografia, perciò non avrei mai potuto sapere facilmente del musicista Marco Dalpane: la mia conoscenza dell'artista si era formalizzata su altri elementi, quelli di giornalista critico ed opinionista, così come risultava dal suo blog tenuto sul Giornale della Musica. Il contatto con lui è stato fonte (per me) di vera contentezza, poichè ho scoperto anche un pianista meritevole, assolutamente lontano dall'impalpabile mondo dei rapporti della musica con il cinema, in cui spesso le premure sono date alle immagini e non alla musica stessa.
Dalpane, dopo molti anni passati nel dar forma al cinema muto, ed in particolare a quello di Buster Keaton, ha deciso di affiancare l'attività musicale con quella produttiva, istituendo un'etichetta netlabel, la "a simple lunch", intuendo la possibilità di poter documentare una realtà non molto evidente del mondo musicale italiano, fatta di tanti artisti poliedrici che ricalcano il nostro panorama e che sviluppano la loro musica in forme frammentate dal punto di vista dei generi. Il suo progetto è ben delineato nel manifesto che si trova a disposizione dei navigatori internet sul sito della A Simple Lunch, dove tra le tanti frasi utilizzate per descrivere lo stile della label, vorrei sottolineare quella dove si dice "...è musica nuova, o riproposta con l'intento di stimolare nuove connessioni e riflessioni....". Non è un'espressione vacua o risaputa, poichè coglie lo spirito con cui Marco ha cercato subito di fissare le direttive della sua netlabel: incidendo il primo numero con "Sound Form", un lavoro nato nell'era matura del post-moderno, il pianista bolognese cattura ed elargisce una sua accattivante visione personale della musica, che è insieme il frutto di una macrobiotica preparazione e di una capacità di far scattare la riflessione emotiva.

"Sound form", concerto realizzato in presa diretta nella palestra Romagnoli di Bologna, segna i confini entro i quali è possibile trovare la sua idea; aiutato da sparute percussioni, una fisarmonica e un toy piano, Dalpane tocca alcuni poli essenziali della musica. Quello che si è sviluppato è un approccio sensorio che al suo interno si nutre di un modello molto american-style: le tecniche di preparazione di Cowell al piano e quelle di Cage alle percussioni, quel gusto popolare che si riscontra nelle colonne sonore di Keaton, il jazz fuso nel rock di Zappa e quello al confine con la new age di Winston, il minimalismo di Nyman e i risvolti post-classici. Il tutto scandito con grande precisione, con aderenza dei temi e cercando di trarre dall'ambiente circostante il benessere dei riverberi e delle soluzioni sonore. 
Rivitalizzare il patrimonio musicale evitando la retorica: è questa la reale novità sulla quale si pongono le coordinate della produzione di altri cinque albums in cui il melting pot tra sonorità accertate ed ambiente sonoro cerca di trovare un accordo circostanziale: il trio di Alberto Capelli/Antonio Borghini/Cristiano Calcagnile, l'armonica cromatica di Angelo Adamo, l'Orchestra Spaziale che rifà Zappa e il flautista Fabio Mina (impegnato anche con molti altri strumenti a fiato etnici) alla ricerca dei suoni del mare (coadiuvato da Zanotti alle percussioni e Markus Stockhausen alla tromba) sono valide espressioni in cui trovare punti di forza allo scopo. 
Di particolare pregio si presenta la registrazione delle composizioni simil-piano di Roberto Conz, "In tua assenza" (per pianoforte campionato ed eseguite da un software di Roberto Conz), un lavoro che affronta il lato più vicino alla musica di Cage: usando un software modificativo che permette di cancellare la nota originale e trasformarla in altre come eco Midi, le "Variazioni Goldberg" di Bach ne escono totalmente rigenerate. Sulla struttura casuale Conz interviene solo sugli accenti, sulle durate o sulle altezze e da un lavoro basato sull'ebbrezza dei canoni e del disincanto dei tempi ritmici barocchi ci si trova dinanzi a qualcosa che somiglia al Webern seriale "......mi trovo lontano da alcune poetiche dell'alea che attendono ad una contemplazione dell'emergere di eventi, sacrali ed intoccabili nel loro accadere. Ciò che davvero mi interessa non è la contemplazione ma, piuttosto, un corpo a corpo con la materia. Tra afasia e parola. In una terra di nessuno...."
Il 15 maggio Dalpane presenterà Sound Form in occasione del festival Angelica a Bologna: penso che sia un'ottima occasione per iniziare a familiarizzare con questa nuova realtà della musica. Sembra che in cantiere ci sono già nuove sorprese.


2 commenti:

  1. Visto il remix di Fargetta del singolo (per beneficienza) di Tiziano Motti? http://youtu.be/GirOcEhfezs

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    1. dopo la tua segnalazione, sì. Ma non vedo che cosa centra con la A simple lunch!

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