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domenica 9 febbraio 2014

Nuovi corsi post moderni: Kalevi Aho

La maggior parte della critica classica è concorde nell'assegnare al compositore finlandese Kalevi Aho un ruolo di iconoclasta del post-moderno: Aho ha svolto un'intensa carriera al servizio del comparto sinfonico e concertante che continua imperterrita ai giorni nostri mostrando sempre più modificazioni del pensiero che forse venti anni fa non venivano mostrate. Aho ha costruito la sua fama accostando il flusso incosciente della musica di Shostakovich con strategie strumentali di varia natura, in cui far prevalere ora tonalità di forte presenza, ora vere e proprie oasi di avveduta stranezza che incorporano quello stato di incantesimo che è proprio della storicità nordica*. Il suo neoclassico si completò anche per alcuni episodi in cui vennero introdotti di sana pianta inserti barocchi o in specie appartenenti all'area del valzer europeo di fine ottocento.
Aho ha un ruolo di rilievo nella cultura finlandese che viene rinverdito con frequenti saggi dell'autore (e quindi non solo con la musica, la cui produzione è senza sosta): l'ultima sinfonia ufficiale del finlandese, la sua Symphony n. 15, che viene pubblicata su Bis R., assieme a Minea e il Double Bass Concerto, costituisce una delle sue migliori perchè transige su quello stato ipnotico che è, come detto, la parte più innovativa della scrittura del finlandese. Nelle note interne il compositore parla, a proposito della sinfonia, del raggiungimento dell'apoteosi della danza, un'espressione invero usata da Wagner a proposito della settima sinfonia di Beethoven. Molto verosimilmente l'apoteosi di cui si parla vorrebbe sottolineare l'osmosi provocata dalla musica in favore del corpo e dei suoi movimenti: è un concetto molto particolare, ma che ha un trait-de-union con le idee recenti dei compositori e musicisti del nord Europa. Molte similitudini vengono trovate con le danze arabe, in special modo quando si tratta degli strumenti a fiato: sembra che ci sia stato un gemellaggio sommesso tra istanze nordiche e mediorientali, come se le storie degli gnomi e dei paesaggi fatati si fossero messe accanto a quelle dei sultani persiani. Sebbene gli accostamenti con il mondo arabo non siano una novità, quel che è nuovo è in Aho è la particolarità dell'aggregazione degli elementi che coinvolgono la scrittura, che mira ad un'integrazione di essi che sia varia ma non rigorosa, in cui le prevalenze sono ben studiate; il finlandese pur non richiamando espressamente elementi tradizionali del suo paese, ne sfrutta le caratteristiche per avere un nesso di continuità con il passato. Si tratta di sfumature ricorrenti in una struttura ipnotica, che cerca di fornire un programma descrittivo attraverso i colori ed immagini tratte dai paesaggi naturali: non a caso in questa sinfonia Aho espressamente parla di "Nebbia" o "Interludio" (giocato su campanelli, crotali e marimbe che si snodano magicamente sotto un tappeto silenzioso di archi) contrapponendoli alla "Musica bizzarra" o "Strana". 
Notevole è anche il concerto per contrabbasso composto nel 2005, in cui vengono individuate oscure e stranianti espressioni (con un secondo movimento in pizzicato splendidamente eseguito dal contrabbassista della Lahti Orchestra Eero Munter) inserite in quel solco di riscoperta delle interazioni con alcuni strumenti ritenuti deboli di suono o incompatibili con le gesta orchestrali. 

Discografia consigliata:
-Symphony n. 2 e 7, Lahti Symphony Orchestra, Vanska, Bis
-Symphony n. 8/Pergamon, L.S.O., Vanska, Bis
-Symphony n. 9/Cello concerto, L.S.O. Vanska, Lindberg & Hoffman, Bis
-Symphonic Dances/Symphony n. 11 for six percussions and orch., L.S.O. Vanska,  Bis
-Aho: Tuba concerto/Contrabasson concerto, Bergen P.O, Litton & Norkopping S.O., Rondin, Bis
-Flute Concerto in Flute Music Nordic Spell, Bezaly, Bis
-Clarinet Concerto, Martin Frost, L.S.O., Vanska, Bis


Nota:
*il concetto di incantesimo ricorre in molte sinfonie di Aho ed è incastonato in esse, sebbene il finlandese abbia tentato, specie nella serie dei suoi concerti dedicati ai singoli strumenti, di creare estaticità esclusive: si veda per tutte il concerto per flauto (nella magnifica versione di Sharon Bezaly).

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