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domenica 6 ottobre 2013

Toshio Hosokawa e il suo Guitar Concerto

La Ondine ha da poco pubblicato un cd con concerti per chitarra recentemente composti in favore del chitarrista finalandese Timo Korhonen: se quello del compositore Kimmo Hakola, nonostante le sfide lanciate nelle note, non desta particolari sussulti data la natura piuttosto scontata dei riferimenti utilizzati, quello del giapponese Toshio Hosokawa si presta a plurime considerazioni e mi permette di parlare brevemente di questo splendido compositore del Sol Levante. 
Hosokawa (1955) ha rappresentato una svolta effettiva nei rapporti tra musica contemporanea e filosofia musicale orientale: quello che in termini di popolarità e riconoscimento non riuscì al suo maestro coreano Isang Yun, è riuscito a lui: comporre musica di avanguardia con elementi della tradizione orientale. Diversamente quindi da Takemitsu, Hosokawa aveva altri modelli di riferimento che non erano certamente Debussy o Messiaen: egli era molto vicino al serialismo e specialmente vicino al campo di azione aperto da Berio e Nono in materia di tecniche esecutive: ma il raffronto andava comunque in favore di un avvicinamento delle tecniche alle modalità orientali: pizzicati, vibrati, strappi, glissandi non erano certamente sconosciuti nella tradizione musicale orientale: quello che doveva essere filtrato era il loro utilizzo come abbellimento della composizione. Era necessaria una doppia subliminalità della musica: il lento scorrere della scrittura, in un clima meditativo che accomuna le essenze e i ricordi del suo paese, doveva sterilizzarsi nel carattere impervio della musica contemporanea europea. Inoltre da Yun, Hosokawa riprende e sviluppa la composizione a cicli, sfruttando più strumenti e più relazioni nell'ambito della partitura. I Voyage fanno parte di uno di questi cicli (altri sono i Landscape, i Ferne Landschaft, i Sen, etc.): quello dedicato alla chitarra con orchestra, il IX intitolato Awakening, rappresenta probabilmente il più completo episodio di scrittura per chitarra di Hosokawa, che crea una magnifica partitura orchestrale di contorno alla chitarra, strumento a cui aveva dedicato altre composizioni in precedenza: come nella Serenade per solo chitarra o nel Renka I per chitarra e soprano, nonchè nelle due Japanese folk songs viene riproposto quel magnifico gioco di simbiosi tra delicatezze musicali e silenzi che alla fine non appartiene a nessun popolo in particolare ma è patrimonio di tutti. "Voyage IX: Awakening" viene teorizzato come contrapposizione musicale tra il fiore (il solista) e la sua fonte di vita naturale che lo circonda ossia l'acqua (l'orchestra): egli trae linfa dal nutrimento di quest'ultima che in definitiva costituisce anche il mezzo purificatore di questo colorato stato di sospensione.

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