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lunedì 30 settembre 2013

Roland Dahinden and the Ensemble Montaigne: Braxton



This CD is a concert recording based on Braxton's musical themes, where a number of excellent musicians (Ensemble Montaigne) of Lucerna's area, are conducted by Roland Dahinden in a long track of music. The Swiss trombonist and composer was a partner of the American saxophonist for a long time and he was his assistant professor. But in "Anthony Braxton" we are not able to understand the figurative aspects of music, perhaps there is too much complexity. His personal tribute to Braxton was much more clear in a quartet that Dahinden organized with Kleeb, Polisoidis and Holdrich in "Concept of freedom".

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Questo cd ripropone un concerto basato su temi di Braxton, dove una serie di musicisti di tutto rispetto orbitanti nella sfera geografica svizzera di Lucerna, l'Ensemble Montaigne, vengono condotti da Roland Dahinden. Il trombonista e compositore svizzero Dahinden è stato partners dell'americano per molto tempo nonchè suo assistente universitario. In "Anthony Braxton" si tratta del repertorio più aspro di Braxton, quello che veniva fuori dall'analisi sempre più ficcante dei rapporti tra la composizione avanzata nella musica contemporanea e l'improvvisazione, quest'ultima ormai depurata totalmente della parte jazzistica ritmica: una sorta di incontro tra le teorie della materia di Lachenmann e Sciarrino e le libertà di un musicista free che ossequia a partiture creative.
Siamo perciò distanti dallo Braxton attuale, quello per intederci della Ghost Trance Music o delle più recenti Falling River Music o Diamond curtain wall Music: qui è vivisezione degli impianti musicali. Nonostante tutto, sebbene non sia eccepibile la valenza accademica degli esperimenti condotti da Dahinden, risulta tuttavia non comprensibile l'aspetto figurativo che sembra troppo complesso. Il suo personale omaggio a Braxton (oltre a quello offerto nelle prove discografiche in cui i due hanno suonato insieme) era molto più vitale nel quartetto che Dahinden organizzò con la Kleeb, Polisoidis e Holdrich in "Concept of freedom", seppur nelle evidenti diversità.

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