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venerdì 19 luglio 2013

Joachim Gies, Ensemble X and Gerd Wameling: Mnemosyne



In "Mnemosyne", you notice the composer's passion for the Greek theater and for the existentialist poets and philosophers: in a performance at Villa Elisabeth in Berlin, Gies plays with the ensemble X (composed by Denis Stilke, Florian Juncker, Franz Bauer and soprano Gesine Nowakowski) and uses the commentator of texts, Gerd Wameling, to decant the poetic passages of Holderlin and Kafka.


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Nei primi anni del laboratorio della Leo Records il sassofonista tedesco Joachim Gies ha certamente rivestito un posto importante: l'esperienza formativa affrontata sommessamente con il Cecil Taylor Workshop Ensemble, fucina posta per l'emersione di giovani talenti jazz tedeschi, fu utile per cominciare ad esplorare ulteriori prospettive dell'improvisazione; alla Leo Lab assistito spesso da eminenti talentuosità della musica improvvisata e contemporanea (Lauren Newton, Ute Doring, Joelle Leandre, etc.), Gies ha messo in piedi un progetto, i  "Not Missing Drums Project", in cui amalgamare le impronte diverse dei vari musicisti con l'idea chiara di costruire una propria identità musicale: tra veri e propri repechages contemporanei, riferimenti al dramma e al canto moderno, recitazione orientale e tante tecniche di esecuzione non convenzionali, Gies si è imposto per una propria e definitiva espressione che è stata direi alquanto sottovalutata. Riguardo al suo strumento, in un bellissimo solo del 2001, "Whispering Blue", Gies ha anche cercato di dimostrare come tubi metallici, sordine, variazione delle imboccature e effetti di live electronics potessero avere un senso non in quanto produttori di suoni più o meno complessi, ma veicoli per elaborare significati, con la voglia di acclarare quel filo conduttore implicito della musica che conduce alle risorse dell'estetica.
La passione per la teatralità greca e per i poeti e filosofi esistenzialisti è proprio ben canalizzata in questo cd dal titolo programmatico "Mnemosyne", che riproduce un'esibizione al Villa Elisabeth a Berlino, fatta da Gies ai fiati assieme all'ensemble X (composto da Denis Stilke, Florian Juncker, Franz Bauer e la soprano Gesine Nowakowski) e al commentatore di testi Gerd Wameling (qui il riferimento è alla poesia di Holderlin e Kafka); "Mnemosyne" è un'integrazione di arti differenti specificatamente messa su per la loro rappresentazione*, dove Gies si muove attraverso afflati misteriosi (l'anima classica) e agili e scattanti riprese improvvisative (l'anima free jazz), ricostruendo ritmo ed oscurità allo stesso tempo: sebbene quelli di Gies siano esperimenti non proprio nuovi specie in relazione a quanto fatto da musicisti/compositori che vivono il riflesso della musica dentro la teatralità, essi comunque brillano di luce propria e vuoi per la particolare intonazione, vuoi per il particolare ambiente in cui il concerto si è svolto, svelano un evidente fascino ed un impianto formale che è vicino a certe operazioni trasversali di pari argomento svolte in Ecm R.. E' encomiabile l'impegno e la serietà con cui tutti i partecipanti danno il loro contributo ed evidenzia come da Gies si possano ottenere solo esecuzioni e progetti di valore che sono molto distanti dalle tendenze spicciole, ma sono saldissime e vicinissime all'opinione di coloro che cercano nuovi sviluppi ed orizzonti dalla musica.
*notare il dipinto in copertina di Ulrich Werner, un pittore particolarissimo bravissimo nel cogliere forme ottiche astratte. Vedi alcuni dipinti a questo indirizzo http://www.saatchionline.com/profile/187483

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