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sabato 18 maggio 2013

The Romantic piano concerto vol. 59: Zelensky e Zarzicky


Il volume 59 della serie Hyperion sul piano concerto romantico si concentra sulla riscoperta di due compositori polacchi (con registrazioni in premiere assoluta): trattasi di Aleksander Zarzicky e Wladislaw Zelensky, due contemporanei nati dopo il 1834 che però si cimentarono nel concerto per piano quasi a cinquant'anni l'uno dall'altro: difatti quello di Zarzicky risale al 1859, mentre quello di Zelensky al 1903 e la distanza temporale non è casuale poichè ci permette di scorgere delle comunanze di stile ma anche delle differenze. Il misterioso concerto di Zarzicky (di cui si pensa anche che sia stato rimaneggiato) offre solo due movimenti invece dei tre consueti ed offre la prospettiva leggiadra e profonda del pianismo di Chopin e Mendelssohn; in verità e nonostante la bravura del pianista Jonathan Plowright (da sempre specializzato nella musica romantica polacca), l'idea è di trovarsi di fronte ad una bellissima versione "minore" dei due pianisti che non riesce a raggiungere quei vertici di ineguagliabile intensità emotiva, anche per il fatto di non avere abbastanza elementi per decidere se essa possa stare tra la normalità e qualcosa che si estranea da essa. D'altronde in quegli anni era già iniziato il disincanto dei compositori e le composizioni si stavano adeguando ad un nuovo standard; ma è anche vero che di fianco al decadentismo si erano materializzati i movimenti nazionalistici con l'inserzione di parti riconducibili al folklore o alle danze tipiche, perciò è palese che il concerto di Zarzicky ne avesse di questi elementi;  tant'è che molto opportunamente la Hyperion affianca al suo concerto una "Grande Polonaise op.7" che esplicita i riferimenti alla danza krakowiak: come si può facilmente riflettere, il valore di queste composizioni che, almeno nel nostro caso partono dalle evoluzioni che Chopin fu in grado di introdurre, sta nel fatto che esse sono anticipatrici di quell'esplosione di interesse che visse la danza come arte a sè stante dall'ottocento in poi. Se il concerto di Zelensky condivide gli aspetti folkloristici presenti in quello di Zarzicky, in realtà è più immerso nelle idee del suo tempo: non c'è solo nostalgia gratuita, sincopi di mazurka distillati o riferimenti alla grandeur dei balletti di Tchaikovski, qui troviamo una innegabile forza compositiva che specie nei momenti di tenerezza individua un percorso profondo, di fascino indiscreto, che può essere tranquillamente tollerato da qualsiasi detrattore dell'odierno ed esclude la possibilità di evidenziare quei segnali di obsolescenza che possono inficiare la nostra considerazione specie quando ci troviamo a documenti così rari e preziosi come quelli in questione: di Zarzicky non avevamo nulla e di Zelensky se ne è occupata in patria la Acte Préalable con una serie di registrazioni contenenti la sua produzione (i lavori al piano, string quartets e chamber music)

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