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venerdì 10 maggio 2013

Jakob Ullmann


Diversi fattori concorrono a prendere in considerazione il "silenzioso" compositore tedesco Jakob Ullmann: il primo è la rilevanza che, una rivista specializzata competente come Wire gli ha dedicato, mettendolo sia in copertina che nei contenuti multimediali; il secondo è la pubblicazione di molti suoi lavori che, dal punto di vista di una registrazione formale, erano completamente latenti: la Editions RZ, orgogliosa etichetta di "contemporanea" scrupolosamente di nicchia operante a Berlino, recentemente ha messo a disposizione un buon numero di lavori rappresentativi del compositore che si affiancano al "poco" discografico finora prodotto; il terzo è che alcuni suoi colleghi, sia quelli appartenenti all'area dei compositori dei corsi di Dusseldorf centro della filosofia del gruppo Wandelweisel di cui Ullmann è un mentore, sia quelli estranei a quel giro, hanno espresso apprezzamenti lusinghieri sul suo operato tanto da considerarlo il miglior compositore vivente. 
Ullmann, oltre ad essere un compositore, è anche un professore universitario con ampie conoscenze nella teologia, nella filosofia della musica e con un preparazione specifica nell'àmbito delle musiche antiche (soprattutto bizantina e medievale). Come tutti coloro che si cimentano nel campo della sperimentazione ha dovuto soffrire l'isolamento provocato da un'ulteriore e personale visione del mondo musicale: infatti, pur essendo un elemento di spicco nella considerazione dello sparuto circolo degli artisti fedeli al modello Wandelweisel, se ne differenzia parzialmente per le proprie caratterizzazioni che si presentano a più livelli e che lo rendono unico:
1) costruendo una sua teoria sulle tradizioni musicali, Ullmann ha rivalutato il ruolo della musica antica pre-scrittura e pre-oralità, fondando un perno sulla rilevanza mistica della musica bizantina, in rapporto soprattutto alla sua interpretazione nei tempi moderni. Una dimostrazione tradotta in musica di questi nuovi principi può essere ascoltata nel suo "Komposition fur Violine" o in "Voice, books and fire 3" (1).
2) la vicinanza a Cage è motivata dall'aderenza ai principi sottintesi di 4'33", fornendone una visuale chiaramente meno estremizzata, ma che si arma di quel fondamentale aspetto riflessivo del brano, in cui è chiaro che è il silenzio che domina la musica ed è questo che può essere riempito: si passa cioè da una concezione di musica con pause, ad una concezione di pausa prolungata con sfumature "minime" di musica. Si scopre, quindi, un compositore (in questo in verità vicino allo spirito dei suoi colleghi di Dusseldorf) che cerca di sfruttare quella che io chiamo composizione "low-fi", dove cioè volumi, gestualità dei suonatori e partiture vissute nell'ombra sono i protagonisti di questa rischiosa contrapposizione concettuale che in alcuni casi sembra addirittura sfiorare il ridicolo accademico (vedi per tutti la totale rarefazione di "Praha: Celetnà, Karlova, Maiselova" dal "Fremde zeit - Addendum" (2)).
3) le presunte difficoltà espressive di alcuni dei suoi lavori vanno inquadrate nel carattere spirituale, quasi profetico della sua musica, che forte di un'esperienza intellettuale rilevante, cerca di sollevare il compositore dalle sue usuali scelte compositive per proiettare sè stesso e l'ascoltatore in un realtà oggettiva dello spirito che è rinvenibile solo facendo leva su un innovativo concetto del musicista che non si trova più ingabbiato nella sua partitura e nello spazio fisico rivestito con lo strumento, ma "gira" intorno ad esso e interagisce con l'ambiente circostante. Se si fa questo invisibile sforzo di rappresentazione, in cui i suoni non hanno nessuna relazione di importanza rispetto al resto dimensionale, allora i suoi enigmatici "quadri" totalmente bianchi sporcati da qualche tratteggio (così come si rinviene dalle covers) vi sembreranno dei capolavori di crittografia musicale. 

Discografia consigliata:
-Komposition fur streichquartett/Komposition fur violine/Disappearing musics, Wergo 1996
-Voice, Books and Fire 3, Editions RZ, 2003 
-A catalogue of sounds, Editions RZ 2005
-Fremde zeit - Addendum + Solo III fur Orgel, Editions Wandelweiser, 2012


Note:
(1) Voice, Books And FIRE 3 combines different texts in different languages to form a 'living polyphony'. "All [performers] are free to decide how and to what degree they want to establish or maintain a gap between their person and the piece."

(2) PRAHA: Celetná - Karlova - Maiselov is themed around the Jorge Luis Borges story The Secret Miracle. The protagonist of the story is to be shot to death by a Gestapo firing squad and he asks God for a one year postponement, which is granted as the bullets are in flight. Time stands still. The piece is based almost entirely around numbers: Pythagorean fractions, subtotals, synopses and intersection points.

fonti: The Wire - Adventures in sounds and music 22 Nov 2012, Derek Walmsley

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