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mercoledì 20 febbraio 2013

L'insostenibile leggerezza dell'essere: dalla new wave ai Matmos


Alla metà degli anni settanta una vera e propria onda d'urto colpì la materia rock e pop: il vasto movimento del punk e soprattutto quello più ampio denominato "new wave" avevano deformato i tradizionali punti di vista della musica in maniera irreparabile; per quanto riguarda il sentiment c'era stato un controcircuito: si era passati da un sistema nutrito di "valori" positivi (non importa come raggiunti) del sessantotto che aveva consegnato il testimone velocemente a quello dubbioso ed eretico dei primi anni settanta. Il nuovo movimento, che giunse con una velocità altrettando ragguardevole, tendeva già a nuovi concetti espressivi ed in particolare mirava alla proclamazione dell'alienazione come tema principale trattato dai musicisti e gruppi in questione; per quanto riguarda la musica, invece, la "new wave" ebbe il merito di accomunare cose che in verità sembravano molto lontane tra loro (si pensi ad artisti così diversi come i Clash ed Elvis Costello, la cantante inglese Siouxsie e i metropolitani Talking Heads); nonostante quella rinvenuta primordialità musicale espressione di una nuova concezione musicale basata su una modificazione dei tempi e degli umori, alcuni musicisti del movimento utilizzarono il momento storico di rottura sociale per proporre nuove ed esilaranti versioni di arte trasposta nella musica. In questo furono coaudiavati da due passaggi fondamentali che avvennero nella storia della musica dei sessanta: l'avvento di Frank Zappa e le scoperte sui suoni, riportate su nastri magnetici, che provenivano dai pionieri dell'elettronica europea ed americana, in particolare nel mondo della concrete music. Se grazie al primo nel rock vennero introdotti in forma ufficiale concetti come il dadaismo, la satira bizzarra, lo scandalo "intellettualmente" usato come espressione di protesta, l'ambiguità in tutti i suoi risvolti, nel secondo caso personaggi come ad esempio Tod Dockstader (di cui si sta attuando un'inaspettata riscoperta delle sue poche registrazioni), figlio degli approfondimenti di Stockhausen e Pierre Henry, si assumevano il compito di riuscire a saldare il mondo dei suoni sintetizzati con quello dei suoni naturali  in un ipotetico progetto in cui restituendo intelligenza alla musica si potesse arrivare ad un nuovo ed eclettico mondo dell'orchestrazione sonora. L'avanguardia rock tenne a battesimo gruppi come gli americani The Residents o i Pere Ubu di David Thomas che furono quanto di più sbandato si potesse raggiungere nel rock considerato intellettuale. Sebbene con valenze diverse, la discografia dei due gruppi (tuttori attivi) riportava nella musica uno dei concetti più difficili da masticare, ossia quello dell'accettazione di un espressionismo vissuto ai limiti del normale, spasmodico, quello che partendo da un eccesso drammaturgico alla Wagner conduceva fino alla violenza espressiva più immane. Pur non essendo quest'ultimo rinvenibile in forme parossistiche nella carriera dei due gruppi (per questo bisogna rivolgersi ad artisti come Diamanda Galas o a certe forme di musica punk), l'importanza artistica di quell'atteggiamento musicale può essere più accuratamente scissa qualora si pensi alla propensione degli stessi verso uno dei cardini fondamentali ricercati dai musicisti elettronici e cioè quello della frammentazione e poi ricostruzione dei suoni rinvenibili da qualsiasi fonte: fu in quest'aspetto che si possono trovare operazioni eccellenti, che imponevano, aldilà anche di una certa cattiveria strumentale, di scoprire rappresentazioni lucide e provocanti della realtà. Le generazioni successive (quelle dei novanta e successive) hanno accolto l'invito tentando di accorpare nuove modalità di aggregazioni dei suoni di una qualche utilità e bellezza artistica, nel frattempo, aiutati anche dall'affiancamento che il computer e le tecniche digitali avevano realizzato: è così che ad esempio nel campo del glitch o del mondo degli scarti elettronici nascono realtà come il duo Matmos, due veri e propri studiosi musicali, che con un lavoro di sintesi su tutti gli elementi appena richiamati, sono in grado di aprire nuove prospettive nella musica, limitandosi solamente ad un uso appropriato dei suoni che prescinde dal fornire qualsiasi teorema sull'armonia e che, quando l'ispirazione sorregge, continua quella ricerca improntata sulle possibili interazioni tra suoni fisici e naturali (vedi l'eccitante ed originale connubio tra musica country ed elettronica decostruita di "The West" o la morbida contrapposizione di suoni concreti e popolari di "A chance to cut is a chance to cure")

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