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domenica 20 gennaio 2013

Massimiliano Damerini - Cajkovskij Concerto n.1 in si bemolle minore per pianoforte e orchestra, op.23


Massimiliano Damerini.jpg Il giorno di Capodanno al Teatro Carlo Felice di Genova, il pianista Massimiliano Damerini ha rivisitato il concerto per piano n.1 di Cajkovskij. E' per me un immenso piacere ed onore ospitare la recensione di questo avvenimento fatta da una delle più brave pianiste italiane "contemporanee", Maria Flavia Cerrato, che gentilmente mi ha consentito la sua pubblicazione riportata qui di seguito.


“Analizzare il tutto e filtrarlo attraverso il proprio vissuto”, questo il lavoro che un interprete dovrebbe svolgere trovandosi di fronte ad una partitura. Che essa sia stata scritta ieri e mai eseguita, oppure duecento anni fa, ormai storicizzata da innumerevoli e più o meno grandi musicisti. Così il pianista Massimiliano Damerini lucidamente chiarisce la già di per sé esaustivamente lucida interpretazione del Concerto per pianoforte e orchestra op. 23 n. 1 di Pyotr Ilych Ciajkovskij, eseguito in occasione del concerto di Capodanno il 1 Gennaio 2013 presso il Teatro Carlo Felice di Genova, sotto la direzione di Donato Renzetti. Pagina pianistica tra le più famose della storia della musica, ma anche tra le più virtuosistiche, il Concerto di Ciajkovskij rappresenta una seria prova di capacità a tutto tondo per il pianista che oggi con esso voglia cimentarsi. In più, sopraggiunge la personale visione dell’interprete, le scelte, che possono stupire fino a dar l’impressione all’ascoltatore quasi di non conoscere ciò che in verità è ormai parte di un bagaglio genetico, più che culturale. L’interpretazione di Massimiliano Damerini ha messo in risalto la raffinatezza armonica e melodica del brano, evidenziando ciò che normalmente è giudicato materiale secondario o di passaggio e che invece desta interesse in quanto cromatico e ricco di potenziale innovativo (a tratti prefigurando lo Stravinsky neoclassico). Una rilettura da compositore e pienamente contemporanea, in cui si fondono razionalizzazione, rigore ritmico, accentuazione delle dissonanze e sobrietà espressiva. Spesso compositori come Ciajkovskij, ma anche come Chopin, vengono interpretati alla luce di una cantabilità facile, o comunque di un lirismo monodimensionale, attento al suono nel suo dispiegarsi diacronico. Probabilmente è vero che l’interprete dovrebbe dare voce solo alle grandi emozioni, a quei sentimenti che potremmo definire basilari, e non “accidentali”. Damerini sembra intendere il suono del pianoforte più come potenziale orchestra che non come soprano, accentuando la struttura in un fraseggio privo di gratuita retorica espressiva. Originale la veste data a Ciajkovskij, al pari di quella in cui ci è stato proposto Chopin, di cui un valer brillante, distillato dei valzer tipici del capodanno viennese, ci è stato regalato come primo bis. In chiusura, il secondo bis, The man I love di G. Gershwin, brano così versatile da poter assumere le vesti di uno standard jazz o, come nel nostro caso, di una piccola perla musicale classica. Analizzare e restituire filtrando attraverso il vissuto, servendosi di una tecnica mai fine a se stessa, ma rivolta alla massima resa delle possibilità timbriche del pianoforte ed alla pura ricerca del cardine portante di ogni musica: il suono.

                                                                                                            Maria Flavia Cerrato




Maria Flavia Cerrato (1981) ha studiato pianoforte classico a S.Cecilia a Roma, perfezionata in studi dell'armonia e pianoforte jazz, si sta specializzando con il Klangforum di Vienna nel master "Performance Practice in Contemporary Music"; ha partecipato a numerosi masterclass e workshop, nonchè numerosi concerti in cui si esibisce da sola o in formazioni da camera o ensemble. E' laureata in Scienze della Comunicazione e ha scritto diversi saggi di sociologia della musica, recensioni e approfondimenti per diverse riviste tra cui "La critica sociologica".


Un'intervista fatta a Damerini quella sera, alla fine del concerto, è disponibile su youtube all'indirizzo:

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