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lunedì 14 novembre 2011

Luzzasco Luzzaschi e i concerti delle dame di Ferrara




Intorno al 1580 in Italia facevano scalpore i concerti tenuti presso la corte di Alfonso II di Ferrara: i convenuti (che spesso era familiari od ospiti riservati dei conti) ne dicevano meraviglie e questo si rinviene dalle lettere che vennero scritte dai partecipanti a questi incontri che assumevano la veste di veri e propri concerti: le tre dame italiane che vennero scritturate per cantare sui madrigali di Luzzasco Luzzaschi, compositore pienamente inserito nella corte ferrarese, ebbero sostanziosi riconoscimenti non solo dai profani in materia (incantati dal gioco delle voci e dell'accompagnamento dei primi strumenti come clavicembalo, arpa, viola da gamba quando utilizzati) ma anche da personaggi come Monteverdi e Gesualdo che del madrigale ne avevano fatto una virtù. (vedi anche http://it.wikipedia.org/wiki/Concerto_Secreto_di_Margherita_Gonzaga)
La segretezza cadde poi dopo la morte di Alfonso, anche in considerazione del fatto che con il tempo cadevano quelle barriere sociali che vedevano nella donna una persona non degna di portare avanti una carriera artistica. Sì perchè l'importanza di questi concerti non è solo letteraria (l'invito è di leggere le profonde trame del poeta Guarini usate nel canto) ma anche musicale, poichè è da quel momento che si forma il concerto (dal vivo) perfettamente retribuito con figure a tal fine ingaggiate: il madrigale, pur avendo avuto sviluppi tecnici favolosi, non si era ancora liberato dei luoghi comuni in cui veniva esplicato.
La nuova versione della Venexiana diretta da Cavina fa proprio dell'idea del concerto il suo tratto distintivo: mentre quella diretta da Sergio Vartolo per la Harmonia Mundi (ultima valida riproposizione di riferimento tra le poche realizzate), era più concentrata sull'uso delle voci con un tenue accompagnamento di harpsichord, questa di Cavina è completa ed inserisce anche la strumentazione, in modo da ambire alla migliore rappresentazione in materia di quei concerti. Inoltre le note interne del cd forniscono anche una più esplicativa comprensione della segretezza che ha coinvolto quei personaggi nell'eclatante era di passaggio tra la fine del Rinascimento e l'inizio del Barocco.

2 commenti:

  1. Quella di Cavina è un'esecuzione più morbida, solare e accessibile di quella di Vartolo, senza perdere nella profondità della lettura e nella varietà dei registri. D'altra parte Vartolo seduce sempre con la sua direzione lenta e sovra-espressiva, non si può fare ogni tanto di ritornare a quella. Bellissima anche la sua Incoronazione di Poppea. Un rimbrotto invece a Cavina per il suo incomprensibile "'Round M: Monteverdi Meets Jazz".

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  2. Le tue riflessioni sono giuste e completano il mio articolo. Per quanto riguarda l'operazione "Monteverdi meets jazz", non ho ascoltato il cd, ma sono operazioni sempre molto rischiose, poichè si confondono epoche diverse spesso con risultati disastrosi
    Grazie per il commento

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