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sabato 10 marzo 2018

Suoni della contemporaneità italiana: Paulo De Assis rivede Luigi Nono


Quando Luigi Nono arriva nel 1972 alla composizione di Como una ola de fuerza y luz, ha già compiuto uno straordinario percorso di rinnovamento linguistico nella musica: nel Il canto sospeso, Nono lavorò su un particolare effetto del riferimento letterario, quello dell'incomprensione del testo e di una sua speciale serializzazione; nell'approfondimento del pensiero di Schoenberg e Webern, il compositore veneziano aveva capito che le emissioni dei cantanti, tendenti ad una convergenza verso le vocali, producevano un senso musicale nettamente maggiore di una loro più congrua spiegazione. Quella qualità della voce che risalta l'aspetto fonico della parola e che mangia la corrispondenza di un messaggio organizzato nei suoi significati, costruisce a sua volta comprensione che dilata la coscienza; succede in tutti i pezzi per nastro dei sessanta di Nono, dove le inserzioni vocali distillano un fluido musicale che fa scattare un'enigmatica ed affascinante senso della comprensione degli argomenti che, come si sa, tendevano al collegamento politico. 
Con Como una ola de fuerza y luz, Nono ha l'occasione di cambiare registro, stimolato da: 
1) il fatto di dover comporre per pianoforte con più specificità;
2) dal magnifico pool di personalità della musica contemporanea che lo circonda (il pool comprende l'orchestra del Teatro della Scala diretta da Claudio Abbado, le provvidenze pianistiche di Maurizio Pollini, il conforto sullo studio delle proiezioni del suono di Marino Zuccheri, la perfetta drammaturgia espressa dalla soprano Slavska Taskova);
3) da un evento che lo segna profondamente, ossia la morte di Luciano Cruz, attivista cileno conosciuto a Santiago qualche tempo prima; innamoratosi del testo di Julio Huasi, Nono compone uno dei suoi capolavori, sfruttando il tema della riflessione sulla morte.
La strategia compositiva verte sulla forza emotiva del canto, con un testo che deve dar conto della volontà di invocare e rappresentare una disperazione condivisibile. Si può ben dire che Nono compie un miracolo sotto il profilo della combinazione dei suoni tra orchestra, voce e nastri: il pensiero è allo "...sconvolgimento di fronte alla morte..." (sue parole), visto in una prospettiva molto più ampia di una requiem celebrativa; il grido ripetuto a Luciano è qualcosa che si fa fatica a dimenticare così come tutta la parte attribuita alla Taskova, l'orchestra è una giungla amorfa di suoni, mentre il piano vuol conoscere le microtonalità della gamma medio-bassa del registro; tutto congiura per far scorazzare le emozioni tra realtà e tentativo di scrutare il regno dell'aldilà e trovare dei collegamenti immediati che rimbalzano tra uomini e pensiero soprannaturale. A differenza di compositori come Morton Feldman, che sulla scomparsa hanno cercato di dirigersi verso una sorta di trascendenza in sospensione, oppure come Xenakis, che ne ha dato una propensione riferibile all'alterità filosofica greca e alla necromanzia (grazie ai glissandi e ai recitativi recto tono presenti nella sua trilogia Ais/N'Shima/Nekuia), Nono sceglie la via del popolo, dell'umanità che urla e scalpita in un profondo contrasto di pensieri. Musicalmente, Como una ola de fuerza y luz è un groviglio, pieno di tensioni, che porta la mente verso sensazioni complesse e fa il paio con "...sofferte onde serene...", composizione per solo piano e nastro, ancora una volta episodio commemorativo, che si concentra sulle relazioni con Maurizio Pollini, le sue intuizioni pianistiche e la materia dei nastri. Il piano viene scandagliato nelle sue profonde risonanze, instaura un dialogo con la parte registrata, allo scopo di trovare concatenamenti tra memoria e presenza. 

E' per mano di uno dei suoi più accaniti estimatori che è possibile riascoltare in formato discografico, questi due capolavori di Nono: Paulo De Assis (1969), compositore e studioso dei nuovi percorsi sperimentali applicabili all'interpretazione, si avvale della collaborazione illustre di André Richard (per il sound projection), del pianista Jan Michiels, della soprano Claudia Barainsky e delle provvidenze della WDR Sinfonieorchester (dirette da Rundel e Warinsky), estrinsecazione degli SWR Experimentalstudio di Friburgo, posto in cui Nono ha tanto seminato. 
De Assis si è impegnato in due grossi progetti, uno di recupero e l'altro di interposizione interpretativa: da una parte ha ricostruito digitalmente il nastro stereofonico originale di "...sofferte onde serene...", andato perduto e che aveva costretto per molto tempo studiosi, compositori e musicisti all'avallo di un nastro monofonico, diversamente da quanto registrato da Nono alla Deutsche Grammophon nel 1977. Sia per "...sofferte onde serene..." che per Como una ola de fuerza y luz, la materia interpretativa è impegnata in una ricerca di fedeltà all'originale registrazione dell'epoca, tenendo presente comunque che il nastro era una soluzione che già a Nono stava stretta, tant'è che lo stesso meditava di sostituire il nastro con il live electronics, facilitando nuove interpretazioni. 
D'altra parte, De Assis si è preoccupato di costruire un ponte tra le due esperienze di Nono citate, con una propria trascrizione di "...sofferte onde serene...": se è di onde musicalmente composite che si parla (quindi anche quella dedicata a Cruz), si può pensare di trasferire il concetto anche in più orchestre o aggregati strumentali, spazialmente distribuiti. In ossequio alla grandezza delle strategie compositive seguite da Nono, De Assis suggerisce un altro stile di composizione, dove la partitura del piano viene implementata su un'orchestra situata su palco e la parte al nastro, scanerizzata definitivamente come in una fotografia, suonata da tre ensemble posti attorno al pubblico; in Unfolding waves ...con Luigi Nono si sposano più direttive: la fondamentale esigenza del compositore italiano, ancora più sviluppata nel suo terzo periodo, di far "muovere" il suono, attraverso la ricerca di rapporti completi e minuziosamente sperimentati tra suono e spazio, le idee sulla localizzazione fisica di Stockhausen così come presentata in Gruppen e l'alienazione delle dinamiche sonore del Lachenmann di Mouvement. 



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