Translate

mercoledì 10 gennaio 2018

L'arte audiovisiva al Grand Soir Numérique

Il 26 gennaio la Cité de la musique di Parigi ospiterà l'evento del Grand soir numérique, un vero e proprio summit sullo stato dell'arte audiovisuale, con la partecipazione dell'Ensemble Intercontemporain e di alcuni dei principali compositori e musicisti impegnati nel settore; nato come parte del festival Némo (la biennale internazionale delle arti numeriche), il Grand soir numérique vede la partnership dell'Ircam e una concentrazione di intenti riversa sui rapporti tra l'ascolto e la visualizzazione di immagini, legati dalla tecnologia digitale. 
Parlare di questi argomenti così specifici della musica significa affrontare il tema delle sue estensioni disciplinari: qui, naturalmente, ci si ferma ai connubi tra musica e video, in un rinnovato surplus tecnologico, ma in verità il binomio è prepotentemente ritornato in auge come conseguenza del clamore delle opinioni suscitate da un recente libro scritto dal filosofo tedesco Harry Lehman, fresco di stampa tradotta in francese: La Révolution digitale dans la musique spinge il pensiero verso un'impensabile rotta seguita dalla musica, dopo almeno altre due rivoluzioni industriali sopportate dal Novecento. Di rivoluzione si parlava a proposito del Futurismo, così come si parlò di rivoluzione a proposito della composizione elettronica; questa terza rivolta è frutto del passaggio alla composizione assistita dai mezzi informatici in ossequio alla previsione della computer music e dello spettralismo, tuttavia sembra che in apertura di nuovo secolo si possano fare ulteriori passi da gigante, andando oltre la consueta cultura riposta nei software dei programmazione. 
Nella rivoluzione digitale odierna, l'acustico potrebbe diventare schiavo di una concezione compositiva che non gli dà il miglior privilegio, semmai vede la strumentazione come uno sbocco, un canale di uscita della musica: ciò che conta è concepire un prodotto in cui la parte digitale sia la protagonista della creazione. Nell'ambito della filosofia di Lehmann (il cui pensiero ha avuto molta accoglienza da parte dei compositori della cosiddetta seconda generazione di Darmstadt) si rimescolano le carte della composizione: le partiture sono immediatamente disponibili digitalmente in un archivio liberamente consultabile, l'insegnamento nonché la concertistica è fruibile dal proprio computer, viene dato pieno spazio al campionamento, all'elettronica live e pre-registrata, e si instaura un connubio imprescindibile tra musica, rumore e arti collegate, tra cui quella visuale acquisisce una forza incredibile. 
Lehmann fa già un buon resoconto dell'attività svolta in tal senso prendendo come esempio il suo paese e soprattutto la scena berlinese, che coniuga al suo interno spinte che arrivano non solo dal mondo della composizione contemporanea colta: la disponibilità a basso costo dei calcolatori nonché la rinnovata riallocazione di spazi univocamente determinati a scopo installativo, sono i principali catalizzatori di un'accelerazione che proviene anche dal basso della catena musicale. E' questo il motivo per cui nel Grand Soir numérique sono stati invitati musicisti senza una formale formazione accademica come Paul Jebanasam o Alex Augier, musicisti del settore dell'elettronica in grado di competere ad armi pari con il mondo della composizione preparata, grazie ad un debordante uso del noise e un penetrante utilizzo dell'arma visuale, che naturalmente ricade ad esperti del settore (nel caso di Jebanasam la virtualità visiva viene garantita da Tarik Barri in Continuum, in quello di Augier si assiste ad un'incorporazione delle due figure per Nybble). Sintetizzatori e modulatori che sparano suoni, rumori o dati nei canali amplificativi, cercando di trovare una simbiosi perfetta con le immagini; è un raccordo che tende alla migliore rappresentazione di uno dei problemi irrisolti nel campo delle arti, ossia quella corretta sinestesia che può essere provocata nella relazione tra campi artistici che producono messaggi stimolando sensi diversi; nel caso della combinazione della musica con l'immagine esiste un modo di raggiungere la sinestesia in maniera quasi oggettiva e lasciare che l'una suggerisca un'idea ben precisa dell'altra?. Nel passato compositori come Scriabin o pittori come Kandiski o Klee ne hanno fornito versioni che, nonostante tutti i buoni tentativi, sono rimaste nell'alveolo della soggettività, ma a questa evidente impossibilità di stabilire che ad un certo tipo di suoni corrisponde una determinata immagine erga omnes, oggi si può obiettare stabilendo una "ragionevolezza" della relazione, fondata su principi riferiti alla tipologia acustica, alla velocità e alle dinamiche dei suoni o delle immagini. Il compositore, dunque, si è accorto da tempo che è possibile alzare il tiro e creare personali differenziazioni di prodotto musicale che impiegano tutta una serie di poteri che indirizzano il cervello nell'ascolto: 
1) può essere lo spazio o l'ambiente a fornire gli stimoli giusti se adeguatamente corredato di piattaforme audiovisuali che si modificano in base alla luce e alla movimentazione: la composizione di Jacopo Baboni Schilingi è risultata alchemicamente perfetta per le installazioni di Miguel Chevalier, artista digitale capace di ottenere una sorta di pixelizzazione degli ambienti (gallerie, grandi pedane generative, spazi chiusi virtuali) attraverso giganti invenzioni video che procurano un'immersione interattiva (vedi qui un breve estratto); 
2) si può migliorare il linguaggio semantico o simbolico proposto storicamente dalla videografia: a Parigi, Daniele Ghisi e Boris Labbé offriranno la loro esperienza, che vede la messa a punto di un sistema audiovisivo sostenibile per rappresentare le relazioni suono-immagine nel gioco, basandosi sulla manipolazione di dati e dinamiche visuali; i due presenteranno Any road, ma la collaborazione è stata già messa a frutta in altri episodi, nelle formazioni spettrali di Danse macabre e nelle fluttuazioni quasi scientifiche delle montagne pirenaiche di Orogenesis*; un'altro valente avventore della manifestazione sarà il compositore danese Rune Glerup, messosi in luce con Dust Incapsulated, composizione legata ai linguaggi di programmazione visiva (Andrew Quinn è il touch designer).
3) un'ampia platea di compositori ha puntato sull'adeguamento degli esecutori della musica, lavorando tramite la linea di dispositivi elettronici applicabili al corpo: si tratta di quei sensori che costruiscono una sorta di composizione aggiuntiva rispetto a quella ordinaria, aggeggi applicati ai polsi o comunque nei punti cruciali dell'esecuzione o della direzione, che provocano un corto circuito nell'esecuzione dei movimenti, dal momento che l'effetto dei sensori è quello di affiancare allo strumento suonato o alla direzione intrapresa, un altro strumento o direzione "invisibile" e "virtuale"; i sensori e la loro movimentazione sono anche i drivers per la formazione delle immagini che contestualmente si formano a supporto: compositori come Stefan Prins o Alexander Schubert hanno posto l'attenzione sull'elettronica artificiale e su un tipo di interagire che preconizza la completa automaticità dei comandi e una diversa modalità di intervento dei musicisti o dei direttori d'orchestra (Schubert parteciperà al Grand soir numérique con Serious Smile).
Va da sè che l'obiettivo principale è quello di produrre uno stato emotivo, una vibrazione positiva, che deve essere riconosciuta: si ripresenta, dunque, il mantra della difficoltà della fruizione della musica contemporanea e della sua corretta interpretazione ai fini estetici. Lehmann profetizza un archivio di opere sulla rete completamente distaccato da istituzioni e sovvenzionatori, in cui dovrà emergere una nuova figura di critica musicale, formata dentro le accademie, in grado di discernere su una materia che si preannuncia alquanto ampia e complicata. Nel frattempo, comunque, si può godere già il magnifico intento speculativo e iper-sistemico di alcune di queste opere.

_______________________________________
Nota:
* su Ghisi e su An experiment with time, una sua splendida installazione corredata da Ensemble, ho già dedicato righe di commento specifico in un mio precedente articolo (vedi qui).


Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.