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mercoledì 20 dicembre 2017

Percorsi Musicali: il resoconto 2017 tra immobilismo e distopie

Chi legge Percorsi Musicali avrà senz'altro capito che uno degli obiettivi del sito è quello di fornire una tendenza d'ascolto privilegiata nel marasma infinito della musica. Come già sottolineato da valenti filosofi o musicologi, la musica riveste oggi molti compiti (può essere ascoltata come passatempo senza impegno, può suscitare una problematica sociale, può essere utilizzata come vernice ambientale, etc.), e i gruppi e sotto-gruppi amanti di un genere o di una particolare configurazione musicale, prosperano nella convinzione che il proprio vessillo musicale sia il migliore. E' naturalmente una considerazione che discende dall'attuale situazione sociale, la miopia e la tristezza di ciò che è "gusto" meriterebbe tutt'altra sistemazione: questa soggettività che si porge come baluardo dei sensi, andrebbe comunque canalizzata. Sono problematiche del malessere connaturate alla natura dell'uomo, che si ripresentano nei secoli con sfumature diverse, poiché differenti sono solo gli oggetti e le mentalità con cui si affrontano. 
La distopia in atto sta diventando sempre più un cavallo di battaglia di molti musicisti: le tendenze musicali si sono polverizzate e il compito di cercarne quelle più interessanti, passa dagli addensamenti di nicchie elette di musicisti e compositori, oramai completamente distaccati dal consenso della generalità degli ascoltatori. Anche in queste nicchie va fatta una limatura: con il conforto della lettura, dell'esperienza e degli ascolti prolissi, la mia idea è che gran parte di ciò che si propone costituisce sviluppo delle innovazioni o dei processi musicali messi in moto negli ultimi cinquant'anni, perciò la migliore creatività va trovata in quel che si muove in quegli spazi, approfondendo aspetti del comporre su cui non esisteva adeguata copertura. 
Attivare un percorso serio d'ascolto sembra improbabile, dal momento che la gran parte della stampa specializzata (e del web) è inefficiente ed avulsa dall'evidenziazione di possibili progressi, che pur si intuiscono: nella classica, tutte (sottolineo tutte) le riviste di settore, hanno celatamente detronizzato la figura del compositore a favore di quella dell'esecutore, cosa che può essere anche parzialmente accolta, se si pensa agli sviluppi delle complessità del comporre, ma che non deve sminuire l'atto creativo, che resta fondamentale. Non si può fare a meno di pensare che spingere sulle interpretazioni in maniera massiccia è un segnale negativo; la composizione e la ricerca impostata su di essa, resta confinata e vi sarete accorti che nel sub-settore privilegiato della classica (la contemporanea) i compositori stanno percorrendo le strade di soundcloud o youtube (il miglior aspetto della rete) per presentare i loro sforzi. Incredibilmente l'informazione migliore resta nelle pubblicazioni accademiche, che correttamente evidenziano il carattere musicologico e molto meno quello estetico, lasciando irrisolto il problema della formazione sensitiva dell'ascoltatore.
La stessa situazione di difficoltà accoglie il segmento dell'improvvisazione: per quella idiomatica o anche risultante come jazz, c'è un interesse che spesso va oltre il reale campo dei valori; di fronte ad un dilagante e vacuo ripescaggio del mainstream, alcune etichette discografiche si contendono ancora quel più sano mercato di musicisti che ha sposato (con un'ottica più avanzata), le discipline della composizione estemporanea, delle partiture grafiche e della piena libertà d'espressione (senza idiomi); tuttavia, una moltitudine di musicisti che meriterebbe altre sistemazioni, spende a viso aperto le armi del web e delle cerchie di interesse dei social network. 
Quanto al rock e all'elettronica, un neofita che volesse capire a che punto siamo, sarebbe in seria difficoltà a causa della frammentazione che incontra nella musica e nelle riviste collegate. Anche qui serve un lavoro di pulizia, per separare cose che, sia dal punto di vista tecnico che emotivo, dimenticano la buona lezione della storia. Al riguardo potrei farvi una lista selezionata di giornalisti della carta stampata o del web che meriterebbero una logica separazione dai siti in cui espongono i loro scritti. 
Di fronte a tali problematiche spero che Percorsi Musicali (che a febbraio 2018 si approssima all'ottavo anno di vita), sia stato un buon viatico per imporre una visione diversa della situazione. Se esamino l'interesse che ha suscitato, anche in termini numerici (superate ampiamente le 500.000 consultazioni), dovrei propendere per una risposta affermativa, sebbene mi renda conto che ci siano spazi ancora più ampi per aiutare la musica e i musicisti, facendo posto a saggi di un certo tipo, ad interviste mirate o ulteriori rubriche oltre quelle che già conduco sulla musica contemporanea italiana, sull'improvvisazione italiana e la saggistica (e che riscuotono il vostro principale consenso): qui rinnovo il mio appello ad un editore interessato al progetto di Percorsi Musicali.
Quanto alle novità da percorrere, per i prossimi mesi sto pensando ad una nuova grafica, al miglioramento della fruibilità visiva e della consultazione, e a corredare il sito della musica che leggete negli scritti, tramite l'inserimento selezionato di playlist spotify, o di links soundcloud o bandcamp appropriati. Al riguardo sarei molto contento di ottenere da voi un feedback che possa confermare la bontà della mia scelta. Inoltre, è mia intenzione segnalare articoli interessanti, ovunque essi vengano prodotti, tramite la mia pagina Facebook, pagina che dovrà essere usata "sempre" per i commenti e le comunicazioni, in quanto quella del blog non può essere utilizzata a causa dei continui spam che la affliggono.
Prima di consegnarvi la mia lista, voglio ringraziare pubblicamente per la sua collaborazione il caro Daniel Barbiero da Washington, le etichette discografiche e librarie che mi forniscono uno speciale supporto, e i musicisti e compositori che quest'anno mi hanno permesso di redigere le mie prime note di copertina, reale punto di arrivo e maturità della mia attività. Spero di avere reso a tutti un buon servizio.
Per finire, naturalmente, un grazie ed un augurio di buone festività a tutti i lettori: la vostra approvazione (che si esprime in forme diverse ma comprensibili) è il carburante primario che mi induce a star seduto spesso ad un tavolo, davanti ad un computer, per mettere a disposizione di tutti voi, gli esiti della mia esperienza, delle mie emozioni e delle mie ricerche. Ve ne sono immensamente grato.

Questa è la lista dei consigli 2017, nella solita suddivisione da me adottata e senza ordini di preferenza, in cui ho aperto quest'anno qualche finestra in più per raccogliere la musica italiana.

Classica/Contemporanea
Michael Jarrell, ...mais les images restent..."
Aperghis, Riehm, Schollorn & Prins, Funambules, Trio Accanto
Chaya Czernowin, Wintersongs
Gong Linna & Bang on a can all-stars, Cloud river mountain
Vox Luminis, Ein feste Burg ist unser gott
John Luther Adams, The crossing, Canticles of the Holy wind
Allar Kaasik, Timeless light -Estonian cello works
Peteris Vasks, Spikeru String quartet, String quartet 1, 3 & 4
Jack Gallagher, Piano Music
Vladimir Lande & Siberian State Symphony orchestra, Alicia Terzan, Off the edge
Alessandra Rombolà, compositori vari, Epigramas
Fanny Vicens, comp. vari, Schrift
Stefan Weglowski, Contemporary Jewish Music
Anthony Pateras, Blood stretching out
Seth Parker Woods, Asinglewordisnotenough
Yann Robin, Quarks, concerto for cello and orchestra (1), (2)
Gabriel Erkoreka, Ekaitza, concerto per violocencello

Italian composition
Eric Maestri, Le cose
Giovanni Bertelli, Lorem ipsum
Salvatore Sciarrino/Marco Fusi -Complete works for violin and viola-
Alessandro Solbiati, Novus
ed ancora:
Clara Iannotta, Paw-marks in wet cement, for piano, 2 percussionists and ensemble
Simone Santi Gubini, Klang Relief II, per sax baritono amplificato
Simone Movio, Come uno studio per la gioventù, piano solo

Improvvisazione (libera, jazz, elettroacustica, etc.)
Roscoe Mitchell, Bells for the South side
Perelman & Shipp, The art of Perelman/Shipp -7 cds-
Perelman/Shipp/Wooley -Philosopher's stone- 
Simon Rose & Deniz Peters -Edith's problem-
Bill Frisell & Thomas Morgan, Small town
Gary Peacock Trio, Tangents
Tim Berne's Snakeoil, Incidentals
Tyshawn Sorey, Verisimilutude
Matt Mitchell, A pounting grimace
David Virelles, Gnosis
Sam Newsome, Sopranoville: Works for prepared and non-prepared saxophone
Angelica Sanchez Trio, Float the edge
Mats Gustaffson & Craig Taborn, Ljubljana
Nate Wooley, The complete syllables music
Spunk, Still Eating ginger bread for breakfast
Risser/Duboc/Perraud, En corps generation
Zack Clarke, Random acts of order
Trio Heinz Herbert, Willisau Concert
Hervé Perez, Impact

Italian improvisation
Stefano Battaglia, Pelagos
Mazzon & Sacchi, Neu Musik duett, Sounding lines
Marco Colonna, Bushido & Medea (con Cristian Lombardi)
Luca Perciballi, How to kill complex numbers
Szilard Mezei & Nicola Guazzaloca, Lucca & Bologna Concerts
De Mattia/Pacorig, Blue fire
Francesco Massaro, Meccanismi di volo
Christian Ferlaino, Bad habits
Carlo Mascolo, My tubes
Armaroli-Hauser, Structuring the silence
Lenoci/Martino/Cusa, Machine3, Dystopia
Bolognesi, Swift, Raid, Hear in now not living in fear
Maria Merlino, Alos
Gentili/Hansson, Fragile white silence

Elettronica, elettroacustica, field recordings, noise, drone e computer music
R. Sakamoto, Async
Richard Skelton, Towards a frontier
Lawrence English, Cruel Optimism
William Basinski, A shadow in time
Robert Rich & Markus Reuter, Lift a feather to the flood
Siavash Amini, Tar
Piiptsijlling, Fiif (con Machinefabriek)
Janek Schaefer, Glitter in my tears
Ben Frost, The centre cannot hold
Bvdub, Heartless
Fis & Rob Thorne, Clear stones
Joshua Sabin, Terminus drift
Evan Caminiti, Toxic city music
BJ Nilsen, Massif Trophies
Vanessa Rossetto, Rocinante+The way you make me feel

Rock, pop ed affini 
Mary Ocher, The west against the people
Fleet Foxes, Crack-up
St. Vincent, Masseduction
Sephine Llo, I, your moon
Seamus Fogarty, The curious hand
Mind over mirrors, Undying color
Ulver, The assassination of Julius Ceaser
Do Make say thing, Stubborn persistant illusions
Lana del Rey, Lust for life
Lorde, Melodramma
Randy Newman, Dark matter

Etnica
Saicobab, Sab se purani bab
Nadah El Shazly, Ahwar
Anouar Brahem, Blue maqams
Stephan Micus, Inland sea
Jasmine Hamdan, Al Jamilat
Maalem Mahmoud Ghania, Colours of the night
Jon Balke, Siwan Nahnou Houm

Saggi/Libri/Contributi
-Toop, Into the maelstrom: music improvisation and the dream of freedom
-Alwes, A history choral music vol. 2
-Saylor, English pastoral music
-Rutherford-Johnson, Music after the fall
-Diana, Disappartenza dell'Io, filosofia e musica verso Samuel Beckett
-Cosottini, Metodologia dell'improvvisazione musicale
-Steiger/Lenoci, racconto-intervista sull'esperienza con Mal Waldron 



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