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lunedì 17 luglio 2017

Sentimento di riscatto e miracoli di produzione


Il miglior libro appena pubblicato sugli U2 realizza l'idea che il loro rock sia stato un potente transfer di cambiamento nelle abitudini religiose e politiche della gioventù del mondo. In "U2: Rock'n'roll to change the world" di Timothy D. Neufeld (un professore di religioni all'Università di Fresno) c'è finalmente una corretta guida alla vicenda musicale e sociale del famoso gruppo irlandese, che non è impostata sulla mera biografia o sull'emersione di avvenimenti solo ammiccanti. E' qualcosa che ha a che vedere con lo stile di vita e l'atteggiamento profuso da una generazione insoddisfatta, in una parabola cominciata in una circoscritta nazione del Nord Europa agli inizi degli ottanta e poi diventata angolazione di un sentire il mondo, anche in modo controverso rispetto a quelli che erano (e sono) i canoni imposti dalla società. Comunque qui non mi interessa mettere in evidenza fatti e propensioni politiche dei musicisti, che peraltro troverete ben spiegate nel libro, quanto sottolineare alcuni aspetti innovativi della musica, che è la cosa sulla quale si discute di meno. Essi appartengono al passato della band e fanno da contraltare ad una normalizzazione del suono che oramai si trascina da tempo.
Neufeld ha tracciato uno spartiacque condivisibile della maturità artistica degli U2 con l'album The Unforgettable fire. Fino a quel momento il gruppo era in una fase ritenuta adolescenziale, con un'urgenza idiomatica che veniva persino visualizzata nelle copertine degli albums (Boy e War). L'innocenza iniziale fece pian piano posto alla rabbia e alla comprensione della vita, dove October fu il passaggio intermedio che traccia la ricerca spirituale. Questi trapassi interiori si ritrovavano nella musica: in Bono, David Evans (in arte The Edge) e soci si fu subito coscienti che qualità in embrione ribollivano in pentola, ma il puzzle si costruì un pò alla volta: così in Boy c'è il gran numero di I Will follow, ma buona parte del resto non è in grado di replicare la forza di quel classico istantaneo; October è più valido ed ispirato di Boy, suonando un pò come eretico, ma non è perfettamente in grado di trattenere a sufficienza la spinta religiosa nella musica; War è certamente un punto di arrivo, un compimento che è frutto di una decisa espansione degli argomenti trattati (Ira, Chernobyl, Walesa, campi profughi) che è conseguenza del successo ottenuto e della catapulta che subisce la metamorfosi del pensiero da "ragazzi" irlandesi a "uomini" del mondo. 
Si diceva di The Unforgettable Fire come divisorio essenziale. Qui si stabilisce non solo il punto più alto della musica degli U2, ma si rendono evidenti almeno due novità:
a) si stabilisce una nuova connessione tra rock e tecnologia degli strumenti. L'avvicinamento a Brian Eno e Daniel Lanois è la mossa giusta al punto giusto. I due produttori sono attivamente impegnati a trovare nuove soluzioni produttive e nuovi arrangiamenti sfruttando il crescendo delle scoperte che si susseguono in quegli anni. Hanno, per così dire, un posto privilegiato, da cui osservare e prendere decisioni. Eno, in particolare, dopo aver superato il primo livello dell'elettronica analogicamente trattata (la trilogia berlinese con Bowie è il miglior esempio), approfondisce la nascente elettronica dei droni, degli echi, dei ritardi e di altri effetti che sono in grado di costruire tessiture moderne della musica, colossali arricchimenti del suono acustico che possono essere applicati anche alla musica rock. Tra i molti chitarristi rock in circolazione, The Edge è la taglia perfetta per le produzioni sofisticate di Eno, poiché il chitarrista irlandese calza a pennello queste novità. 
b) Bono comincia ad ampliare le sue conoscenze di letteratura, filosofia e poesia, e pare sia favorevolmente impressionato da Paul Celan. The Unforgettable fire ne è invaso, con liriche fortissime ed immediatamente fruibili, che acquistano un urto ulteriore grazie alla particolare bellezza della produzione musicale. Un effetto boomerang diretto è la narrativa di A sort of homecoming, di cui riporto alcuni passi:

and we live by the side of the road
on the side of a hill
as the valley explode
dislocate, suffocated
the land grows weary of its own
.................................
on borderland we run
and still we run
we run and don't look back

Stavolta la poetica è utilizzata anche per la denuncia o l'omaggio eroico. The Unforgettable fire prende spunto dalle vicende di Nagasaki dopo che Bono fu distrutto dalle immagini di una conferenza video svoltasi qualche mese prima sull'argomento. Ma tutte le canzoni della raccolta possiedono un unico comune denominatore nonché un significato duplice, universale e criptato dentro, ossia la volontà di restituire la speranza ad un mondo già in crisi. Quelle generazioni di giovani si sono aggrappate a questa urgenza, confidando di aver trovato un mezzo per assorbire l'ansia insopportabile delle incombenze della vita. Le parole di A sort of homecoming si adatterebbero benissimo all'espressione di un qualunque stato di depressione, di amarezza o di sconforto che devono essere abbattuti o superati. Ad un cattolico non serve andare a messa per trovare le risposte, è necessaria l'azione e la presenza. E la musica può fare la sua parte.
The Unforgettable fire contiene tutto ciò che è importante per un disco di musica rock: sentimento, sferzate di potenza e tenerezza, uno spettacolare florilegio di soluzioni musicali (arrangiamenti e produzioni al banco di regia che ristabiliscono in positivo la vena scadente di tanta tecnologia usata nella new age music), impostazioni avanzate sulla ritmica e introduzione di cameralità alleata con matrici ambientali da poter sfruttare in una rinnovata ottica orchestrale, sintesi poetica, temi sociali e atmosfere ricche e mature che cancellano il ricordo della classica rock band. 
The Unforgettable fire è un capolavoro degli anni ottanta, che si stacca anche dal successivo "The Joshua Tree", che da molti viene incensato come il migliore del gruppo. Se è vero che in quest'ultimo non mancano espedienti musicali validi (stavolta la produzione ambient cerca ambiziosamente di abbracciare anche le doti del songwriting o comunque le istanze di un musicista folk o di una folk band), è anche vero che esso non riesce complessivamente a raggiungere la stessa intensità di The unforgettable fire
La fusione temperata tra il suono degli U2 (ormai prepotentemente affermatosi) e stati di avanzamento della tecnologia continuerà con Achtung Baby (e poi con Zooropa), dove stavolta Lanois ha ampio spazio per avvicinare le imperiose derivazioni delle culture dance, come hip-hop, dub o acid soul di nuova generazione, mentre Eno farà solo un lavoro di supervisione. Con coraggio Lanois si allontanerà anche dalle bellissime produzioni che qualche anno prima facevano tendenza (penso per esempio allo splendido duetto di Bono con Robbie Robertson in Sweet fire of love), cercando di preservare lo spirito della composizione. 




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