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giovedì 29 settembre 2016

Kim Cascone e l'imaginative-perception

Oggi ci si chiede come possa dividersi il mondo dell'ascoltatore di musica: una visione molto attuale e distratta pone poche relazioni di sorta; se quello che inseguiamo con l'ascolto è unicamente una scossa emotiva, diretta, non abbiamo certo bisogno di andare oltre la tanta musica che circola nella quotidianità, fornita da media e altri mezzi di comunicazione. Il problema sorge quando dobbiamo allargare le nostre esperienze d'ascolto e addomesticare l'emozione della "mente": sonorità ambientali, stridule o apparentemente senza significato, musiche ostiche e cariche di un significato recondito dato dagli autori, ci fanno credere che esse non facciano parte del mondo sonoro e soprattutto siano prive di ulteriori elaborazioni dell'attività aurale in grado di immaginare situazioni a collegamento. L'aspetto dell'immaginazione subdola non è assolutamente un problema secondario a questa analisi, poiché è l'attività più consapevole delle nostre emozioni: spesso una composizione musicale è in grado di scatenare una reazione fortissima, che ci commuove, ma la stessa commozione potrebbe svanire con il proseguire degli ascolti. L'emozione "aurale", ossia lo shock che si produce nel cervello per effetto di musica o suoni che riescono a sviluppare un'immagine interiore chiara e indelebile, ha tutte le carte in regola per imporsi in maniera più duratura, specie se a quell'immagine gli riconosciamo un'anima.
Sull'argomento il compositore Kim Cascone ha avuto modo di esprimersi con un bellissimo saggio intitolato "Transcendigital imagination: developing organs of subtle perception" (puoi consultarlo qui su Interference Journal), in cui sulla scorta delle intuizioni del mondo filosofico e dell'arte passata in giudicato, si predica l'accoglimento di un nuovo modo di percepire i suoni e le relazioni con essi, evitando anche di fermarsi alla sensazione nuda e cruda provata nell'ascolto (quello che in sostanza molta composizione contemporanea ha sempre sostenuto in mancanza di un'opzione religiosa). Cascone, nell'attribuire agli errori della società moderna un percorso virtuoso sull'ascolto, pone l'accento sulla capacità degli uomini di approfondire l'oggetto dell'ascolto in una memoria del cervello sempre pronta all'elaborazione, ma pronta anche a subire delle trasmigrazioni attive del pensiero: "....many listening workshops -albeit well-intentioned- make a fundamental mistake: they unwittingly perpetuate a materialist world-view by focusing on the sensory-perception of sound while neglecting imaginative-perception. The mode of sense perception is one that we use on a daily basis: we modulate our perceptual scope and focus in order to selectively attend to event-objects occuring in the outer world. The listener (in here) hears a sonic event-object (out there). The listener remains separate from the environment....".
Nel suo percorso di lavoro Cascone ha cercato di mettere in evidenza questi principi, seguendo ciò che è stato il suo piano di sviluppo; nell'elettronica Kim può essere considerato una sorta di bignami della storia della sua evoluzione poiché contiene tutte le recenti tendenze. Partito come musicista di industrial music già aperta alla dilatazione e alla ricostruzione elettronica con il validissimo progetto dei PGR, Cascone ha dato il suo ottimo contributo all'ambient music (Heavenly Music Corporation), alla musica elettroacustica ed alle evenienze del field recordings, diventando un punto di riferimento nella successiva migrazione dei musicisti elettronici verso la digitalizzazione e la computer music. Nei suoi sforzi tesi a recuperare quell'anima nascosta nella percezione, depurata dalle possibili derive della tecnologia, Cascone è stato bravissimo nel cercare di cucire interesse (grazie ad eccellenti e ricercate manipolazioni dei programmi) nei confronti di una pratica non strettamente sensoriale della sintesi granulare e dei microsuoni e, tramite un saggio incentrato sulla problematica del mondo digitale (lo scritto The Aesthetics of Failure) ha smussato molti punti interrogativi che si annidano nel futuro della tecnologia, validando i principi che si può trovare merito artistico anche laddove non si pensa e auspicando la necessità di un ampio coordinamento creativo tra accademie, scuole di musica e sperimentatori digitali privati. Negli ultimi anni, complice anche la titolazione, per le opere di Cascone si è aperta una matrice di connessione astrale ed estetica, che lavora anche su tendenze incrociate (ad esempio granularità che si innesta in campi di registrazione o situazioni concrete) e che dimostra come sia importante trovare per il musicista uno stato di meditazione quotidiano da applicare nell'atto creativo, un incredibile punto di arrivo per la musica che sposa le teorie di Steiner e del sufismo. 


Qualche consiglio discografico:

come PGR:
-Cyclone inhabited by immobility, Permis de Construire 1987 
-The chemical bride, Silent 1992
-The morning book of serpents, Silent 1995
-A hole of unknown depth, Silent 1996

come Heavenly Music Corporation:
-Lunar phase, Silent 1995
-Anechoic, Silent 1996

come Kim Cascone:
-Blue cube, Rasten Noton 1998
-With hidden noise, Anechoic, 2000 (con Keith Rowe)
-Cathodeflower, Ritornell, 1999
-Dust Theories, c74, 2001
-The astrum argentum, Musica excentrica, 2007
-Pharmacie, Anechoic 2008
-The knotted constellation, Monotype 2011
con Domenico Sciajno:
-A book of standard equinoxes, 1,8 sec.record, 2005
-Hyaline, Bowindo 2009


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