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sabato 11 giugno 2016

James Wood: percussioni e connessioni rituali


Del compositore inglese James Wood (1953) si apprezzano molte direzioni: educatore, conduttore di prestigiose orchestre, organista, cesellatore della musica antica; tuttavia la dimensione in cui Wood ha realmente suscitato l'unicità è quella della composizione per percussioni, essendo egli stesso un eccellente percussionista. Figlio della formazione delle Boulanger, Wood si è introdotto nella musica contemporanea grazie al richiamo fornito da Rogosanti, una composizione del 1986, entrata a far parte in pianta stabile del repertorio specifico: in quella sede Wood dimostrò che era possibile scrivere per percussioni pensando ad un'immagine specifica; il suo grande amico Steven Schick parlò nel suo libro di percussionismo come "metafora", una definizione idiomatica che a quei tempi sembrava non potesse interessare il mondo della musica contemporanea, proiettato com'era nella scientificità della proposta. Come ribadito sempre da Schick, l'ambiente stimolava al pensiero e non al sentimento: sebbene quel repertorio (Xenakis, Stockhausen, Cage, etc.) avesse comunque una carica immaginativa chiarissima, Wood ebbe il merito di scrivere un pezzo in cui forse per la prima volta, la metafora o la simbologia dava una mano all'interpretazione, rendendola migliore e più consona alla personalità dell'esecutore. Inoltre in Rogosanti il "contrasto" dei temi trasposto nelle voci percussive, quello ricavato dalla perenna lotta tra il dissesto e la guarigione spirituale, si svolge sotto l'influsso di una forza istintiva propria dei cerimoniali indiani che inficia il corpo del percussionista (sta nel parlato o nel grido di legittimità) e costituisce un'aspetto che alla fine non nutre la visione orientale, ma solo quella rituale: un punto di approdo che verrà sistemato definitivamente nel quartetto di percussioni di Village Burial with Fire, dove la celebrazione e il rito entrano nelle vene dell'esecutore in real time, e quest'ultimo diventa quasi un veicolo di trasmissione degli eventi finché (forse) ne viene posseduto. Il sestetto di percussioni di Cloud-Polyphonies è eloquente rispetto al fatto che Wood, per realizzare i suoi scopi compositivi, ha creato gruppi di musicisti come portatori di metafore (talvolta anche attribuendo due variabilità caratteriali allo stesso percussionista o musicista): è un processo iniziato con il grosso lavoro maturato a Darmstadt di Stoicheia nel 1987, quando contrappose i percussionisti del gruppo Earth (due percussionisti in solo) con quelli della Constellation (sette percussionisti con un set di gongs, campane, campanacci vari e tubolari), un'ora di ricerca di effetti psicologici ed estetici applicati alla musica percussiva, con una splendida appendice trovata con la composizione Phainomena del 1992, in cui il "contrasto" delle voci tra Terra e Constellazioni dello Zodiaco e la suddivisione dei gruppi secondo idiomi viene arricchito da cori trattati in spaccati microtonali: sotto la pressione di un testo inventato di fonemi greco di Aratus, i gruppi formati tra i musicisti esplorano le risposte tra loro ognuno prendendosi carico della propria "immagine", una sorta di identificazione che è un passo fondamentale per raggiungere quel miglioramento dell'emotività della performance, in cui la naturalezza del procedimento e l'istinto alla compenetrazione è importante quanto una parte teatrale.
Questa personale picchiata nelle associazioni istintive del linguaggio e della similitudine, è stata sostenuta efficacemente anche attraverso l'aumento dimensionale delle voci, abbinando le percussioni non solo alla coralità, ma anche alla dimensione orchestrale: in Tongues of fire la passione per la sacralità occidentale riemerge tramite adattamenti corali di passi della Bibbia o di Ildegarda von Bingen che durante il percorso, complice l'andamento percussivo, si deturpano e si trasformano in declamazioni quasi rituali: una riflessione nominalmente fatta sulla Pentecoste che allaccia destini segreti e futuri del mondo, con i cantanti che ad un certo punto potrebbero essere immaginati come degli affidabili stregoni.  


Discografia consigliata:

-Stoicheia, Schick e Wood con Darmstadt Percussion Ensemble, Cornwall Percussion Ensemble, etc. Wergo R.
-Songs by the river, Continuum
-Village burial with Fire, Mode
-Two men meets ....., New London Chamber Choir, Nmc
-Cloud-Polyphonies, MDR Leipzig Radio Choir, Ear Message P.Q., Yale Percussion G., Nmc

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