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venerdì 1 aprile 2016

Le propulsioni della fisica sonora di Karkowski

Tra i polytope di Xenakis quello di Persepolis ha una natura assai ambiziosa quanto alla riconciliazione tra forma e contenuti: nato come strumento da adoperare per l'installazione, ne debordò le caratteristiche che lo volevano come un'interposizione tra la musica e l'arte architettonica; dal punto di vista strettamente musicale Persepolis ha costituito un'incredibile influenza sulle generazioni successive di musica elettronica subito dopo Bohor. Nel 1971, quando venne montata sui resti di quella che viene considerata come una delle capitali del primo impero persiano (oggi a 50 km. da Shiraz in Iran), Xenakis sposò la visuale di una composizione musicale abbinata ad uno spettacolo di luci e coreografia architettonica per una civiltà supposta laica; frutto di un minuzioso lavoro di manipolazione di suoni compiuti nell'epoca del nastro, i 55 minuti di durata della composizione intendevano approfondire i concetti espressi anni prima da Xenakis in Concrete Ph, lavorando sulle densità dei suoni in modo matematico. Il compositore di origine greca non volle, però, porre l'accento sulle caratteristiche sceniche dell'opera, quanto piuttosto attribuire alla musica un ruolo animistico, decisivo per accompagnare il visitatore durante il percorso; era la musica che assumeva una sorta di significante simbolico, qualcosa che potesse stimolare i sensi dell'ascoltatore e ricreare l'ambientazione storica. 
L'esperienza di Persepolis ebbe una prima incisione (solo musicale) grazie al lavoro di sistemazione sui nastri fatto negli studi di musica elettronica di Friburgo da Jerome Genin e Joao Rafael, ma un'interessante riedizione venne registrata nel 2002 (conscia del consenso e benestare di Xenakis) da Daniel Teruggi, che ne curò all'INA-GRM la realizzazione e le partiture: in quella stessa registrazione si decise anche di compiere contemporaneamente un tributo al compositore francese con una serie di remixes effettuati da alcuni dei calibri eccellenti della musica elettroacustica con evidenze al noise (Otomo Yoshihide, Ryoji Ikeda, Francisco Lopez, Merzbow, Christopher Davidson, etc.). In mezzo a tutti questi effettivi discepoli di Xenakis non mancò di sviluppare la sua partecipazione attiva il polacco Zbigniew Karkowski, un nomade compositore di elettroacustica che fu suo allievo.
Karkowski è deceduto per un male lungo ed incurabile nel 2013, ma pochissimi hanno parlato di lui; personaggio musicalmente e caratterialmente sui generis, Karkowski si sentiva un rivoluzionario della convenzionalità, venendo attratto proprio dalla densità dei suoni che aveva coinvolto anche Xenakis; sfruttando l'idea del greco nell'epoca della composizione assistita al computer, cercò di portare alle estreme conseguenze la potenza dei suoni rielaborati (esprimibile nell'amplificazione dei volumi) e trovare giustificazione a nuovi mondi del sonoro basati sulle sensazioni create dalle frequenze sonore a qualsiasi livello. Sono note le sue affermazioni circa il suono, le sue qualità e la loro determinazione scientifica, argomenti sui quali scrisse un libro intitolato Physiques sonores, che venne presentato a Losanna durante un festival. Un testo che elevava la vibrazione sonora di qualsiasi organismo ad elemento essenziale della ricerca; Karkowski dimostrava di non produrre solo noise ricercato e parametrato su tecniche digitali assimilate ed elaborate su programmi di avanzata concezione, ma di sostenere oltremisura un viaggio musicale-spirituale, basato su un parallelo percorso subliminale utile per rendere evidente il legame sonoro dell'intera Creazione. Se fossimo in grado di amplificare all'ennesima potenza le frequenze inudibili di qualsiasi forma fisica presente nel cosmo, saremmo di fronte a delle rilevazioni senza precedenti in cui la musica si pone come un medium per scorgere la presenza divina; in questo processo teso alla ricerca della verità Karkowski donava un ruolo fondamentale alle intuizioni di Helmholtz e alle nuove concezioni della cimatica (vi consiglio di leggere qui un suo scritto di Amsterdam del '92, in cui si individua anche una funzione assolutamente condivisibile e stimolante del ruolo e della responsabilità della composizione). In conformità alle opinioni di Xenakis, Karkowski delinea un sistema in cui "...la poétique musicale est inseparable de la logique et le conflit dualisé du coeur et de la raison est un préjugé sans fondement..." (Gerhards, Regards sur Iannis Xenakis, Paris Stock, 1992).
Discograficamente sbattuto tra etichette specializzate o estemporanee del settore per via di una musica indirizzabile incredibilmente a pochi eletti, Karkowski ha migliorato sempre più le impostazioni della sua ricerca estetica, facendo in tal senso gradatamente un salto di qualità rispetto alla ruvida tessitura di Uexkull, una registrazione del '91 con cui si poté iniziare a seguire la sua evoluzione: un lascito ai posteri è venuto con un gran lavoro come One and many per SubRosa 2005, alcuni volumi di una serie in duo con Tetsuo Furudate (World as will I-II-III), un'encomiabile coerenza che l'ha visto trasferire l'idea compositiva nata per cogliere le sfumature degli impatti delle frequenze nei convogli orchestrali o in tante raccapriccianti esibizioni che gettano un ponte tra ciò che oggi è in possesso dell'elaborazione e quello che si potrebbe raggiungere (tra le tante proposte un particolare risvolto va dato ai software modificativi del suono del violoncello amplificato di Anton Lukoszevieze per gli scenari apocalittici di Nerve Cell_0, agli scenari ipnotici di Le Depeupluer prodotti assieme al bassista Kasper T. Toeplitz, nonché agli sciami liberatori incredibili profusi con L'Ensemble Phoenix Basel in Homage to Zbigniew Karkowski). 
Zbigniew è morto in Perù ponendo come ultima volontà quella di essere risucchiato in una canoa dalla foresta amazzonica, dal punto di vista sonoro un atto estremo nelle mani dell'energia vibrazionale espressa dalla natura. Era per me un obbligo morale sottolineare il suo passaggio in questo mondo che ignora o detronizza la portata di tale inestimabile violenza sonora. 


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