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sabato 20 febbraio 2016

R. Murray Schafer: tra composizione e il gran testo del Soundscape


Quando Cage insinuò la teoria del silenzio aprì le porte ad una riflessione diversificata sulle modalità del suo raggiungimento di cui beneficiarono in molti nel campo della composizione musicale: tra questi il compositore canadese R. Murray Schafer (1933) si distinse per l'ampliamento profuso sulla prospettiva ambientalistica dei suoni, invero un tema che qualcuno ritenne profetico per gli argomenti trattati. Ogni buon ascoltatore, come passo successivo all'instaurazione teorica, darebbe un senso alle sue letture, cercando di trovare le chiavi di volta della composizione utili per carpire in quale modo le teorie soniche siano state assorbite nella musica del canadese: è quindi senza dubbio necessario un approfondimento sul Schafer compositore per ottenere risposte e rivelare alcune specificità che potrebbero restare schiacciate dal potere della dimensione ambientale profusa dall'autore nei suoi scritti. Quello che si scopre è che esiste un doppio Schafer, uno concreto, delineato stilisticamente in una tavolozza di riferimenti non sempre omogenei ed uno visionario, che ha cercato di attribuire ai suoni un loro posto ideale, frutto della loro natura, con lo scopo di arrivare, attraverso l'ecologia ed un corretto design acustico, all'individuazione e alla comprensione di quello che chiama il "geroglifico segreto" dell'Universo.
Sotto il primo punto di vista la corposa attività concertistica ed orchestrale, la fiorente partitura da camera, nonché un eclettico ciclo teatrale che sembra ancora un cantiere aperto, ci conduce in una banda stilistica di oscillazione variabile che mette in evidenza come ci sia sempre una preferenza per il canto (sia singolarmente che collettivamente trattato): con il Pierrot Lunaire di Schoenberg bene in testa e alcune fruttuose ed avanzate linee di romanticismo, Schafer ha mostrato un lato normalizzato di sé stesso; dal secondo punto di vista, invece, quello che introduce il suo studio specifico e la sua ammirazione per gli ambienti sonici, le immacolate percezioni di un gigantesco e interplanetario panorama sonoro, che racchiudono mare, vento, insetti e i suoni della vita comune, si sono materializzate nella musica attraverso concepimenti sonori che hanno privilegiato la replica naturalistica e un ricercato sfruttamento dei mezzi dimensionali: in mezzo alla lunga materia sviluppata nel quartetto d'archi, nel secondo di essi, ad esempio, il rispetto ambientale viene profuso riproducendo adeguatamente nella composizione la scansione ritmica delle onde marine oggetto di una rilevazione concreta; oppure nell'attività corale, dove Schafer ha impugnato i modelli sacrali dell'Occidente, porta cori monumentali all'ossequio della funzione naturalistica, creando come conduttore tematico quello del linguaggio o del simbolismo delle comunità interessate: si pensi a Miniwanka, anche chiamata The moments of water (costruita sul dialetto dei nativi) o a Snowforms (che si basa sulla celebrazione della neve nel vocabolario degli Inuit). Quella di Schafer, dunque, è una riuscitissima operazione di simulazione che attinge ad un patrimonio etico che potrebbe provenire da qualsiasi campo esterno alla musica: nell'intento letterario Schafer faceva molto riferimento ad Ezra Pound, che riteneva aver riempito con le sue parole una buona parte del suo contenitore di idee (il canadese fu uno dei pochi a valorizzare persino l'esile scrittura musicale di Pound).
Sono molte le intuizioni che vengono oggi riconosciute al canadese: l'aver delineato una vera e propria teoria del panorama sonoro, una didattica specifica e sperimentale di come giungere nella composizione ad un perfetto design acustico (che attraversa le fasi della notazione grafica, della morfologia dei materiali e della sofisticazione del silenzio), la coniazione di alcuni termini come la schizophonia (in riferimento a tutti quei casi in cui un suono viene prelevato dalla sua fonte madre per far parte di altri ambienti sonori), la prospettiva di una dialettica nuova nell'ambito della moderna coralità, lanciando un ponte all'improvvisazione e all'ambiente di rappresentazione.
Quello che oramai è considerato una pietra miliare nella bibliografia musicale del novecento, il suo libro The soundscape: our sonic environment and the tuning of the world, perfezionatosi nel 1977, dopo che Schafer aveva già affrontato i temi in maniera estemporanea con altre pubblicazioni meno complete, è un pozzo di riflessioni che incrociano la storia dell'umanità e dei suoi spazi acustici, spiritismo e simbolismo, architettura antica e moderna, salvaguardia dell'ambiente naturale e dei suoi suoni; Schafer alla fine insinua un nuovo e delirante modo di vivere la realtà musicale che si erge sull'importanza fisica del suono.
In The Soundscape ci sono delle intuizioni esaltanti che seguono non solo un'indagine statistica e legislativa, ma che sfruttano la comparazione della diversità culturale e biologica dei popoli e delle loro conquiste sociali, arrivando ad una rinnovata visione degli elementi compositivi riconosciuti nella musica (armonia, ritmo, dinamiche). Un libro indispensabile che ultimamente si vende anche a prezzi molto contenuti in Europa (nella versione inglese).
Oggi Schafer è sempre più immerso nella perfetta riuscita di un particolare progetto da lanciare nel mondo del teatro musicale, il cosiddetto teatro di confluenza, che fu accantonato 35 anni orsono nell'esperimento di Apocalypsis: il canadese ha costruito un ambizioso programma di musica corale (impiegati 13 conduttori), con inserzioni di archi, nastri e sintetizzatori (opzionali), ballerini, attori e maestosi impianti scenografici. Con 1000 persone allo scopo, la necessità è creare quello che egli chiama The empire of sound, una megalitico e paradisiaco flusso sonoro che sia in grado di trasportare l'ascoltatore nel viaggio rituale di un nuovo mondo apertosi dopo la distruzione di quello conosciuto.

Note:
Oltre a The Soundscape vi consiglio questa discografia:
-i tre volumi Arcana dedicati alla choral music interpretati dal Vancouver Chamber Choir:
Vol. 1: A garden of bells - contiene A Garden of Bells, Gamelan, Felix's Girls, Minnewanka, Snowforms, Sun, Epitaph for Moonlight and Fire.
Vol. 2:  Once on a windy night - contiene Once on a Windy Night, Seventeen Haiku, Vox Naturae, A Medieval Bestiary.
Vol. 3: Imagining incense - contiene Magic Songs, Three Hymns, Rain Chant, Alleluia, Beautiful Spanish Song, Imagining Incense, Chant for the Winter Solstice and Three Songs from the Enchanted Forest.
+ Apocalypsis, Ponifasio, Fallis, Analekta (data di pubblicazione 26 febbraio 2016); 
-String quartets 1-7, Quatour Molinari, Atma
-Three solos (che contiene Music for the morning of the world/Le Cri de Merlin/Deluxe Suite), Centrediscs