Translate

lunedì 25 gennaio 2016

Tra verdetti neurali e rumori a temperatura variabile


E' noto come le nuove prospettive aperte da Cage sul silenzio abbiano introdotto una politica dell'ascolto totalmente diversa: nonostante la novità sia stata sviscerata introducendo correttivi e facendo ricorso a più livelli di definizione, si può affermare con un assoluto grado di certezza che la tematica del silenzio abbia condiviso tantissimo con le sensazioni suscitate dalle percezioni aurali dell'ascolto. E' qualcosa che si è vissuto nella seconda parte del novecento anche in generi non ritenuti colti, seguendo un iter di intersezione che sfruttava tutte le discipline musicali moderne del dopo-guerra (la concreta di Schaeffer ed Henry, la drone music, gli artifici del noise). L'attenzione rivolta alle sfumature del silenzio (corroborata tramite le percezioni ritenute da campi di registrazione o da suoni sparuti in un disegno "bianco" di musica) è stata accompagnata da quella rivolta alle sensazioni proponibili da un'esperienza d'ascolto sui suoni totalmente svincolata dai tradizionali metodi compositivi: il consolidamento dell'elettronica e la possibilità di rielaborare qualsiasi tipo di suono tramite computer ha avuto come scopo quello di certificare gli accadimenti dell'ascolto basato su perduranti catarsi del suono in merito alla sua durata o ai suoi registri; la provenienza del materiale è di varia natura, poiché non coinvolge solo suoni strumentali, ma anche quelli naturali, partendo dagli agenti atmosferici ed arrivando a quelli insormontabili dei rumori di varia estrazione. Molti si chiedono dove porterà questo orientamento, dal momento che in molti casi è veramente difficile assorbire musica del tutto priva dei connotati a cui un ascoltatore medio fa riferimento, ma la volontà di esplorare i confini del suono non rileva solamente come alternativa plausibile ad una standardizzazione della musica (che di per sé non è poco), ma anche come modalità di analisi per scoprire relazioni con discipline biologiche o scientifiche. Su questo punto ognuno si è dotato di un proprio sistema, in linea con i propri obiettivi, atto a reperire informazioni: qualche anno fa il musicista greco Thanasis Kaproulias commissionò ad un quartetto di eccellenti musicisti imparentati con il noise e la musica concreta il progetto Novi_Sad, che consisteva nel fornire una rappresentazione musicale dell'applicazione dei risultati di analisi sonore fatte su rilevazioni fenomenologiche rinvenute su punti sperduti della Terra o da altri pianeti (le onde elettromagnetiche plasmatiche del cosmo, i suoni captati per il cambio di volume al Polo Nord per effetto del liquido elio-3, le tempeste di rumore su Giove, l'atmosfera di Marte); in quel progetto che vide impegnati BJ Nielsen, Francisco Lopez, Daniel Menche e Mika Vainio, ciascuna delle composizioni venne anche abbinata a particolari stati di riscontro nel campo della medicina: pazienti schizofrenici con allucinazioni di tipo uditivo, ansia abbinata all'infarto, disturbi neurovegetativi associati all'emotività e a disturbi bipolari. Kaproulias suggeriva nelle note di accompagnamento del progetto audiovisivo come "...Les neurosciences contemporaines suggèrent l’existence d’algorithmes fondamentaux par lesquels toutes les transductions sensorielles - transformation par une cellule réceptrice d'une forme d'énergie d'un stimulus en une énergie électrique - sont converties en un code neurologique. Le but principal de Neuroplanets est de stimuler directement ces codes qui entrent dans le champ de la perception audible de l’homme...."

Con l'operazione di Kaproulias si entra totalmente nell'ottica estetica dei rumori e della loro valenza estetica, un risultato a cui musicisti come Vainio o Menche hanno più volte riproposto in chiave liminale nella loro produzione musicale: riguardo a Menche si può affermare come la tecnica del noise ha trovato non solo un suo rappresentante efficace, ma anche uno stilema ad ampio raggio d'azione: Menche ha abbinato il processing dei suoni a fattori tendenzialmente musicali, come il drone, con cui ha flirtato per molti anni senza esserne un suo rappresentante ufficiale e dando risultati nuovi e quasi totalmente sconosciuti in seno alla comunità musicale (solo qualche rivista settoriale sul web e Piero Scaruffi in una sua scheda se ne sono occupati), originando forme miste di straordinaria originalità (in Flaming Tongues si avverte un immacolato pastiche minimalista). Con una naturale veste futuristica, il noise riprocessato di Menche ha vissuto di una capacità inventiva per certi versi analoga agli esperimenti di Novi_Sad: venti, diluvi, il suono delle cascate o quello di un metallo sono stati alcuni dei soggetti al centro delle sue composizioni rumoristiche, in una vena naturalmente meno scientifica e più artistica. Dopo adeguato ascolto (che è alla mercé di chiunque tramite il suo sito Bandcamp) di Menche mi piace sottolineare che in maniera graduale egli sia stato in grado di arrivare ad una formula super-interessante e matura: pur in mezzo ad una produzione già divenuta notevolmente ampia e dispersiva, è stata in grado di evidenziare come nel noise non c'è nessuna relazione da scartare, dove la scultura sonora è frutto di un procedimento nulla affatto semplice, in cui la scelta dei suoni, la loro masticazione temporale ed emotiva, nonché le tecniche spese per il rimodellamento, sono fattori essenziali per determinare la buona riuscita dell'opera e distaccarla da pericolosi pensieri-clichès, persino in esperimenti come Garden realizzato in compagnia di Kiyoshi Mizutani, in cui l'attività di processing si è concentrata sull'elaborazione dei suoni animali.

Qualche consiglio discografico su Menche, oltre al progetto Novi_Sad:
-Static Burn, Soleilmoon 1994
-Screaming Caress, Side Effects 1997
-Vent, Or 1998
-October's Larynx, Alluvial 2001
-Garden (con K. Mizutani), Auscultare Research 2003
-Flaming tongues, Blossoming noise 2005
-Body melt, Important R. 2008
-Kataract, Editions Mego 2009
-Guts, Editions Mego 2012
-Marriage of metals, Editions Mego 2013


Nessun commento:

Posta un commento