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mercoledì 2 dicembre 2015

Heinz Holliger alle prese con rinnovate configurazioni di Machaut


In un illuminato saggio racchiuso in una raccolta editoriale curata da Bjorn Heile, Mark Dalaere spiegò i motivi per cui molti compositori vissuti nella serialità o nell'estremismo sonoro contemporaneo sembrano avere un interesse spasmodico per un certo periodo della musica antica, quello che pressapoco corrisponde al periodo dell'Ars Nova francese, in piena maturità medievale. 
Vi riporto interamente un passo fondamentale dello scritto di Dalaere, che si pronunciava sulle corrispondenti passioni della modernità europea (inglese e francese soprattutto), enunciando che " ...until well into the 1970s, medieval and contemporary music occupied a marginal place in musical culture, opposing the established classical-romantic music, its institutions and sociological conditions. Whereas renaissance music had been rather harmless from the start as part of a long tradition of liturgical choral singing and music from the baroque period was assimilated by the music industry not before too long, medieval music was much resistant to absorption in mainstream "classical music". Contemporary music composers - especially those who aimed at replacing instead of merely adapting the nineteenth-century aesthetic categories - identified with the equally isolated position of medieval music. The subversive potential of both early and contemporary music was acknowledged to full extent during the 1960s, when they were partners in crime in the attempt to launch a counterculture. A second explanation for the fascination of new music composers for late medieval music is its exemplary or legitimating function. The musical innovation of the fourteenth-century Ars Nova are indeed as radical as those of the twentieth century. The invention and development of rhythmical notation profoundly changed musical thought and emancipated musical language in general, and counterpoint in particular, from the rigid schemes at use in previous periods. Likewise new music successfully replaced categories and schemes for a long time considered to be universal  (such as tonality, consonance/dissonance, rhythm as division of a metrical pattern, music as process or the classical-romantic concept of music). Composers from both periods were in the situation to start from scratch, and to invent truly new music with seemingly unlimited possibilities. Finally, this situation of absolute musical freedom seems to have been uncomfortable for both the fourteenth- and twentieth-century Ars Nova composers, since new constructive devices were developed to discipline musical language once again (isorhythm, serialism and other ad hoc procedures)....." (Dalaere, Self portrait with Boulez and Machaut (and Ligeti is there as well): Harrison Birtwistle's Hoquetus Petrus, tratto da The modernist legacy: Essays on New Music, Heile, Ashgate 2009).
Uno spazio rilevante nelle identificazioni viene dato a Guillame de Machaut, sebbene egli debba condividere con Vitry parecchie scoperte: Machaut costituisce un imprescindibile base di partenza per qualsiasi evoluzione della materia musicale che abbia lo scopo di gratificare le intuizioni di quel periodo storico. Allo stato attuale, Heinz Holliger (1939) è tra i compositori che hanno profuso una conoscenza fenomenale di Machaut, una tratta di studi che va avanti da tempo e che si fonda sulla volontà di creare uno splendido ed "assurdo" modello rinnovabile del compositore francese vissuto nel trecento. Tali studi sono finalmente confluiti in partitura registrata nel cd "Machaut-Transkriptionen", pubblicato dall'Ecm, e corroborato dalla presenza di Hilliard Ensemble e dei violisti Genevléve Strosser, Jurg Dahler e Muriel Cantoreggi: le trascrizioni convergono sia su parti corali che sulle stringhe scelte ad hoc per rendere più evidenti le particolarità introdotte da Holliger. Alcune ballades di Machaut vengono affiancate, quasi come in un confronto, con gli esperimenti del famoso oboista e compositore svizzero che attribuisce una parte importante alla rotazione dei suoni sugli armonici liberi delle viole; ma l'incanto condiviso con la stranezza si rivela nell'accelerare verso trascrizioni che ritengono al loro interno figure musicali che provengono dallo scompensato mondo della contemporaneità e delle sue tecniche di esecuzione, ma che si adattano alla perfezione alle strutture che furono propinate dal francese per il canto (si va dalla spazializzazione della monodia di Lay VII alla struttura atomizzata di Triple Hoquet, dalla microtonalità di Plor-/Prol-/Or-atio ai recitativi persi nel vuoto di Complainte)
Holliger sinteticamente costruisce un prodotto in cui è veramente difficile stabilire in quali percentuali sia sbilanciato a favore del rispetto del compositore francese o a favore di un fervore visionario che mette spesso in dubbio (con le sue realizzazioni) il carattere vanitoso degli scrittori di musica e poesia rappresentato dall'epoca in questione. Se Machaut parlava di segreti musicali inclusi nelle sue composizioni nelle rivelazioni fatte attraverso la poetica, Holliger si è sicuramente messo al suo servizio per renderli evidenti.



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