Translate

sabato 21 novembre 2015

Emanuele Casale by Mdi Ensemble


A proposito del compositore Emanuele Casale scrivevo in Compositori  e composizioni delle nuove generazioni italiane: "....Emanuele Casale (Catania, 1974), da qualcuno riconosciuto come portatore di uno stile italico della contemporaneità, è compositore che erge la sua scrittura su una frammentazione dei suoni acustici e dei suoni elettronici, ove quest'ultimi compiono un'importante azione di sostegno. I suoi sono dei veri e propri "studi" sull'arte subdola della costruzione sonora moderna: come se i violini di Ferneyhough si incrociassero con l'elettronica di Nottoli; non c'è spazio né per risonanze né tanto meno per effetti spettrali, ma c'è una sorta di dialogo inanimato (ma che si anima in itinere) che fornisce un probante elemento di originalità (tra il serio e il faceto, tra l'ineludibile e lo scherzo) che è impossibile non comprendere....".

Con un'operazione coraggiosa la Stradivarius pubblica il primo volume di una nuova collana musicale dedicata in maniera specifica alla musica contemporanea italiana: "Classici di oggi" si pone come una serie necessaria per diffondere qualità artistiche che restano sottaciute in un settore di cui ho ampiamente illustrato in passato le difficoltà, soprattutto nel nostro paese. In questo primo intervento, sostenuta dalla collaborazione della SIAE e dalle usuali istituzioni che sono a pieno titolo nel settore (l'associazione Milano Musica, Casa Ricordi, Cavalli Musica), il pensiero è andato in favore del compositore siciliano Emanuele Casale, che peraltro aveva già pubblicato per la Stradivarius una sua monografia di chamber music. Questa volta la produzione camerale viene affidata all'interpretazione del MDI Ensemble diretto da Yoichi Sugiyama e consta di 5 composizioni composte tra il 2003 e il 2014 che nelle intenzioni del compositore si dividono tra ricerca del ludico e della meditazione, quest'ultimo un aspetto che ricorre in Esistere Lago, nulla e un tempo.
Di Casale da più parti se ne invoca la funzione da sound designer come equivalente a quella degli scultori del suono elettronici: in verità una caratteristica che le colonie basse della musica rivendicano come propria (l'appropriazione scaturirebbe dalla realizzazione sul campo effettuata tramite le congetture elettroniche disponibili erga omnes) va mediata con il tipo di frequentazione formativa svolta dal compositore siciliano, una generazione di flusso musicale concentrata sul linguaggio e che non investe solo l'elettronica. Riabusando della frammentazione degli strumenti Casale ha cercato di imporre il suo pensiero, che è quello di rappresentare la dialettica della vita odierna fatta di penose sovrapposizioni di voci e rumori. In questo percorso gli strumenti devono essere i protagonisti di questa criptata teatralità emulando le azioni verbali, il linguaggio ironico (uno spiccato non sense) e la raggiera di acidità che ne deriva; non è un caso che Casale abbia lavorato alla talk-opera di Conversazioni con Chomsky per rappresentare le plurime vie di comunicazione sulle quali l'umanità dovrebbe interrogarsi con più frequenza (vedi qui un estratto).
L'elettronica presente in "11", in "5" o in "Questo è un gruppo e pace" non invade mai il campo di applicazione della composizione, ma lo accompagna generando le stesse sensazioni: è un costrutto omogeneo dichiaratamente figlio delle nuove espressioni del mondo digitale che non si preoccupano più di creare umanesimi sonori non più esistenti, languendo nelle asperità contemporanee e credendo che queste siano il passaporto per la musica del futuro: Casale giustamente evita di parlare di decadenza e si proietta in un "..sound tendenzialmente geometrico, rettilineo, assimilabile a figure digitali discretizzate..."; è un pò come mediare lo Sciarrino dei linguaggi impossibili e l'inarmonica curatela dei sound designers dei professionisti delle "non accademie".  Le parti strumentali accuratamente composte restituiscono anche la bravura dei partecipanti, la loro capacità di riuscire a filtrare efficacemente quel conflitto emotivo provocato dallo scontro tra concretismi di origine diversa (strumentale e digitale) e, in alcune pause di bassa dinamica dei suoni, sostengono il secondo tema proposto dal compositore, ossia quella trance meditativa che potrebbe simulare l'estasi provocata dalle buone parole di un libro di un autore letterario o la contemplazione suscitata da un paesaggio naturale. Sono tutti elementi che propendono per la conclamazione di una scrittura moderna a tutti i costi ma che non disdegna lo scopo di ricreare le condizioni per riaccendere la scintilla stilistica della musica italiana dal rinascimento al classicismo, così come succede nelle evoluzioni degli archi ascoltate in "7", un quartetto che si presenta speculare alle stagioni di Vivaldi oppure in alcune parti di "Esistere Lago, nulla e un tempo" che libera potenziali tipicamente rossiniani. In Europa le idee profuse da Casale si ritrovano solo in centri nevralgici della musica contemporanea, partendo dalle rinnovate multimedialità europee del teatro di Van der Aa o di Simon Steen-Andersen e finendo agli intrighi sonori di molta composizione viennese delle nuove generazioni; è un unicum di musica elettroacustica, finzione teatrale e matrici musicali apparentemente asemantiche, a cui si deve prestare assolutamente il dovuto riguardo.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.