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mercoledì 28 ottobre 2015

Arnold Dreyblatt: minimalismo ed overtoni


Quando scrissi sulle innovazioni minimalistiche di Arnold Dreyblatt (1) mancava una registrazione ufficiale di riferimento che potesse rendere l'idea della sua specializzazione sugli overtoni di violini, contrabbassi ed in generale degli strumenti a corda. All'epoca consigliai "Animal Magnetism", un cd organizzato per ben introdursi nella sua musica: la sua idea di Orchestra of Excited Strings è stata la sua intuizione principale, votata però anche ad un concetto di integrazione strumentale più ampio che coinvolgeva strumenti anche a fiato o a tastiera, dotati in misura diversa di armonicità naturale. Per Dreyblatt non è fondamentale solo il gesto minimalista, ma anche quella sorta di interplay armonico che può ricavarsi dall'incontro di più movimentazioni sempre impostate alla reiterazione. Questo fu il motivo per cui Dreyblatt venne inserito in quei compositori dediti alla massimizzazione dei risultati, ingenerando invero anche un problema di definizione dei termini utilizzati; in realtà Dreyblatt si impose all'attenzione della critica internazionale per l'esperimento di Nodal Excitation, una composizione del 1982 registrata su India Navigation, in cui esplorava gli armonici di una viola basso puntata su una corda ed assistita da un set di strumenti dimenticati: un fortepiano, una ghironda ed un organo portatile; di questa composizione e della sua portata innovativa se ne è occupato già il caro Daniel Barbiero in queste pagine e a lui vi rimando per la versione similare eseguita ed offerta al contrabbasso (2), mentre quello che vorrei invece inquadrare per tutti è che oltre alla citata ristampa di Nodal Excitation fatta dalla Drag City, il 2015 vede Dreyblatt anche alle prese con una personale e congrua antologia della sua carriera pubblicata in doppio vinile per l'etichetta di Oren Ambarchi, la Black Truffle (l'antologia s'intitola Second Selection) e soprattutto con la pubblicazione in solo formato digitale di una sorta di historical archives dell'autore, tra cui risalta come indispensabile e non duplicato, il Volume 6 dedicato alla Chamber music, quasi interamente organizzato con il reparto string esplorato in più dimensioni (quartetto, ottetto, small ensembles): è in queste lunghe composizioni che si avverte il carattere innovativo che Dreyblatt ha profuso per violini, viola, contrabbasso, etc. e la loro presunzione di amalgama compositiva con caratteri armonici. E' il posto ideale per scoprire le sfumature degli overtoni e le trame dronistiche.
Possedendo Second Selection, Animal Magnetism e l'archivio della Chamber Music Vol. 6 avrete il meglio in mano del compositore americano, di cui era quanto mai necessaria una sua rivalutazione.


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