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giovedì 14 maggio 2015

The Romantic piano concerto n. 65: Albéniz e Granados

L'Hyperion pubblica la dimensione spagnola del concerto romantico, che fu, in verità piuttosto travagliata, probabilmente per un paio di motivi fondamentali: la mancanza di elevate competenze nella scrittura orchestrale determinata dalla propensione pianistica dei compositori e il riversarsi spesso in una tipica composizione nello stile europeo romantico senza commistioni con le danze e il folk iberico: qualunque sia il punto di vista, questa raccolta si presenta come una sistemazione di composizioni per concerto pianistico che non si nasconde certo nelle difficoltà delle scoperte e delle elaborazioni sussidiarie sugli artisti spagnoli di quel tempo presi in considerazione, ossia Albéniz e Granados.
Di Albéniz si può apprezzare la side romantica europea che fu innestata nel suo Concerto fantastico op. 78 del 1887, un concerto per piano che splendidamente richiamava le insinuazioni interiori di Schumann e Chopin; d'altro canto la side romantica in stile nazionalistico (ossia quella che si circondava di aspetti musicali propri della Spagna) fu ben evidenziata nella Rapsodia espanola, op. 70, una riuscita composizione con orchestra diretta all'epoca da Tomàs Bretòn, impostata su uno splendido fiorire di passi di danze spagnole: con chiari abbozzi di flamenco, di danza Petenera, Jota e Malaguena, questo concerto ha rivissuto la sua identità attraverso gli arrangiamenti diretti da Cristobel Halffter basati su un manoscritto conservato a Barcellona; ma qui si tenta di compiere fedeltà alla partitura di un concerto svoltosi a S.Sebastian nell'agosto del 1889, in cui generalmente viene riconosciuta una minore colorazione orchestrale.
Quanto a Granados, viene raccolta la prima registrazione del suo unico concerto in C Minor, di cui si poteva disporre storicamente solo di un movimento lungo e scampoli di un secondo: il pianista Melani Mestre ne ricostruisce un'identità pensando addirittura a 3 movimenti: il "Patetico" (questa la specificazione attribuita da Granados al concerto) risveglia la profondità delle sonate di Beethoven e introduce (nel suo primo movimento) quasi una sorta di fatalismo tipico delle strutture romantiche, in cui l'intensità melodica ed armonica crea musicalmente un contrasto che manda in cortocircuito le nostre emozioni: in un'analisi a posteriori, questa circostanza ben si accompagnerebbe a quello che il destino ebbe in serbo per lui (morì annegato nel tentativo di salvare la moglie in acqua, dopo il siluramento della sua nave che lo riportava in Europa appena rinfrancato dal successo di Goyescas ricevuto a New York); la ricostruzione lascia evidenti dubbi su come Granados avrebbe costruito le parti incomplete, poiché le soluzioni create da Mestre, pur essendo vicinissime stilisticamente al gusto del compositore spagnolo, mostrano anche evoluzioni contrastanti negli umori proposti (vedi il terzo movimento). Per finire si rimarca la conduzione orchestrale di Martyn Brabbins che ottiene il massimo da una BBC Scottish Symphony, che suona al meglio delle proprie facoltà interpretative.
Indispensabile ricordo del tempo!



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