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domenica 17 maggio 2015

Le minuziose indagini orchestrali di William Blank


Nella musica del compositore svizzero William Blank (1947) raccogliamo i frutti delle riflessioni iniziate tempo fa dal grande Morton Feldman: pur essendoci evidenze compositive tagliate in modo diverse nelle strutture musicali, Blank ha sviluppato la stessa capacità evocativa dell'americano, giocando sui contrasti, sui tempi e soprattutto sulla riflessione musicale. La Aeon ha appena pubblicato un cd monografico a pochi mesi dall'uscita della sua prima raccolta monografica dedicatagli dalla Musiques Suisses (serie Grammont Portrait) e rappresenta un valido accostamento alla materia orchestrale, in modo che la raccolta svizzera (concentrata su una produzione eterogenea, anche da camera) ne possa costituire un complemento (in verità troverete un solo duplicato, Ebbe(n) per grande orchestra).
Il carattere straniante della composizione portato costantemente avanti negli sviluppi dei pezzi è frutto di un percorso volto a sottolineare, attraverso la musica, da una parte la violenza e cattiveria del mondo e dall'altra anche il vuoto immenso che si sviluppa per mancanza di soluzioni. Molte delle composizioni di Blank cercano di riprodurre questo contrasto in modo filosofico: in Ebbe(n) l'autore, servendosi dei mezzi di una grande orchestra sinfonica, si impegna nel calibrare il suo principio di risonanza artificiale creabile dalle masse orchestrali che si affiancano a quelle naturali provocate dagli armonici degli strumenti. L'obiettivo è di creare per ciascun strumento due grandi voci, un pò come dividere la musica tra realtà e coscienza e perle compositive come Cris (per piano ed ensemble, rinvenibile però su Grammont) testimoniano una sensibilità dichiarata agli orientamenti del mondo che, nell'odierno campo della composizione, fa fatica ad essere visualizzata.
Tuttavia "Reflecting black", il pezzo centrale per piano ed orchestra del cd dell'Aeon, rappresenta già un punto di arrivo per Blank: basato sulla pittura astratta di Pierre Soulages, maestro inconfutabile del dipinto oscuro, è una riflessione acuta sul nero e sulle sue qualità e Blank sottolinea in copertina le parole del pittore francese che dell'argomento ne ha fatto una ragione di vita:

....J’aime l’autorité du noir, sa gravité,
son évidence, sa radicalité.
Son puissant pouvoir de contraste
donne une présence intense à
toutes les couleurs et lorsqu’il
illumine les plus obscures, il leur
confère une grandeur sombre.....

L'interesse di Soulages nei confronti del "nero" ha anche un suo risvolto interiore: il nero deve essere visto non in assoluto, ma come colore in grado di mettere in evidenza la luce che gli si riflette; è un pò come accogliere la relazione dell'universo oscuro in cui il sole e le stelle sono capaci di stagliarsi in una visuale necessariamente rafforzata dal fondo nero. Soulages ha cercato di approfondire i concetti sulle sfumature luminose disegnabili su tele nere di vernice o catrame, determinando uno stile proprio, all'interno dell'espressionismo astratto europeo e l'infinita riflessione derivabile dai suoi dipinti (al pari di quella ricavabile dai campi di colore di Rotko) è lo scopo anche della rappresentazione musicale di Blank, un mondo anomalo in cui perdersi grazie a David Lidley al piano e alla Orchestra della Suisse Romande diretta Pascal Rophé: si scoprono strutture finissime, utili per influenzare eventi meditativi indotti dalle tele e scoprire che la musica può accompagnare quelle immagini mentali che proiettano la coscienza al suo livello più intimo e inascoltato.


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