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sabato 2 maggio 2015

Importanza del concetto Lydio cromatico nella armonia modale




Questo è un articolo breve ma di fondamentale importanza per i musicisti che desiderano dedicarsi seriamente alla Armonia modale.

L’approccio alla armonia e quindi alla musica modali non può avvenire nell’ambito di una organizzazione tonale basata sulla scala Ionian bensì nell’ambito di una organizzazione basata su una scala lydian.
Credo che la migliore spiegazione di questo possa essere data mediante un esempio.
Partiamo da un Modo qualsiasi ad esempio C dorian che origina dalla seguente scala diatonica :   C-D-Eb-F-G-A-Bb.
Se tale scala viene considerata nell’ambito di una organizzazione tonale ionica allora la scala di origine è la scala di Bb ionian : Bb-C-D-Eb-F-G-A. Possiamo notare che sul quinto grado c’è la scala di F mixolydian quindi la cadenza dominante tonica, cioè FVII – Bb maj,  esiste e di conseguenza ci troviamo in un contesto tonale, non possiamo parlare a questo punto di contesto modale.
Se desideriamo comporre utilizzando il Modo C dorian pensando che esso derivi dalla scala Bb ionian commettiamo un grave errore concettuale che ci impedità assolutamente di superare la “gabbia tonale”, la gerarchia tonale e i suoi numerosi turn around, quindi le cadenze armoniche connesse alla scala Bb ionian  saranno inevitabili perché nella scala Bb ionian esiste il II-V-I.
Se desideriamo comporre utilizzando il Modo C dorian pensando che esso derivi dalla scala Eb lydian, quindi nell’ambito di una organizzazione tonale lydia, allora utilizzeremo la scala: Eb-F-G-A-Bb-C-D. Come vedete sul quinto grado c’è la scala di Bb ionian e non una scala mixolydian, quindi la cadenza dominante sul quinto grado-tonica sul primo grado non esiste più. Di conseguenza non esiste più il II-V-I.
Quindi se desideriamo comporre utilizzando il Modo C dorian concettualizzandolo nell’ambito della organizzazione tonale lydia e pensando quindi alla scala di Eb lydian e non alla scala Bb ionian eviteremo l’errore di fondo e riusciremo ad essere liberi mentalmente dalle regole che gestiscono l’Armonia tonale.

                                                                                                       
                                                                                                        Giuseppe Perna





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