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domenica 22 marzo 2015

Romantic Cello Concerto 6: Vieuxtemps e Ysaye


Il numero 6 della serie Romantic Cello Concerto della Hyperion ci presenta un connubio romantico maestro-discepolo che si scopre nelle figure di Henry Vieuxtemps e Eugene Ysaye, conosciuti peraltro per la loro maestria al violino. La contrapposizione non è solo fisica, ma è anche un frutto della diversità dei tempi in cui sono vissuti i due compositori: se Vieuxtemps ha assorbito in pieno il periodo più fulgido del Romanticismo, arrivando solo alle porte della sua parte decadente, Ysaye ha avuto la fortuna di sperimentare l'ambiente del primo novecento francese, quello impressionista da Faure a Debussy, di cui divenne anche amico con uno scambio epistolare rispettosissimo. I due misconosciuti concerti di Vieuxtemps sono quindi genericamente diversi da quelli Ysaye poiché sfruttano la differente prospettiva ideologica dei tempi. Se non possono essere messe in dubbio le capacità tecniche di cui era in possesso la scuola violinista belga, sulla composizione qualche legittima critica può verificarsi, soprattutto per Vieuxtemps di cui la Hyperion presenta due agognati concerti per violoncello scritti nel 1876 e 1877, anni che precedettero la morte del compositore. L'esperienza romantica di Vieuxtemps non era per niente stata scalfita dal tenore generale della composizione, entrata nel suo periodo di decadenza, e richiama spesso alla memoria la nouvelle compositiva italiana (con degli accostamenti di risultato ad un certo Rossini), incentrata sulla fantasia operistica; tuttavia penso che questi due pezzi nel loro standard si ricordino a fatica rispetto alla letteratura per violino profusa; di tutt'altro spessore emotivo sono i due concerti per cello di Ysaye, composti intorno al 1910, ma pubblicati solo nel 1921. "Meditation" e "Serenade" portano il marchio dell'impressionismo musicale e sono delle gemme nascoste della parca produzione del belga, che a proposito di esse dichiarava: "...there are many thing I might publish, but I have seen so much brought out that was banal, poor, unworthy, that I always been inclined to mistrust the value of my own creations rather than fall into the same error...". Corredata di una notazione a numeri non tradizionale per l'epoca, la composizione per violoncello di Ysaye entra obliquamente nell'inconscio emotivo dell'ascoltatore, poiché il cello di Ysaye suonato da Alban Gerhardt (oramai diventato il cellista di riferimento della serie) non tende all'esplosione come in Vieuxtemps ma ad insinuarsi gradualmente col ricordo nostalgico; un'evoluzione che accompagnò le sue splendide 10 (6+4) sonate per violino solo op. 27. Queste primizie di Ysaye vanno affiancate all'altro pezzo scritto per violoncello solo, la sonata in C minor op. 28, scritta nel 1924.

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