Translate

martedì 3 marzo 2015

La composizione belga da Pousseur all'Atelier Musicien


Il compositore guida per la musica contemporanea in Belgio è stato senza dubbio Henry Pousseur (1929-2009); grande teorico, con un'ampia letteratura del pensiero promulgata attraverso molti scritti, Pousseur ha vissuto la contraddizione di essere stato molto conosciuto nel suo Paese e poco al di fuori di esso. Principale "carnefice" dell'onda del costruttivismo post-guerra, riscuoteva a Darmstadt la stessa credibilità di uno Stockhausen o di un Boulez. Fu molto amico di Berio e Nono, nel dibattito attivo instaurato circa le idee meno radicali degli italiani dell'elettronica soprattutto nel Periodo dello Studio di Fonologia a Milano; la matrice elettronica ed elettroacustica non verrà mai meno (al riguardo negli ultimi anni abbia assistito alla pubblicazione di molte opere vecchie e nuove del compositore) tuttavia il belga si incamminò su sentieri di ricerca autonomi, che non avevano più interesse a combattere i detrattori del serialismo, e con Votre Faust, opera iniziata nel 1960 e terminata nel 1968, cominciò a sviluppare quel concetto di "memoria ostinata" e "composizione aperta" che regolavano lo stile del romanziere drammaturgo Michel Buton con cui entrò in diretto contatto per l'opera. Si trattava di una particolare visione seriale, basata sul recupero di un nuovo modello armonico ottenuto tramite la sistemazione in rete, di progressioni di accordi e note. Si crearono così le premesse per dei grandi intervalli cromatici di ragione espressionista, perfettamente organizzati sotto il punto di vista orchestrale, elettroacustico ed estetico, ambiziosamente convogliati verso la magnificenza dei temi (le apoteosi di Rameau, la protesta dei Couleurs croisées, da cui ebbero origine le Crosses of Crossed Colors in memoria di Martin Luther King); fu l'apertura all'integrazione controllata di elementi musicali di altri periodi o luoghi storici, in vista di una loro rilevanza post-moderna, ma tutta costruita sui generis.
Pousseur spiegava che: ".....si j'entendais une Sinfonia de Monteverdi ou un Lied de Schumann, un Raga hindou ou une oeuvre symphonique de Debussy, je ne pouvoir m'empecher de penser avec quelque nostalgie que nous nous privions volontareiment de quelque chose d'irremplacable, et que je ferais sans doute bien mieux de ne pas continuer a m'en passer...." 
Uno dei primi discepoli di Pousseur, il compositore Pierre Bartholomée (1937), fondò nel 1962 l'Ensemble Musiques Nouvelles, presentando proprio all'inaugurazione Repons di Pousseur: da quel momento si creò un vero e proprio polo di attrazione per la composizione belga che passava attraverso le capacità della Musiques Nouvelles e del suo direttore Bartholomée (oggi l'attuale direttore è il compositore/direttore d'orchestra Jean Paul Dessy (1963)); fu la prima iniziativa nazionalistica a dare spazio ad un pool di compositori nati nell'abbecedario della musica contemporanea, poiché in altri paesi d'Europa non c'erano ancora forme di aggregazione finalizzate come in Belgio. Da Liegi oggi l'iniziativa risiede a Mons ma non ha spostato di un centimetro la sua missione, ossia quella di sostenere idee e interscambi culturali dei compositori della Federazione Wallonie-Bruxelles. Inoltre è partito un chiaro sodalizio commerciale con l'etichetta di Bruxelles, la Cypres Records, che ha consentito la registrazione di molte opere di questi compositori (tra questi Bernard Foccroulle, Philippe Boesmans e Baudouin De Jaer): l'attività di ricerca, di scambio di opinioni e di confronto del pensiero venne anche circoscritta ad un circolo di compositori belgi che erano anch'essi stati allievi di Pousseur: l'Atelier Musicien fu fondato da Michel Fourgon (1968), Claude Ledoux (1960) e Denis Bosse (1960), si caratterizzava per la riscoperta del "colore" strumentale; Ledoux smistava in partitura la passione verso le sonorità indiane ed orientali, Bosse si indirizzava alle attitudini della percezione sonora, Fourgon parlò di "ipnosi granitica".
Se Ledoux e Bosse avevano pubblicato, grazie alla Cypres, dei programmatici ed interessantissimi cds monografici (sebbene solo un pò accentrati sull'orchestrazione), era di Fourgon che mancava qualsiasi registrazione: "Filigranes" contiene 4 composizioni che sgranano sullo stile del compositore belga e sui suoi punti in comune dell'associazionismo compositivo fiammingo: serialismo combinato, frammenti di rinascimento e barocco, la poesia sensitiva della scrittrice Corinne Hoex, sprazzi di intensità camerale alla Schumann, appaiono come improvvise delucidazioni di un percorso musicale basato sull'estraneità dei fatti; quel puzzle caro alle idee di Pousseur, si ricompone soprattutto nelle efficacissime "La brise du roseau" e "Cori spezzati", che indicano un'Orchestra Philarmonique Royale di Liegi diretta da Pascal Rophe, in pieno assorbimento ispirativo.



Nessun commento:

Posta un commento