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domenica 8 febbraio 2015

Simon Steen-Andersen nel mondo surreale dell'amplificazione


E' stato più volte sottolineato come il mondo musicale nordico (che deve comprendere anche le zone territoriali che si affacciano sul mar Baltico), abbia insistito nella propria recente evoluzione musicale su specifici argomenti per costruire il suo "suono"; è un processo che tiene mirabilmente uniti tutti i generi musicali, che sembrano confluire spesso in un idioma personalizzato: quel rinnovamento di cui si parla nel jazz, infatti, non è affatto un caso isolato, perché nasce in una condizione favorevole alla ricerca compositiva e alle nuove forme di esibizione e ovunque si creano interscambi tra musicisti appartenenti solo formalmente a generi diversi. Tra la nuova generazione di compositori nordici e gli improvvisatori liberi o i musicisti jazz sembrano essere minimizzate le differenze: spesso si tratta della stessa materia attuata con armi differenti della creatività. 
Simon Steen-Andersen (1976) è, tra i giovani compositori danesi, un ottimo esempio di queste minimizzazioni: ha studiato con K.A. Rasmussen e Bent Sorensen ed ha ottenuto molti importanti riconoscimenti non solo nell'ambito nordico; il danese ha ricevuto attenzioni fattive per via di alcune composizioni che approfondiscono alcuni elementi della musica contemporanea all'ordine del giorno: l'amplificazione, la gestualità, l'organizzazione visiva, la ricerca di una "raffinata" potenza sonora degli strumenti tramite clusters o come risultante dell'unisono di strumenti diversi.
Uno dei suoi primi pezzi di riferimento, uno di quelli che ha ottenuto la registrazione in un cd monografico dalla Capo R. (Pretty Sound: solo and chamber music), è stato "Rerendered", per pianista, 2 assistenti e live video opzionale, in cui gli assistenti suonano all'interno del pianoforte, contribuendo all'integrazione con il pianista principale: la particolarità sta nel fatto che i microfoni sono piazzati così vicini da far risaltare quelle sfumature dell'amplificazione che spesso non vengono udite nei casi normali, permettendo ai tre musicisti una sincronizzazione sulle dinamiche e una sorta di "comunione" socializzata dei suoni (invero quasi un principio surrogato dall'improvvisazione). Questi esperimenti di pianoforti "amplificati" sono stati replicati su altri strumenti, chitarre, violini, violoncelli, etc., dimostrando come molta parte della composizione sia stata direzionata verso la manualità di pedaliere, megafoni ed aggeggi elettronici che possono contribuire al rafforzamento dei suoni e alla scoperta di nuove relazioni utilizzabili in modo universale (la sperimentazione di Rerendered è stata condivisa con il chitarrista norvegese Hakon Stene, conosciuto per il suo temperamento ascetico introdotto nell'improvvisazione, una qualità che può essere percepita nell'ascolto del suo Lush laments for lazy mammal per Hubro R.).
Altro momento di approfondimento di Steen-Andersen sono le installazioni video (anche interattive) e le perfomances in tempo reale che snaturano il ruolo della musica: "Buenos Aires" è teatro metafisico, con decostruzioni di musica e canto, in cui gli ensembles ruotano sulla scena con telecamere sistemate alle spalle, proiettando l'ambientazione a video; nel progetto Black Box Music, per percussioni, black box amplificata e 15 strumentisti, tutta la composizione è al servizio di due enormi mani che fuoriescono dalle tendine di un teatrino: questa è stata probabilmente una svolta importante per il compositore, perché se ne è ricavato qualcosa anche a livello stilistico; l'interazione tra orchestra e parte visiva, intagliata in questa sorta di vetrina insonorizzata in cui musica e gestualità comandano le proiezioni fisiche dei suoni, è basata sulla gestione organizzata di una serie continua di clusters strumentali e rumori di oggetti esaltati nelle loro dinamiche e nella forza dei suoni emessi.
E' la via che attanaglia anche il suo concerto per piano, in cui inserisce sampler e video come supporto dell'urto che l'ascoltatore subisce per effetto della dilatazione dell'amplificazione dei suoni: circa quattro minuti biblici di noise campionato precedono un'esplosione graduale di suoni ricavati da un piano preparato che suona come il concerto di Cage opportunamente amplificato all'ennesima potenza, a cui si aggiunge una giungla di variazioni dinamiche di clusters, suoni strumentali carichi e squillanti, che danno l'impressione di aver davanti dei giganti o non semplicemente dei musicisti; compare anche una scia ironica (già utilizzata per citare Rossini in Buenos Aires) in cui passi dei famosi concerti per piano del periodo romantico vengono ripresi a mò di ricordo sbiadito dalla preparazione e dal morso delle risonanze create dall'amplificazione.


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