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martedì 10 febbraio 2015

Riprendere il filo del moderno orchestrare francese: Samy Moussa

Tra i premiati dell'Ernst Von Siemens del 2014 c'è anche il compositore canadese (ma da tempo residente in Francia), Samy Moussa (1984): il progetto del premio, quindi, ci consente di ascoltare un monografico lavoro di registrazioni che aprono il velo sulla prospettiva compositiva del canadese che già accoglie diversi ed importanti lavori, anche sotto il profilo della conduzione orchestrale. E' soprattutto in questa dimensione che nascono i primi pensieri nei confronti di Moussa: nella doppia veste di compositore e direttore d'orchestra, egli è conscio di aver creato le premesse di un filo conduttore per un ampio repertorio orchestrale, in cui è naturale scorgere anche una linea di condotta essenziale seguita per la composizione: siamo nei territori della stratificazione sonora o degli ondeggiamenti, cioè di una tessitura tutta incentrata a far risaltare un trend partito tanto tempo fa dalla Francia; è una considerazione che serve per innalzare riferimenti stilistici e trovarne dei nuovi, ma penso sia impossibile non citare quello che costituì una sferzata notevole ad una modificazione dei parametri seguiti dalle orchestre, ossia la spallata data da Messiaen nella sua Sinfonia Turangalila. Essa fu la prima prova di serialismo integrale applicata all'orchestra, che permise, mettendo insieme concetti complicati ed intersecati tra loro, di concepire un'insperata unità armonica tutta concentrata sui timbri; accogliendo le intuizioni di Varese e Stravinsky, Messiaen aveva portato a termine un lavoro di enorme portata ed influenza: l'orchestra poteva suonare al pari di un quadro di comandi elettrici luminosi che si accendono a seconda del piacimento del compositore: la struttura orchestrale prevedeva fuoriuscite strumentali a gruppi, in cui ogni gruppo dava origine, tramite una pregressa impostazione, ad un ciclo di temi. Come affermò Gareth Healey nel suo libro "Messiaen's Musical Techniques: the composer's view and beyond", le indagini del francese portarono all'incarnazione di "personaggi ritmici"; di operazioni grandiose come quella di Turangalila solo Xenakis fu in grado di costruirne, accelerando le novità nel settore orchestrale sulla base, però, di altri elementi. L'eredità di Messiaen è stata così forte nella musica contemporanea, tanto da affascinare molte scene d'avanguardia di altri paesi: il paese con il più alto tasso di interiorizzazione delle teorie del francese fu probabilmente la Finlandia, grazie all'avvento di compositori come Lindberg, Salonen o Saariaho; Moussa scolpisce la sua scrittura proprio sugli approfondimenti di Lindberg: non è un caso che del finlandese riprenda spesso la sua Corrente, la composizione nettamente più vicina al suo stile e ai suoi umori.
Nella compilazione per la ColLegno, i 4 Etudes per orchestra e il Kammerkonzert da lui anche diretti tramite la ORF Vienna Radio Symphony Orchestra, nonché il Cyclus affidato alla direzione superba di Kent Nagano che conduce la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, dirottano i concetti di Messiaen e Lindberg verso le più alte perfezioni sonore. Nelle composizioni da camera, invece, Moussa è molto più vicino all'insegnamento di Dusapin (vedi l'introduzione di L’autre frère: Opera in 3 Chapters e soprattutto lo String quartet. 
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