Translate

lunedì 16 febbraio 2015

Considerazioni sulla armonia della musica leggera attuale e quindi delle canzoni di Sanremo


La scala Ionian e l'armonia che da essa ne deriva è un prodotto generato dalla scala lydian cromatica, uno dei tanti.

Possiamo adoperarla come è stata adoperata nei secoli, l'importante è conoscere questa sua origine e soprattutto è importante sapere che essa non è generatrice di accordi. Ovviamente le conseguenze di tutto ciò le lascio al vaglio dell'interlocutore. La scala favorita della lineare, finalisticamente orientata mentalità occidentale è la scala maggiore ionian. Essa è stata la scala preferita dai razionalisti cartesiani, predatori di vario tipo, imperialisti, bande, complessi militari/industriali, menti occidentali in generale, a tutti i livelli delle società occidentali.
Le mie non sono critiche, ma constatazioni. L'importante è sapere che l'armonia nasce da una scala lydia e l'armonia ionica è un piccolo aspetto di essa in largo uso attuale ed anche passato e forse futuro. Ma storicizzando il fenomeno mi chiedo quanto durerà. Tutto sommato la risposta non è che ci interessi molto visto l'arco breve della nostra vita.
Non è detto che ciò che si è fatto per secoli possa essere fatto per tanti altri secoli, non dico neanche di cambiare, l'importante è avere la consapevolezza di DOVE TI TROVI E COSA STAI FACENDO!
Ovviamente l’armonia sanremese è un prodotto delle società occidentali, ma con il tempo qualcosa sta cambiando. Infatti qualche decennio fa nell’ambito della cosiddetta musica leggera i II/V/I si sprecavano ed il V era particolarmente sottolineato dal tritono o da una sostituzione, di conseguenza era maggiormente evidenziata la sua cadenza sull’ I. Tutto ciò era un retaggio della armonia introdotta in Italia dagli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale e se andiamo più indietro nel tempo l’architettura armonica di J.S. Bach era impostata sul II/V/I. Con il tempo, anche se tutt’ora questa impostazione è ancora invita, le cose sono o meglio vanno modificandosi.
In un  certo senso l’armonia della attuale musica leggera e quindi parlo anche delle composizioni sanremesi va spostandosi verso il modale acquisendone un vago sapore ma non la struttura e le intenzioni.
Quando parliamo di “modale lineare” intendiamo che in una composizione viene adoperato un solo modo o comunque pochi modi ognuno dei quali ha una lunga durata e cioè il ritmo armonico è lento. Esiste anche  il “modale lineare” con ritmo armonico veloce in cui esistono i modi che nascono dalle singole note che costituiscono la scala ionica. E’ chiaro che nelle composizioni di musica leggera vengono adoperati non i modi in senso stretto ma gli accordi terziali che nascono dalle note della scala ionica. Cioè se abbiamo la scala ionica di C, le note sono C,D,E,F,G,A,B e quindi i modi saranno C ionian, D dorian, E phrygian, F lydian, G mixolydian, A aeolian, B locrian. Gli accordi invece saranno C,E,G - D,F,A – E,G,B – F,A,C – G,B,D – A,C,E,- B,D,F. Ebbene nella musica sanremese e in una buona parte della musica leggera attuale sono molto adoperate queste triadi diatoniche originate dalla scala ionica. Quasi sempre il V che nel nostro esempio corrisponde a G7 non viene adoperato come dominante ma come un accordo che non risolve sull? I (quindi in maniera modale) ,quando capita che esso risolve sull’I lo fa in maniera dolce senza esasperare la funzione del tritono e quindi adoperando soltanto la triade G,B,D senza includere il F che sottolineerebbe l’aspetto cadenziate dell’accordo per la presenza del tritono oppure adoperando il G7 sus e cioè aggiungendo la quarta che riduce il sound cadenziale dell’accordo di VII.
La conseguenza di tutto questo è che le linee melodiche diventano meno elaborate e quindi le nuove linee melodiche sono più povere e per attrarre l’attenzione dell’ascoltatore vengono adoperate molto le ripetizioni di frammenti melodici. L’immagine fa il resto. Non so fino a che punto è stata la modalizzazione che ha reso più importante l’immagine oppure è stata l’importanza della immagine che in questi ultimi decenni è cresciuta a generare la modalizzazione allo scopo di non disturbare l’immagine con melodie più interessanti. Certo il discorso a questo punto sconfina in considerazioni di carattere sociologico, politico ecc…….ma non è argomento di questo articolo.

                                                                                                 GIUSEPPE PERNA


8 commenti:

  1. Se ho capito bene consideri una canzone pop scritta con armonia modale molto più facile da ascoltare di una canzone pop scritta con armonia tonale. Giusto?

    RispondiElimina
  2. L’armonia della attuale musica leggera e quindi parlo anche delle composizioni sanremesi va spostandosi verso il modale acquisendone un vago sapore ma non la struttura e le intenzioni. Parlare quindi di Armonia modale non è esatto, esiste una semplificzione delle line melodiche e delle progressioni accordali a mio avviso dovuta al desiderio di privilegiare l'immagine, di rendere le melodie più orecchiabili in quanto più semplici e di cambiare il sound tipico delle melodie tipicamente tonali in quanto questo sound ha saturato l'ascoltatore e di conseguenza non è più interessante. Certamente le melodie che seguono questi concetti sono più facili da ascoltare e da suonare rispetto alle melodie tipicamente tonali perchè le linee melodiche sono semplici e ripetitive e le progressioni accordali sono anch'esse semplici e ripetitive. La bellezza di brani orchestrati in tale maniera sta tutta nel'arrangiamento. Comunque sia ben chiaro che l'Armonia modale è ben altro e non ha nulla a che vedere con queste semplifcazioni dal sapore pseudomodale. Sono come la birra analcoolica, sembra uguale a primo assaggio ma poi ci si rende conto che la differenza sta nella assenza di alcool e ciò non è poco.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per la risposta.

      Sei sicuro che questo spostamento stia avvenendo adesso o semplicemente è dovuto al fatto che il mainstream (e quindi anche SanRemo) si sta appropriando di generi considerati alternativi (indie rock) affini al minimalismo in un certo senso?

      Elimina
  3. Ritengo che questo spostamento stia avvenendo da circa un decennio e il genere precursore è stato la musica da discoteca che tutt'ora è al 90 e più per cento testimone della virata pseudomodale. Nella musica leggera pop ricordo i brani che le sorelle Paola e Chiara cantavano circa 10 o più anni addietro, credo che almeno in Italia hanno rappresentato una sorta di maestranza in tal senso. Sono convinto che il mainstream si stia appropriando di sonorità minimalistiche ma non vedo, ovviamente a mio parere, un sintomo progressista in questo, vedo piuttosto il fine di creare musica che attecchisca immediatamente sull'ascoltatore. Per fare una metafora, non ritengo che questo processo sia assimilabile ad un'erba spontanea ma piuttosto ad una pianta da serra creata dalle major discografiche. Comunque credo anche che questi processi sociologici siano di difficile valutazione e solo il tempo ci dirà dove sta la verità. Per il momento prendiamo atto di trovarci di fronte ad una semplificazione delle linee melodiche e armoniche che lascia spazio ad un arricchimento della immagine. Il livello di educazione alla musica in Italia e credo anche in molte parti del mondo, rasenta il ridicolo. Le sale da concerto faticano a vedere i giovani, i programmi dei concerti sono ripetitivi e abusati. Una cultura musicale maggiore favorirebbe una vitalità musicale invece si preferisce appiattire tutto per dare spazio al prodotto industriale. Certo il fenomeno può essere combattuto ma è come spingere lungo una salita una grossa auto che non cammina. Bisognerebbe andare alle origini del fenomeno per capirne la soluzione. La superficialità con cui si affronta la musica è un aspetto della superficialità con la quale si affrontano praticamente tutti gli aspetti della vita sociale sia in relazione con il prossimo che in relazione con il proprio io. Esito finale, comunque, di tutte le ideologie moderne, comuniste o liberali, è stata la caduta di tutti gli ideali e di tutti i valori. In conclusione, a me pare che i nuovi filosofi della morale, asseriti critici del sistema, (per intenderci quelli che organizzano gli spettacoli nei teatri o gli eventi culturali nell'ambito dei comuni con il danaro pubblico) siano in realtà convenzionalisti ossia, in quanto uniformati alla linea dominante, riflettono l’idea di una morale e dell'arte come convenzione, come un insieme di regole e di norme giustificato in ragione della loro utilità per l’ordine sociale; il che sarebbe pur lodevole se non fosse per il fatto che tale ordine non sembrerebbe posto a difesa dei valori ma ha in se stesso il solo valore. Cosa ti aspetti dunque, da una società manipolata? l'immobilismo!, la cultura è scomoda. Per curare questo male non basta una compressa occorre espiantare una cultura ed impiantarne un'altra. ma ciò è difficile finché c'è gente che ritiene di far spegnere l'incendio da chi lo ha acceso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo te il rock non è stato fin da meta del 65 in poi prevalentemente modale?

      Anche il blues non aveva una componente forte di modalità, esasperata poi da psichedelia e prog?

      Elimina
    2. Fino a quando alla base di qualsiasi costruzione armonica si pone la scala ionica siamo nella Armonia tonale (concetto ionico della organizzazione tonale) o pseudo modale. La vera Armonia modale prevede che alla base della costruzione armonica vi sia una scala lydian( Concetto lydio cromatico dela organizzazione tonle). Se leggi il mio articolo dal titolo: “Importanza del concetto lydio cromatico nella Armonia modale”,avrai la risposta alla domande che mi hai posto.
      http://ettoregarzia.blogspot.it/2015/05/importanza-del-concetto-lydio-cromatico.html

      Elimina
    3. La scala lidia è effettivamente quella più disturbante all'orecchio di chi non è abituato a certe musiche.

      Ho notato che alcuni giornalisti rock di fronte a brani che usano la scala lidia usano addirittura la parola "atonale".

      Elimina
  4. In effetti sono d'accordo nel senso che in certo qual modo sia atonale. La verità sta nel fatto che mentre la scala ionica ha due toniche, la scala lydia ne ha una sola. se ad esempio consideriamo la scala ionica di C, le toniche sono C ed F perchè la tonica di un intervllo di quarta(C/F) è la nota superiore. Quindi tutta l'armonia che si sviluppa mettendo al centro della organizzazione tonale una scala ionica è racchiusa fra le due toniche della scala ionica di riferimento. Invece se analizziamo gli intervalli della scala lydian: C/D, C/E, C/F#. C/G, C/A, C/G notiamo che questi intervalli hanno tutti la tonica in C, quindi la scala lydia possiede una sola tonica. Ciò significa che non sviluppa armonia tonale bensì armonia modale, perchè non possiede il II/V/I e quindi mentre la scala ionica possiede una generazione di armonia racchiusa fra le sue due toniche, la scala lydia possiede una capacità armonica che parte dalla tonica modale e si estende all'infinito.

    RispondiElimina