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sabato 29 novembre 2014

Jazz guitar duo e principali incisioni


Nella musica l'abbinamento di due o più chitarre ritmiche o acustiche ha soddisfatto di norma intenti impressionistici: creare sensazioni surreali o immagini da cartolina illustrata tramite delle linee melodiche efficienti, fu la scoperta esaltante per molti musicisti. Limitando l'analisi quantitativa al duo e mettendo da parte l'esperienza della classica contemporanea, si può certamente affermare che il periodo di massimo fulgore del duo di chitarra è stato quello partorito alla fine degli anni sessanta e poi proseguito per tutti i settanta, vera età dell'oro per la materia. Inversamente proporzionale al successo di pubblico fu invece l'evoluzione della materia chitarristica (e dei duetti) avvenuta per opera delle generazioni successive. Ma facciamo un pò ordine: chiunque abbia raggiunto una certa età si ricorderà benissimo di come il duo chitarristico dominava la scena psichedelica americana sebbene spesso una delle due chitarre (normalmente elettriche) facesse da supporto ritmico: penso alle trame di Garcia sostenute dalla chitarra di Weir nei Grateful Dead e soprattutto a quelle specificatamente composte per un uso contrappuntistico fatto da Cipollina e Duncan nei Quicksilver Messengers Service; quando una folta platea di ripropositori psichedelici si fece avanti venti anni dopo circa, essi avevano già un modello ben preciso su cui muoversi. Tra i molti abbinamenti effettuati all'interno di bands ben costruite, spiccò tra tutte l'esemplare fantasia dei due chitarristi Guy Kyser e Roger Kunkel dei Thin White Rope (un gruppo splendido e fortemente sottovalutato nella storia della musica rock) che tessevano trame divise tra il ruvido e l'ispessimento dovuto alle mode grunge e il "lunare" del passato. Quando i novanta fecero riscoprire il caos provocato da un rinnovato approccio del rock al rumore e agli effetti di pedaliera, figure senza posizione stilistica come il chitarrista dei Sonic Youth Thurston Moore o Nels Cline si imponevano per non dare più un centro di gravità alla musica.
Nel jazz ritenuto più tradizionale i duetti furono oggetto di registrazioni ufficiale quando gli artisti, sulla scorta del successo ottenuto dai musicisti rock, presero coscienza del fatto che le scintille creative provenienti dalla musica rock degli anni sessanta potevano ben replicarsi anche per il loro mondo; prima che arrivasse lo stimolo psichedelico, i concerti in duo rasentavano la svogliatezza (penso a quelli di Burrell e Raney), ma la possibilità di addomesticare un pubblico più consapevole dei propri panorami sonori consentì a personaggi storici della chitarra jazz come Jimmy Raney di esibirsi ed effettuare registrazioni con il figlio Doug, così come Joe Pass incise "Two for the road" assieme ad Herb Ellis, solo dopo molti anni di onorata carriera. Senza dubbio il fenomeno non fu molto coltivato, perché scambiato per merce di non eccelsa qualità: quando pensiamo che uno dei big storici della chitarra jazz, Jim Hall, effettuò una registrazione in tal senso solo nel 1999 con Pat Metheny, ci rendiamo conto di come la chitarra in duo melodica avesse accumulato un ritardo forse non più colmabile ed accolto un futuro poco sostanzioso. Fu quindi lo scenario avvenente della "fusione" di generi (tra rock e jazz) che dettò le regole di una prima direzione del cambiamento: gli abbinamenti con pizzicate di folk di Coryell/Catherine, quelli gitani tra Di Meola/Paco De Lucia/Mc Laughlin, quelli da ottica percussiva sudamericana di Santana/McLaughlin e soprattutto gli incontri tra personalità fortissime ed intime come quelle di Abercrombie e Towner nello splendido "Sargasso Sea", cominciarono a spostare l'asse verso la stratificazione delle potenzialità melodiche come effetto di una sopraggiunta visuale "ambientale" dei tempi. Anche oggi vi sono eccellenti esempi di chitarristi che ideologicamente si rifanno ad un indomita stagione del bop disegnato con gli acquerelli e a livello di incisioni, trovo che l'esperienza di Julian Lage, che recentemente ha registrato un paio di ottimi cds con Nels Cline, sia ancora percorribile.
Nessuno però parla molto dell'altra direzione del jazz contemporaneo, invece, quella che ha mostrato le sue radici nelle opere "preparate" e "sbilenche" di Derek Bailey. Il solipsismo chitarristico dell'inglese venne rotto a livello di registrazioni solo nel 1993 nel duetto con Henry Kaiser "Wireforks", tuttavia l'arte di alterare la chitarra per ottenere nuove combinazioni di suoni era stata già materia registrata da Kaiser assieme a Fred Frith nel seminale "With Friends like these.." nel 1979; quello che era cambiato non era solo frutto dell'amicizia di musicisti che si riunivano in maniera estemporanea, ma il fatto di voler trovare un punto di convergenza comune verso la pratica della libera improvvisazione che ingloba qualsiasi elemento: in tal senso questi chitarristi rimuginavano suoni della più disparata estrazione musicale. Chitarristi eclettici come Elliott Sharp, Marc Ribot o Nels Cline si posero come l'avanguardia più plausibile dei pensieri moderni, trasformando gli acquerelli e le tinte pastello in droni e rumori compositi, dotati di un diverso grado di armonicità e melodicità. Per ottenere l'asetticità completa si sarebbe dovuto ricorrere ai chitarristi più sagacemente spinti nella sperimentazione (in un modo che potesse travolgere completamente il modo di suonare lo strumento). Al riguardo degli ottimi esempi sono arrivati da opere quasi sconosciute: dai duetti di Keith Rowe con i nipponici delle nuove frontiere musicali, ossia Toshimaru Nakamura e Taku Sugimoto; da quelli  di Kevin Drumm sempre con Sugimoto e Yoshihide, nonché quelli di Scott Fields con Sharp. Tutti lavori che tengono sommessamente banco sulle prospettive del futuro dello strumento e delle sue combinazioni.


Completo con una discografia prototipo:

Grateful Dead, Live/Dead, Warner 1968
Quicksilver Messengers Service, Happy Trails, Capitol 1969
Herb Ellis/Joe Pass, Two for the road, Pablo, 1974
John Abercrombie/Ralph Towner, Sargasso Sea, Ecm 1976
Larry Coryell/Philip Catherine, Twin-house, Elektra 1977
Fred Frith & Henry Kaiser, With Friend like these, Metalanguage 1979
Thin White Rope, Moonhead, Frontier 1987
Derek Bailey/Henry Kaiser, Wireforks, Shanachie 1993
Kevin Drumm & Taku Sugimoto, Folie a deux, Box Media 1996
Nels Cline & Thurston Moore, Pillow wand, Caroline, 1997
Keith Rowe & Toshimaru Nakamura, Weather sky, Erstwhile, 2001



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