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sabato 6 settembre 2014

The Romantic Cello Concerto vol. 5: Saint Saens


Molto controverse sono le posizioni storiche sul famoso compositore francese, Camille Saint-Saens, quantomeno sulla base delle fonti che ne ritraggono atteggiamenti e posizioni del pensiero da lui assunte nel periodo del romanticismo inoltrato.
La storia sembra narrare di una personalità forte, in aperto contrasto con Wagner e il romanticismo avanzato dei tedeschi, e custode (nonchè fondatore) della Société Nationale de Musique con cui anche la Francia prendeva inevitabilmente una posizione nazionalistica all'interno degli assetti europei. Se per quanto riguarda lo scontro con Wagner si può essere anche d'accordo, visto il chiaro favore che egli riservava ad una classicità rielaborata ma non rivoluzionata, qualche problema lo fornisce l'aspetto ideologicamente vicino al popolo. In verità, come ampiamente dimostrato anche in Italia, il nazionalismo musicale vissuto in Francia aveva pochi punti in comune con la materia "tradizionale" e proprio in relazione a Saint-Saens si potrebbe affermare come lo stesso nella sua vita compositiva abbia avuto molte più ammiccamenti con i confini esterni della sua Francia che con ella stessa ai fini compositivi. Il mio pensiero cade alla Rhapsodia d'Auvergne op.73, che prendeva spunto da elementi popolari di quella corrispondente regione della Francia: il purismo musicale imposto da Saint-Saens probabilmente aveva invece altri nobili obiettivi, come quello di contrastare la forma opera instaurata da Wagner contro la forma concertistica propria della Francia (i francesi erano splendidi pianisti, organisti e violinisti), e certamente quello della rappresentazione di idiomi popolari sconfinava nell'ambiguo se pensiamo a quanto successo ad esempio in Spagna o in Russia. Tuttavia non si può denigrare l'opera del francese, di aver creato un suono della "Francia" di quel momento storico (l'Ars Gallica), una sistemazione costruita sulle melodie e sulle tipicità di alcuni strumenti, che aprirà un corridoio archetipo, tipicamente francese, che parte dalle embrionali visioni di Berlioz e poi si evolverà, grazie al tramite di Saint-Saens e dei compositori-soci della Société, nella figurazione tipica di Debussy e dello stilismo francese del novecento. 
La Hyperion dedica il quinto volume della sparuta serie romantica rivolta al concerto per violoncello al compositore francese, riorganizzando la materia dei due concerti assieme all'Allegro Appassionato op. 43 (1873) e a due composizioni diventate arcinote per essere state poi adattate alla materia del concerto (Le cygne è l'estratto da Le Carnival des Animaux e Le Muse & Le Poete op. 132 del 1910): ancora oggi questo misurato romanticismo non si scalfisce e la bellezza delle melodie e delle evoluzioni orchestrali rimangono intatte e si offrono semplicemente all'ascolto. Dal punto di vista dell'interpretazione il lavoro è affidato a Natalie Clein e all'orchestra BBC Scottish Symphony Orchestra di Andrew Manze, che sono, come dire, due garanzie di successo.
Resta da sottolineare solo come il secondo concerto (1902), che sviluppa una partitura nettamente più muscolosa ed impegnativa del primo (1872), sia il risultato di seriosa evoluzione applicata al violoncello che fino al decadentismo era ancora beatamente compresso nella parte solistica dalla compostezza classica: in tal senso si potrebbe attribuire al francese un'inedita paternità sul neoclassicismo del novecento. 

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