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sabato 13 settembre 2014

A cavallo tra Ildegarda, Vitry e Bach si trova il post moderno di Robert Kyr


In un viaggio compiuto qualche anno fa a cavallo fra l'Olanda e la Germania romantica, mi ritrovai a Rudesheim sul Reno; alla mia vista, a cielo aperto, si intravedeva la città di Bingen, famosa per avere dato visibilità alla più antica costruzione musicale mai conosciuta, la monodia liturgica della santa Hildegard; sulle colline intorno il suo nome si ritrova nell'abbazia e in alcuni edifici religiosi, ma in generale la cosa che colpisce è la serenità dei luoghi, per niente affatto percorsi dal misticismo creato dagli uomini e dai racconti su Hildegard. Questa serenità, che musicalmente si traduce in semplicità, è forse l'oggetto della continua riscoperta di interesse fatta da compositori e musicisti contemporanei nei confronti di quella donna: essi trovano in quella immacolata concezione iniziale una sorta di tavolozza di base per spunti e riflessioni personali completamente aggiornabili. Tra i tanti, uno dei compositori che si è interessato alla storicità di Hildegard è stato l'americano Robert Kyr (1952) che scrisse dei bellissimi mottetti spirituali in versione polifonica su testi della poetessa mai musicati (li trovi su Celestial Light, Telarc, vocal ensemble fornito dai Tapestry). Il riferimento di Kyr ad Hildegard non è casuale, perchè è espressione di una rinnovata visione che ha condiviso la coralità moderna, ossia quella nata nel periodo del post-moderno, quest'ultimo spesso impropiamente confuso con il polistilismo; Kyr ha trapiantato il trascendentale nella realtà di tutti i giorni, recuperando proprio la semplicità espressiva delle forme antiche, musicalmente innestandole nelle scoperte di secoli di coralità. Non c'è solo una riedizione della modalità della voce, ma è un coinvolgimento che crea abbinamenti musicali e testuali fra religioni diverse o lingue diverse, unite in una sintesi riconoscibile. Kyr ha equamente svolazzato su medievalità vocale (in particolare quella polifonica francese del 1300), sulla coralità barocca, nonchè in maniera non indispensabile sulla cultura attuale dedicata ai drammi religiosi rivisitati. Tutti elementi utilizzati a supporto di una visione armonica vicina agli stilemi della coralità americana nata nel novecento (Barber, Diamond).
Nella mia più completa ignoranza nei confronti delle sue composizioni sinfoniche (perchè mai registrate), sembra che la parte più interessante di Kyr stia non solo nella coralità, ma anche nella concertistica. Al riguardo la New Albion nel 2005 permise la registrazione di 3 cds rappresentativi del compositore, tra cui spiccava la Violin Trilogy, ossia tre concerti per violino, in cui quella spiritualità rinnovata di cui si accennava prima si mescolava tra austerità ed aperture; il secondo concerto in particolare vede l'ingresso di gamelan ed è indubbiamente infarcito di trascendenza orientale, in un disposto più teso a proclamare connubi piuttosto che teso a rigide separazioni. Un orientamento postmoderno che in pochi hanno saputo condurre nella rincorsa alla stratificazione di elementi musicali differenti (forse solo il Kronos Quartet o Glass è stato in grado di produrre equivalenti concetti).
Una delle prove più convincenti di Kyr arriva ancora da un trio di cantate in cui uomini o donne religiosi coraggiosi sono l'oggetto della trattazione: Santa Teresa di Avila o San Giovanni guidano il portentoso legame che unisce le qualità delle voci in coro: testi spagnoli, inglesi o latini si susseguono senza il benchè minimo sospetto di differenziazione, un'amalgama simile a quelli della chiesa cristiana prima della controriforma e di Monteverdi. "Songs of the souls", poi, sfrutta il contrappunto barocco di Bach, un contrappunto memore dei suoi oratori o della Passione, ma perfettamente attuale, in cui emergono tutte le qualità dell'ensemble Cospirare diretto da Craig Hella Johnson e dei due solisti Estelì Gomez (soprano) e David Farwig (baritono). 


Discografia consigliata:
-Violin Concerto Trilogy, New Albion
-Unseen Rain, New Albion
-From the circling wheel in Celestal Light, Telarc

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