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venerdì 29 agosto 2014

Un ottimo esempio di DSP: Rand Steiger


La manipolazione dei suoni digitali è uno dei campi che la musica sta sviluppando da tempo: sia nel supporto agli strumenti sia come mezzo unico di trasformazione dei suoni, essa si è costruita una prodigiosa letteratura di principi e "formule" che parte da Xenakis ed arriva ai compositori/musicisti odierni: i primi esperimenti di manipolazione posti in essere dal compositore greco ed effettuati su nastri magnetici, sono ancora considerabili come una magnifica realtà dello sviluppo delle tecnologie, sistemati agli albori delle tecniche di manipolazione dei suoni e in una realtà "virtuale" che all'epoca era tutta ingessata perchè in un'evidente sede embrionale. I pionieri della composizione assistita da regole matematiche si permettevano di fare esperimenti solo su macchine che permettevano il filtraggio o la manipolazione attraverso gli oscillatori. 
Oggi tra le tecniche di manipolazione dei suoni quella del DSP (digital signal processing) è diventata di uso comune: basta un personal computer in grado di ricevere una sorgente di suono, l'acquisizione digitale del formato ed un processore interno che tramite appositi software applicativi può effettuare delle vere e proprie operazioni matematiche su di esso: aggiungere o diminuire, moltiplicare o dividere sono funzioni pienamente condivisibili con il mondo reale della musica. Il DSP è un modo di ricostruire la musica che tuttavia segue un'impostazione scientifica: non venne creato solo per la musica, ma anche per la riorganizzazione di dati (si pensi alla marea di applicazioni nel campo delle misurazioni fisiche od economiche) per ottenere dati utilizzabili dalla ricerca. 
Non tutta la platea dei compositori ha però dimenticato gli strumenti musicali concentrandosi esclusivamente sulla pianificazione processata: molti hanno preferito abbinare la tecnica digitale alla strumentazione come nel caso dell'americano Rand Steiger (1957), che si distingue per la particolarità della sua ricerca tesa a ricostruire insospettabili ambienti naturali della musica. In alcune composizioni come Ecosphere (2002), Dreamscape (2005), Résonateur (2005) o A menacing plume (2011), Steiger, partendo dalle illuminazioni di base di Xenakis proprio nell'ambito orchestrale, e che individuavano tutto il mondo degli armonici, della microtonalità, della risonanza, etc., utilizza la tecnica del DSP per avvicinare il suono al suo spettro naturale (che naturalmente non è quello derivante dalla tonalità), un conferimento, che pur essendo frutto di un processo artificioso, conquista armonicità e organicità operando in simbiosi con gli strumenti veri.
Steiger mette a fuoco le potenzialità del DSP. Processare permette un miglioramento dei suoni degli strumenti che si protende attraverso alcuni parametri; calibrando dinamiche o intensità si può migliorare il grado di comprensione della prospettiva del pezzo, farci percepire le distanze e le prossimità alla fonte sonora, così come creare particolari effetti negli spazi multicanale (il movimento dei suoni) o creare delle particolari combinazioni degli armonici del riverbero (la densità).
Steven Schick (uno dei maggiori percussionisti contemporanei viventi) ha descritto alla perfezione il lavoro di Steiger ...."Something held coolly in the hand suddenly springs to life. In another moment, a vital arc of melody dissolves into mists. Everything is enshrouded in a bio-net of reminiscence, in a dream language we seem to know but have not heard....".
Steiger si è più sforzato di far comprendere la sua visuale acustica pienamente intrisa di un qualcosa di organico che può essere riferito alla scienza, alla biologia e di conseguenza ai comportamenti umani, ma è una costruzione per la musica, messa al servizio della composizione, per rendere essa più maestosa e di contenuto. Siamo di fronte a situazioni che riprendono concetti delle teorie acusmatiche (il computer è idealmente posto al centro degli ensembles durante i concerti, vedi qui Résonateur) ed ecologiche (l'organicità e il riferimento a temi naturali) sebbene non ci siano elementi effettivi di condivisione. Quello che colpisce di Steiger è la capacità di far convergere suoni "costruiti" con suoni "naturali" e confonderci irrimediabilmente le idee, proiettando una meravigliosa super-capacità degli strumenti musicali.

Discografia consigliata:
-Ecosphere: Music for instruments and electronics, Emf Media 2011
-A menacing plume, New World R., 2014

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