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sabato 1 febbraio 2014

Nuove dimensioni del bluegrass


Il Bluegrass è un simbolo distintivo della tradizione americana: quella confluenza di danze, melodie di importazione irlandese o scozzese e sincopi di origine afro-americana hanno determinato quello che io chiamo "flusso" sonoro di una rappresentanza etnica: violini gagliardi votati all'ornamento, banjo (tipico strumento di derivazione africana), mandolini (riaperti a nuova vita dopo aver raccolto l'eredità evaporata della scoperta napoletana), chitarre ed armonie vocali totalmente caratterizzate sono tutti elementi che hanno subito nel corso degli ultimi cinquanta anni numerosi revival; essi hanno fondamentalmente aperto la matrice originaria a contaminazioni in loco naturalmente aggiornate con lo sviluppo temporale della musica country e rock (ammesso che ce ne sia stata uno realmente sconvolgente). Ma il più evidente passo in avanti fatto dal bluegrass è stato certamente quello di aver aderito al filone "progressive" imperante ad inizio anni settanta: personaggi come Earl Scruggs, Jerry Garcia, David Grisman e molta parte del movimento southern-rock di quegli anni ne riprese le congetture originarie per portarle ad un livello successivo: i gruppi di Garcia, la Marshall Tucker Band, la parte Dickey Betts degli Allman Brothers sono alcuni degli esempi con cui si diede vita a quello che il bluegrass aveva acerbamente coltivato fino al quel momento, ossia la propensione alla jam session improvvisativa; in quel preciso istante la dilatazione dei brani costituiva motivo di orgoglio e di interesse poichè oltre a mostrare le particolarissime doti dei suonatori degli strumenti tipici (liberi da orpelli inquadrati nella funzione di sostegno delle composizioni), mostrava anche un fiero avvicinamento a generi maggiormente considerati nella scala dei valori tecnici.
Quei semi sostennero anche qualche sparuta bands delle generazioni successive (vittime di un cambiamento della realtà statunitense), finchè intorno all'inizio del nostro secolo c'è stata una nuova riscoperta del genere in pompa magna foriera di nuove formazioni elasticamente intagliate nella struttura (ormai piuttosto esplorata) del mainstream tradizionale americano. Una zona e un gruppo vanno menzionati soprattutto: il Colorado e i Railroad Earth, la cui fantasia nelle soluzioni strumentali ebbe un degno compimento nel favoloso pezzo storico che risponde al live doppio "Elko" del 2006; la traccia lasciata dai Railroad Earth ha costituito il picco di una riscoperta al cui interno si sono moltiplicate le emulazioni (Greensky Bluegrass, Yonder Mountain String Band o i validissimi The Infamous Stringdusters); questa circostanza ha comportato il proliferare di una serie di notevoli musicisti specialisti degli strumenti tipici del bluegrass. Ma questa volta l'idea del revival non è stata assoluta, partorendo anche nuove direzioni: forti dell'esperienza che il country ha subìto per effetto del movimento "depressivo" di qualche anno prima, sono sorte anche formazioni che hanno flirtato il sound con la musica pop, con il gospel o con il punk, rendendo diversa la lente critica con cui giudicare i loro prodotti musicali. Se in generale si può certo affermare che non si possa essere di fronte ad una novità stilistica, la singolarità percorsa da alcuni gruppi fornisce però valide alternative nei meandri dell'originalità: l'influenza della musica classica e contemporanea (che permea anche parte della formazione sempre più ricercata dei musicisti, una volta autodidatti) ha ridestato l'interesse a combinazioni sonore che si proiettano nel futuro e bands come quella dei Punch Brothers ne sono una dimostrazione: nel loro esordio "Punch" del 2007 hanno riproposto alcune delle qualità migliori del bluegrass (l'attitudine alla jam e l'effetto estetizzante delle armonizzazioni vocali) attaccandole ad una forma di cameratismo classico dalle sembianze cangianti e persino atonali. E' qualcosa di maledettamente puro a livello ideologico che rischia di passare inosservato nel mondo di quel genere di musica in cui si fa fatica ad accettare nuovi percorsi. 

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