Translate

sabato 25 gennaio 2014

Compositori da Stradivarius

La Stradivarius è, come noto, l'etichetta discografica guida per le registrazioni dei principali compositori italiani. Sebbene operante anche in un più vasto panorama di diversificate distribuzioni, la Stradivarius è di norma il posto dove poter ascoltare (e fissare come registrazione ufficiale) le vicissitudini di molti dei nostri compositori più apprezzati, nonchè esplorare le fatiche delle giovani generazioni italiche. Nel 2013 l'etichetta milanese ha pubblicato i lavori monografici di tre interessanti compositori del nostro paese: si tratta di Marco Momi, Federico Gardella e Daniele Bravi, tre autori accomunabili non tanto per i riferimenti stilistici, quanto per il fatto di essere espressioni mature della condizione compositiva odierna alla luce dei risultati raggiunti dalla musica contemporanea. Siamo in una fase in cui quest'ultima ha già costituito un patrimonio storico, dettagliatamente istituzionalizzato a favore degli utilizzatori, che corrono quell'ignobile rischio della mancanza dell'originalità (concetto invero da specificare caso per caso): questo però non toglie che si possano ricreare situazioni musicali emotive con differenziazioni nelle combinazioni dei suoni già conosciuti. Se è vero che il lascito storico dei maggiori compositori contemporanei (da Stockhausen agli spettralisti) e l'allargamento degli orizzonti sonori compiuti da più recentemente da Lachenman e Sciarrino (tramite nuove scoperte applicate agli strumenti) sono elementi di analisi difficilmente ampliabili, è anche vero che la creatività di un compositore può rivelarsi anche adoperandosi per combinazioni di suoni che colpiscano l'unico ed essenziale obiettivo della musica, ossia quello della subdola capacità di rappresentare situazioni, oggetti e stati d'animo. Così come la classica tradizionale o il post-moderno partorisce compositori che aggiornano vecchi pensieri mirabilmente, lo stesso può prodursi nella contemporanea, con un vantaggio in più, costituito dalla naturale forma della composizione che si presta alle concezioni immediate delle arti. E' in quest'ottica che vanno analizzati i lavori dei nostri compositori. 

La raccolta monografica "Almost Pure" di Marco Momi (1978), ci introduce nel mondo del compositore perugino, ormai già ricco di esperienza e preparazione: Momi è anche co-fondatore del blog "/nu/thing", un serio agglomerato di considerazioni estetico-musicali effettuato da un pool di compositori, divenuto viatico per un invito all'ultima Biennale di Venezia. In Momi la caratteristica marcata è la diversità dell'approccio creativo: in buona parte delle sue opere il tentativo è quello di instaurare un rapporto con i suoni di tipo interattivo o meglio ecosistemico, in ossequio alle tante teorie (non solo appartenenti al mondo musicale) che propongono un ritorno all'ascolto sinergico non superficiale*, dove l'ispirazione è frutto di un'analisi non riflessiva o descrittiva sui suoni, è un concentrarsi sull'immagine e sui riferimenti materiali diretti che essa produce. Il set di cinque parti di "Iconica" (qui riprodotto per la prima e la terza parte vocale), eseguiti dal collaudato Mdi Ensemble diretto da Marino Formenti e dai Solistes XXI guidati da Rachid Safir, è un tentativo di posizionarsi su questa lunghezza d'onda, facendo, come dice lo stesso Momi, un grosso sforzo immaginativo; ma è "Cinque nudi", composizione per sassofono tenore e pedaliera (presa in prestito dal settore chitarre), il capolavoro che affascina per la capacità evocativa dei suoni.

Anche "Livre d'arabesques" di Federico Gardella (1979) è un'ode al fascino dei timbri, alle dinamiche equilibrate tra gli strumenti e le pause silenziose che si insinuano nella partitura: in questa condizione sospensiva si può aggiungere un ulteriore fattore che contraddistingue il compositore milanese e cioè la sua versatilità maturata nei confronti della pragmaticità orientale che sembra costantemente farsi presente nelle instillazioni umorali della composizione. Sarà stato anche questo elemento ad argomentare le ragioni delle preferenze di Hosokawa, che gli è valso l'importante premio del Toru Takemitsu 2012, fatto sta che il livello della ricerca sull'ottenimento dei suoni è alto anche nel suo caso specie per ciò che concerne il comparto strings: oltre alle sensazioni fluttuanti di "Livre d'arabesques" per oboe ed ensemble (Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli), qui la menzione è per gli abbinamenti speciali di "Island", composizione a quattro movimento per cello e piano, dove si impone un dialogo misterioso e complice tra i due strumenti, musicalmente studiato dietro evidenti immagini costruite nella mente del compositore e "Nebbiae" per ensemble, in cui si apprezza la saggezza dei particolari sonori (dai soffi nei fiati che simulano vento nebbioso o comunque difficoltà di movimento, agli inserti degli archi che punteggiano gli avvenimenti).    

Di notevole presa sono anche le vedute di Daniele Bravi (1974) nel suo "Del vero e del falso": dotato della presenza di esecutori illustri (l'Arditti String quartet, Matteo Cesari, Donatienne Michel Dansac, Ensemble Vide, tra gli altri) è soprattutto nella composizione che dà il titolo alla raccolta monografica che si presentano elementi oggettivi di vero interesse: una dinamica esposizione musicale con uno sfondo che sta l'inquisitorio e la rigidità del tempo, in cui probabilmente si vuole fornire un concetto diverso dall'apparente contrapposizione dei due termini: sono meditazioni di ottica personale che offrono uno spaccato a volte incalzante, a volte dolente e remissivo, delle conseguenze delle nostre azioni; cosi come le "Lettere dal manicomio: il lamento del Tasso" composizione per voce e piano, si distingue per l'interiorizzazione delle vicende attraverso lo schermo del turbamento espresso dall'autore. 


________________________________
Nota:
*nel mondo della musica si pensi alle teorie di Murray Schaeffer sul rispetto biologico-ambientale degli aggregati di suono o anche agli esperimenti in vitro da stanza compiuti da Di Scipio.
  




Nessun commento:

Posta un commento