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giovedì 19 dicembre 2013

Tendenze recenti dell'American rock music

Imbarcandosi tra le nuove tendenze depressive della american music partite dagli anni novanta, le nuove generazioni di rockstars si sono mosse in maniera sempre più lontana dalla schiettezza di molta musica tradizionale (per intenderci, quella che si trova sparsa in tanti centri minori del sud degli Stati Uniti), per abbracciare un vistoso afflato "pop": partendo dalle espressioni migliori di questa particolare evoluzione, gente come i Wilco, Ryan Adams e più recentemente Brandi Carlile, hanno rispolverato un suono effervescente con determinate caratteristiche ben diverse dai Guy Clark, Neil Young o Johnny Cash del tempo che fu. Appresa la tecnica degli incastonamenti "perfetti" tra chitarre, voci e strumenti ritmici, questi prodotti pescano quasi sempre in una tematica autobiografica, che esprime situazioni che gli stessi hanno vissuto spesso in maniera dolorosa. Sono temi della vita sociale di oggi che restituiscono per forza di cose un'America completamente diversa da quella di trent'anni fa, ma che dal punto di vista musicale creano confusione, perchè operazioni formalmente corrette hanno bisogno di maggiore autenticità per imporsi. Il dubbio di un cambiamento radicale nell'interpretazione della tradizione rock è qualcosa di più di una affermazione: il rock (ossia quel genere che al suo interno germina di tutti i sottoinsiemi delle tradizioni statunitensi, dal blues alla musica di campagna, dal folk al rock'n'roll) non può prescindere dall'apporto dell'ideologia e del rispetto del passato; è proprio quello che manca oggi nel genere "americana" (così come viene chiamato oggi), dove accanto ad un inevitabile processo di generalizzazione della parte "anziana" della tradizione, che viene incontro solo per via di una scontata formazione musicale, viene unito un indirizzo pressante che proviene dai gusti delle folle, quelle cresciute nell'era della comunicazione sociale interplanetaria e che abbisognano di un più addolcito legame con i valori e le tradizioni popolari. 
Una delle cose più strane e francamente inspiegabili in un paese mentalmente attivo come gli Stati Uniti, è perchè le tradizioni non si siano efficacemente miscelate con l'approfondimento imperante proveniente dall'elettronica*: pur essendoci dei casi embrionali ed isolati di queste strutture, gli elementi esterni alla piena verginità della musica americana sono stati quasi banditi, nemmeno di fronte a presenze importanti e di successo come i Wilco ad es., che in alcuni episodi della loro carriera hanno tentato questa impervia ma eccitante strada di prospettive. Sono ancore le folle che guidano in maniera indiretta le menti dei musicisti dell'american music? 
Un esempio recente della divaricazione sapiente delle tendenze della musica americana può rinvenire nelle esperienze musicali incrociate della cantante Brandi Carlile e del gruppo che apre i suoi concerti, The Lone Bellow, recentemente incensato per via del loro primo vagito discografico che ha stimolato di conseguenza la mia curiosità interpretativa: se Brandi ha imposto un suo efficace stile in cui risaltano caratteristiche del suo dna musicale perfettamente in sintonia con i tempi "rough" attuali (un esempio di originalità che potrebbe essere una lezione per molti dei nostrani cantanti rock), l'esordio dei Lone Bellow mostra un percorso ancora lontano da quella franchezza artistica che è l'elemento fondamentale per poter ottenere un passaporto valido a svincolarsi da quel fardello costituito dal tessere in maniera anacronistica le tele della tradizione. Se dev'essere un prodotto moderno e di successo, esso non può perdere di vista la genuinità della proposta, perchè se è vero che vi sono eccezioni al principio di condivisione successo=scarsa qualità artistica, è anche vero che sono necessari elementi che possano donare a quel prodotto quei caratteri unici, cellularmente riconoscibili, che costituiscano ponti efficaci tra le "sintonie" migliori di passato e presente del genere tradizionale. 

Nota:
*vedi al riguardo i miei pensieri su uno dei generi costitutivi dell'american music, ossia il country nel mio articolo Nuove prospettive della musica country 

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