Translate

venerdì 20 dicembre 2013

Rolf Riehm


La prima composizione che ha imposto il nome di Rolf Riehm nella comunità della contemporanea è stata Gewidmet nel 1978: il pezzo trattava della storia di Hanns Eisler, uno dei primi compositori a comporre nella tecnica dodecafonica di Schoenberg e noto per aver scritto per Bertold Brecht, un artista che si dedicò al socialismo marxista e alle parodie giornalistiche. Basandosi su questa figura molti erroneamente ne trassero che Riehm avesse mutuato le sue caratteristiche dal punto di vista musicale. Soprattutto quello che ancora oggi viene rimarcato è il carattere "politico" delle sue composizioni, un concetto invero assai diverso da quello che usualmente si potrebbe pensare (fazioni, prese di posizione nette, schieramenti): se per politico si intendono le manifestazioni di pensiero di un uomo senza partito che le esprime attraverso la musica, solo allora la definizione è appropriata. 
Riehm gode di una considerazione che stranamente non ha raggiunto gli stessi livelli di Boulez o Lachenmann (ai quali è stato accostato), molto probabilmente in virtù di un equivoco sulla radicalità della proposta, ma è sicuramente compositore che ha da sempre esibito un suo idioma musicale perennemente riferito alle metafore dell'arte e al modo con cui esse possono trovare spazio nell'ascolto. La musica, tra le arti, è quella che ha bisogno di funzionare in maniera indiretta nell'immaginario della mente umana, perchè dalla percezione dei suoni è necessario arrivare a delle verità della vita che poesia, letteratura, pittura, etc. rendono immediatamente evidenti. Gewidmet, basandosi su punte di espressionismo impuro, nel suo incedere musicale, sembrava proprio puntare a quelle rappresentazioni sintetiche della stampa socialista testimoni delle condizioni di difficoltà del popolo e che furono anche oggetto dell'attività di un ciclo di song cycle di Eisler. 
Si parlava di impressionismo impuro, poichè il mondo musicale di Riehm mostra acquiescenza anche ad altri elementi: si scorgono tracce di romanticismo come flashback di pezzi di sinfonie concertanti alla Bruckner o Mahler, strane riedizioni della coralità e un cocente richiamo ai contrasti (o punti di svolta) come fattore primario per una corretta interpretazione musicale del suo pensiero. Si, perchè il fascino di Riehm sta nel coacervo di proiezioni di pensiero che abbracciano un ampio spazio di argomenti che vanno dai concetti metafisici o matematici ai racconti dolenti della mitologia greca, dalla crudeltà delle fiabe alla sensibilità verso l'ambiente: si pensi ai tanti riferimenti indirizzati alla poetessa danese Inger Christensen, una delle più ardite applicatrici del sistema delle sequenze di Fibonacci, in cui le "svolte" (magnificamente espresse nel suo Alphabet) si materializzano seguendo il percorso che, partendo da una riga della prima sezione arriva alle seicento dell'ultima; oppure ai frequenti richiami alla storia di Orfeo, il cui racconto tragico, frutto di una serie di continui avvicendamenti scenici (le continue peripezie di Orfeo per riabbracciare Euridice, fino alla morte) sono espressione di stacchi violenti e secchi che ben si coniugano con i "contrasti" musicali che ne devono assicurare l'intelleggibilità musicale.
Dal punto di vista discografico ci è voluto parecchio per ottenere registrazioni ufficiali delle sue composizioni, forse frutto della controllata considerazione avuta da certa critica che incredibilmente lo ritiene ancora un outsider: in linea di massima le composizioni di Riehm venivano spesso inserite in compilazioni di varia natura (quelle relative al festival di Donaueschingen, quelle di Anzellotti e del duo Hilker/Lillmeyer, dedicate alla fisarmonica e alla chitarra rispettivamente), ma vi era un evidente sottopeso anche per l'attività orchestrale. Questa lacuna è stata parzialmente riempita grazie ad un cd della Cybele Record (Orchesterwerke: He, très doulz roussignol joly, Schubert Teilelager, Die Erde ist eine Schale von dunkelm Gold) e un successivo pubblicato nel 2011 dalla Telos R. (Rolf Riehm OrchesterwerkeDie Tränen des GletschersNuages immortels oder Focusing on Solos (Medea in Avignon)/ Berceuse).
Adesso è la Wergo che pubblica un paio di composizioni recenti del tedesco che possono ben delinearsi come una sintetica ma efficace visione dei due campi di azioni principali del compositore, ossia l'attività orchestrale e quella profusa per singoli strumenti: stavolta l'attenzione è rivolta al piano con due istituzioni della musica: "Hamamuth - Stadt der Engel", composizione per piano solo, è nelle mani di Nicolas Hodges, mentre la SWR Sinfonieorchester di Baden Baden-Freiburgo condotta da Beat Furrer, si occupa di tradurre i pensieri di "Wer sind diese kinder". Entrambe scritte pensando alle vicissitudini della guerra in Iraq e all'intensità delle devastazioni delle operazioni militari, confermano le straordinarie qualità artistiche di cui ho parlato prima, fornendo un'ulteriore enfasi su quel processo di denuncia "implicita" del compositore sugli avvenimenti, che si sostanzia in particolari concentrazioni di energia strumentale, in amari repechage romantici o in costruzioni semantiche che si svolgono con la lingua dei posti. 


Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.