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sabato 23 novembre 2013

Quelle tradizioni che non si dimenticano mai: il caso della composizione bulgara

Uno dei problemi più scottanti dal punto di vista musicale in Bulgaria è stato quello del cambiamento delle tradizioni popolari storiche di quel paese: erroneamente valutato come un sottoinsieme russo, in realtà, ha sempre avuto una propria autonomia di pensiero e di opinioni anche nelle arti. In ritardo rispetto a tutta l'Europa per così dire principale, la Bulgaria ha visto nascere le prime scuole nazionalistiche solo agli inizi del novecento: si è partiti dal folklore per poi abbracciare gradualmente le intersezioni di esso con la composizione occidentale e costruirne un patchwork sonoro di condensazione. 
La particolarità della tradizione musicale bulgara non è cosa che può essere trascurata: basata su un dna che racchiude al suo interno soprattutto l'influsso balcanico ma con punte di orientalismo, essa si distingue per la varietà delle metriche e dei tempi. Quando Pancho Vladigerov, assieme ad un manipolo di altri compositori*, fondò la Bulgarian Contemporary Music Society nel 1933 (l'equivalente bulgaro del gruppo dei cinque in Russia o degli altri movimenti nazionalistici europei), l'impegno profuso nel costituire una società elitaria in cui le tradizioni avessero un ruolo determinante non subì un deterioramento nemmeno quando, qualche generazione più tardi, i nuovi compositori bulgari sperimentarono la frammentazione sonora tramite le nuove tecniche compositive, dall'atonalità e serialismo fino alle forme di Cage. Anche in quei frangenti, mutando la prospettiva di gran parte dell'Est europeo musicale, questi compositori si sono lasciati trasportare da una visione più moderata della pesante rottura ideologica provocata dalle frange più oltranziste della contemporaneità, dando comunque l'evidenza "etnica" nella loro musica. Quella associazione nata nel 1933 si trasformò nell'attuale Unione dei compositori bulgari, un organismo che accomuna la quasi totalità dei compositori del paese a prescindere dalle variazioni stilistiche presenti in ciascuno di loro.
Le tendenze moderne della musica popolare bulgara sono state aspramente criticate dai circoli culturali ed intellettuali del paese, poichè sembra che queste, importando elementi di volgarità e semplificando le procedure, abbiano reso disponibile più che un "flusso" un "prodotto" da esibire come cartoline da viaggio (si fa riferimento a molto etno-pop): se la purezza delle tradizioni è purtroppo stata minata da un qualunquismo musicale che trova appoggio anche in teorici dell'ultima ora, nel campo della musica classica e contemporanea, esse sono ancora un pressante costrutto formativo dei nuovi compositori: negli ultimi quindici anni le principali etichette bulgare in materia (Balkanton, Bulgarian National Radio e Gega New) si sono prodigate per stampare su supporto discografico molta della musica bulgara importante che era rimasta sulla carta: la Gega New, in particolare, ha anche cominciato a rendere disponibili alla fruizione normale degli ascoltatori anche parecchie interessantissime partiture che provengono dai compositori bulgari moderni (considerando per moderno il periodo che inizia intorno al 1950). Al riguardo, per sostenere un progetto culturale a scopo conoscitivo presentato dal Soros Center for the Arts e il Bulgarian Music Information Center, si sta procedendo ad una serie di lavori di ricognizione storica del patrimonio musicale classico recente della Bulgaria, che è giunto alla sua terza parte, con registrazioni dei principali compositori del paese sotto il nome di "Contemporary Bulgarian Composers": queste registrazioni, che sembrano essere divise anche sotto il profilo della tipologia delle forme compositive (liturgica, chamber music, orchestral music, etc.), colgono bene gli idiomi di cui si parlava prima, mettendo in evidenza l'unicità del profilo di questi compositori. 
Nel volume #3 appena pubblicato, scoprirete nuove modulazioni del "flusso" di Vladigerov, che vanno nel senso di una rinnovata creatività dei motivi bulgari e dove si scopre l'assoluta trascuratezza che ha accompagnato il mondo classico nei confronti di questi uomini che negli ultimi 40 anni hanno invece, nella più ampia e dignitosa riservatezza, offerto spunti tutt'altro che secondari.

Discografia consigliata
-Folk Rhythms from Bulgaria, Vari su Balkanton o Bulgarian Folk dances, Vari su Gega New
-Music of Bulgaria, Koutev & The Ensemble of the Bulgarian Republic, Nonesuch (pare uno dei dischi preferiti di Zappa)
-Pancho Vladigerov: Chamber Music, Hungaroton/-Bulgarian Impressions: Complete works for piano duo, Cpo R.
-Dimitar Nenov: Concerto for piano & large orchestra, Toccata for piano, Rousse P.O., Bulgarian National Radio.
-Vesselin Stoyanov, Piano concerto n.2 & 3, Orchestra Bulgarian National Radio, BNR
-Contemporary Bulgarian Composers, vol. 1, Spassov, Prayer Chants, Gega New
-Contemporary Bulgarian Composers, vol. 2, Kandov, Tanev, Pironkoff, Djourov, Gega New
-Contemporary Bulgarian Composers, vol. 3,  Zaimov, Vodenitcharov, Pervazov, Poturlian, Petkov, Tsenova, Gega New
-Contemporary Bulgarian Piano Music, Arnaoudov, Kandov, Spassov, Goleminov, recital al piano di B. Vodenitcharov, Gega New
-Emil Tabakov, Symphony n. 3, Astral Music, Balkanion/ -Concerto for 2 flutes, Piano Concerto, Naxos

Nota:
*gli altri erano Petko Staynov, Dimitar Nenov, Vesselin Stoyanov, Andrey Stoyanov, Lubomir Pipkov, Assen Dimitrov e Tzanko Tzankov.

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