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venerdì 18 ottobre 2013

Philippe Hersant: Clairvaux, Instants limites

 
Tra i più affascinanti compositori francesi degli ultimi vent'anni, Philippe Hersant (1948) è da tempo che ha mostrato le sue doti: dagli atteggiamenti modesti, Hersant ha un originalissimo impianto compositivo, molto riconoscibile, che si basa su una particolare configurazione delle voci e strumenti: attivo soprattutto nella coralità in cui nutre una padronanza creativa indiscutibile dei mezzi, Hersant in verità ha scritto molto e in maniera diversificata (dalla concertistica alla musica da camera, dal teatro all'opera) mettendo in campo tutta la sua edulcorata passione per la letteratura (non si dimentichi che è laureato in lettere moderne). Due sono le vitali differenziazioni musicali: la prima riguarda la vocalità e ragiona sul concetto che essa non vada solo usata in funzione spirituale ma possa costituire la base per un approccio valutativo dell'espressione umana fatta in maniera non contemplativa; l'uso di incroci vocali improvvisamente smorzati nei toni, le estemporanee ma ricorrenti climatizzazioni che hanno quasi più il sapore della denuncia e dell'ostentazione che della preghiera, le modificazioni concrete alle regole dell'a cappella, sono gli ingredienti che si interpongono nella struttura armonica corale tradizionale, rendendola perfettamente funzionale alle esigenze espressive circa gli argomenti trattati. Il secondo elemento risiede nell'interazione tra il coro e gli strumenti, o tra lo strumento scelto come protagonista e il resto dell'orchestra: vi è una palese divaricazione delle parti che proietta il musicista prescelto allo scopo, in una sorta di corridoio alternativo, una voluta estranazione dal tema principale che suona amena all'ascoltatore; pur nella sovrapposizione formale il solista si allontana in un tema decadente che sembra non aver nulla a che fare con la trama principale, quasi come se il compositore volesse mettere assieme da una parte la realtà centrale del mondo o degli avvenimenti trasferiti in musica e dall'altra la tetra solitudine esistenziale dall'altra (come un rassegnato musicista che suona incapsulato nelle pareti della sua stanza). Partendo da questa idea di "sdoppiamento" sonoro, Hersant ha scelto di cimentarsi nelle composizioni in solo per strumento scrivendo in maniera proficua solo nel momento in cui ne ha potuto comprendere pienamente le dinamiche, privilegiando le capacità risonatorie in tutta la scala e nelle tecniche, elementi che tanto piacciono anche agli improvvisatori (Hersant dedicò la creazione scenica nel 1989 di Melancholia 4 piecés pour contrabbasse a Joelle Leandre).
Sono queste splendide intuizioni che troverete anche nell'ultima raccolta musicale incisa per la Aeon R. intitolata "Clairvaux - Instants limites", dove l'autore si è impegnato a trasferire in musica le urgenze delle anime carcerarie, rimanendone profondamente scosso ed innamorato: la composizione che dà il titolo al cd (specificatamente indirizzata alla realtà delle prigioni) viene affiancata con altre sue precedenti che ben si adattano a quel clima. L'invito, da parte mia, è quello di iniziare a fare la conoscenza di questo compositore (per chi non l'avesse ancora fatto) che forgia implicitamente la sua musica come una sorta di coscienza recondita degli uomini, dove l'aderenza ai temi (religiosi o letterari) sa battere le strade della sorpresa e dell'emotività.   

Discografia consigliata:
-Instants limites: Wanderung, Désert, Nostalgia, Niggun, Instants limites; Pascal Gallois, basson, Jean-Luc Menet, flûte, Régis Pasquier, violon, Ensemble vocal Aedes, Direction : Mathieu Romano, Aeon
-Clair Obscur, Simonpietri, Ensemble Vocal Sequenza 9.3, Plubeau, Decca
-Choral Music: Poèmes chinois, Der Wanderer, Le chemin de Jerusalem, Psaume 130 (Aus tiefer Not) Corinne Durous, piano, Christine Plubeau, viole de gambe, Michel Bourcier, orgue.. Chœur de chambre Les Eléments, direction: Joël Suhubiette, Erato/Virgin C. 
-Éphémères et Musical Humors, Éphémères, par Alice Ader, piano, Musical Humors, par Arnaud Thorette, alto et l'Orchestre de Paris-Sorbonne, direction : Johan Farjot, Disques Triton
-Musiques à un, deux ou trois Trio, Huit duos pour alto & basson, In the dark, Six bagatelles, Pavane, Apparitions, par J. Farjot, A. Thorette, J.M. Fessard, P. Colombet, R. Merlin, G. Audin, B. Lopez, F. Bihan & F Guérouet. Disque Triton
-Concerto pour violoncelle n°2, Heathcliff (suite d’orchestre tirée du ballet Wuthering Heights), Cyrille Tricoire, violoncelle. Orchestre National de Montpellier, direction Juraj Valcuha et Daniel Kawka, Accord
-Concerto pour violoncelle, Nachtgesang, Mouvement, Pavane, Lebenslauf  (Siegfried Palm,violoncelle, Alice Ader, piano, Sharon Cooper, soprano, Pierre-Henri Xuereb, alto.) Ensemble Alternance, direction: Arturo Tamayo, Harmonia Mundi

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