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sabato 14 settembre 2013

Un'applicazione della computer music: la sonificazione


I recenti sviluppi dell'informatica musicale sembra si stiano concentrando anche sui rapporti con la fisica o la scienza in generale: è noto come da tempo si parli di processi di sonificazione dei dati di un fenomeno ed è di dominio pubblico l'esperimento che ha portato alla scoperta del bosone di Higgs, una particella minuscola a cui, grazie all'intervento di poderosi software capaci di immagazzinare quantità fantastiche di dati, è stato dato un "suono". La sonificazione, ossia quel modo di considerare eventi fisici che dopo opportuna rilevazione matematica e statistica possono essere trasformati in musica, è in realtà un processo che a ben vedere può essere applicato a tutti i campi dell'arte: senza pensare di entrare in un mondo della fantascienza si potrebbe "musicare" una scultura, un quadro d'autore, un spazio architettonico, etc., solo prendendo in considerazione dati rilevanti e attuando un'assegnazione in note per ogni dato elaborato. La musica contemporanea ha già fornito dei precursori in questa materia: pensate ad Atlas Eclipticalis o agli Etudes Astrales di John Cage, ricavati dalla mappatura delle stelle o a "The earth's magnetic field" di Charles Dodge che, attraverso i primi elaboratori catturò i suoni fisici degli agenti atmosferici tramutandoli in suoni meccanici, e poi più recentemente a Bob L. Sturm di "Music from the ocean" che piazzò microfoni su boe sottomarine per sviluppare i fenomeni oceanici e dargli una connotazione scientifica e sonora*.
Gli esperimenti di sonificazione sembrano aver avuto negli ultimi anni un'accelerazione e quello a cui si faceva riferimento prima (il bosone di Higgs) è una delle tante manifestazioni d'interesse che provengono dal pensiero più ardito di pseudo-musicisti (a metà strada con lo scienziato) che da più parti del mondo proiettano con molto orgoglio una serie di suoni, anche traslati su più strumenti (piano, vibrafono, basso, etc.), che al momento hanno tutte le caratteristiche di suoni digitalizzati ancora poveri in termini di realizzazione artistica specie se rapportati alle magnifiche traslazioni sonore di Cage e ai droni di Dodge e Sturm: questo induce a pensare che c'è ancora molta strada da fare nel perfezionamento del sistema musicale, specie sul terreno che sposa la corrispondenza tra dati e risultati sonori invertendo il rapporto che invece sembra essere già rodato in altri campi di utilizzo; si pensi ad esempio al campo medico o economico dove le applicazioni della sonificazione sembrano già dare dei risultati: è nota tutta la raccolta mondiale di dati (ottenuta tramite accessi in reti informative) che è stata utilizzata per generare suoni che possano allertare su potenziali insofferenze riguardo a malattie da combattere preventivamente, oppure per rimanere nel nostro paese, al lavoro fatto da Fabio Cifariello Ciardi, compositore romano, che ha imbastito un sistema (che ovviamente è prima grafico e poi musicale) per dare un suono alle quotazioni delle borse valori (sue le composizioni Nasdaq Voices, installazione audio-video in tempo reale e Nasdaq Match 2, concerto per pianoforte e dati finanziari). 
Tuttavia dalla prospettiva musicale c'è un punto interessante che deve essere preso in considerazione e cioè quello che tutte le tecniche di sonificazione si basano su modelli musicali liberi: quando prima si parlava di Cage, Dodge o Sturm si faceva riferimento comunque all'alea, alla casualità o a processi seriali in cui la tonalità è un sogno remoto e tale indeterminatezza nelle regole può essere applicata anche alle nuove sperimentazioni. Questa prospettiva implica a ben vedere una similitudine con le regole dell'improvvisazione libera, poichè con essa condivide molti aspetti: strutture metriche e ritmiche, armonia, le complessità delle textures, le interazioni, etc. sono tutte immerse nello stesso apparente caos di riferimento dei musicisti della free improvisation (dove è naturale includere anche i compositori oltranzisti contemporanei); in un mondo di piena libertà come è quello improvvisativo, la sonificazione sembra aver posto lì le sue radici, adoperandosi per acclarare l'idea di trovarsi di fronte alla musica del futuro che purtroppo soffre al momento la psicosi dell'autoreferenzialità, ma con la speranza che non sia ancora per molto: come da tempo afferma il compositore americano Rzewski, sarebbe opportuno evidenziarla come contorno necessario di manifestazioni pubbliche (elezioni politiche, apertura delle annate accademiche, militari, etc.) o private (come sottofondo audiovideo nelle pause lavorative delle aziende, nelle sale di attesa, etc.) che grazie al supporto visivo darebbero maggiori stimoli di approfondimento all'ascoltatore anonimo o casuale. 


Nota:
*la triade di pionieri è evidenziata nello studio del professor Michael Pelz-Sherman nel suo imprescindibile lavoro presentato in un workshop sull'argomento a York nel 2007 "Suggested applications of Musical Improvisation Analysis to Sonification"

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