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venerdì 27 settembre 2013

FPR: All at once

Tre musicisti d'eccezione in questo estemporaneo trio chiamato FPR: Frank Gratkowski, Philip Greenlief e Jon Raskin. In "All at once" i tre si misurano con un paio di approfondimento della free improvisation: 
1) il rafforzamento dello strumento, in questo caso la famiglia dei sassofoni;
2) la ricerca di "sonicità".
In merito al primo punto (che trascende dalle sperimentazioni di Braxton), lo scopo è quello di creare attraverso la ruvidezza delle voci di sax un quadro espressionista, una sorta di urla scomposte che delineano un'esigenza urgente: in tal senso le veementi "No name" o "Likewise" denotano anche un progetto teso ad un'interazione organizzata che va oltre l'improvvisazione e si insinua nel regno delle microtonalità.
Quanto al secondo punto l'obiettivo è raggiunto con un paio di splendide esibizioni: "Cirrus/Webern" è una splendida dimostrazione di cosa si può fare con tre voci diverse intelligentemente combinate: i tre musicisti si riconoscono in una di quelle aree della memoria del compositore austriaco Webern che pare fosse un'amante delle trasformazioni naturali; qui l'estasi viene riferita alle particolari formazioni di nuvole, i cirrus, che appaiono nel cielo come filamenti bianchi o arancio a seconda dell'arrivo o dipartita dei raggi solari. Il brano rivela un forte appeal sorreggendo i suoni di una ipotetica "visione" itinerante di un viaggio che festeggia le sublimi variazioni esercitata dalle forze naturali. 
Viene riproposta in una versione concisa anche "Sound" di Gratkowski, dove i tre sassofonisti posti in parti diverse dell'ambiente sonoro impostano droni di suono (quasi totalmente al buio) cercando di ricavare nuove percezioni di ascolto dalla spazialità dei suoni. 
Un vero avamposto dell'improvvisazione!

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