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sabato 13 luglio 2013

John Cage: Al di là della musica


La celebrazione delle opere di Cage sembra aver avuto un nuovo impulso negli ultimi anni: nonostante Cage sia ancora oggi contrastato da molti suoi colleghi che lo hanno da sempre visto come un inesorabile mortificatore della capacità compositiva, ve ne è un'altra che al contrario lo adora e lo ritiene un punto cardine per il progresso musicale. Sono stato attratto da un libricino di circa 50 pagine, intitolato "Cage - Al di là della musica", brossura rientrante nella collana della Mimesis, in cui viene pubblicata un'interessante intervista fatta al compositore al compiere dei suoi 70 anni da Stephen Montague; il tutto è preceduto da una prefazione di Giacomo Fronzi, musicista e ricercatore di Estetica presso l'Università del Salento, già autore di altri saggi su materie filosofiche intrecciate con la musica. Fronzi, riprendendo le idee di Sanguineti, rimarca il ruolo di Cage come "modello di resistenza attiva non violenta", dove la musica e le arti compiono un processo di miglioramento della comunità, in cui viene affermata l'arte della socialità e non quella politica (da Cage odiata) e l'anarchia artistica è totalmente al servizio della comunità: libertà estrema come metodo per eliminare egoismi, costrizioni e frustazioni della mente. E' una conclusione che può far discutere oggi, perchè molto idealistica e di difficile attuazione, ma era probabilmente uno di quei ideali senza barriere che spingeva Cage a compiere le sue innovazioni. In questa intervista, Cage, che ha già preso coscienza della sua sopraggiunta importanza nei confronti dell'audience, costruisce un bel ritmo da botta e risposta, allargando la materia di conversazione anche sulle sue ulteriori passioni (segno di una pluridirezionale creatività espressa in più campi), e cioè sulla botanica e la macrobiotica oltre che sulla musica di Eno e Satie e sul sentimento di vicinanza e di correlazione dei grandi compositori della musica. In verità non c'è solo questo piccolo libro che desta interesse, ma anche nuove pubblicazioni discografiche e nuovi video che suscitano uguale curiosità: la Mode Records, che sta da tempo raccogliendo una sorta di corpus musicale unico sul compositore americano in più volumi, ha pubblicato i volumi 47 e 48, di cui il primo è un cd/dvd e riunisce tutti i lavori fatti da Cage all'organo ("Works for Organ"), mentre il secondo è un dvd con due performances di "Variations V" in cui assieme a Tudor e Mumma e al corpo coreografico di Merce Cunningham viene mostrata la storica realtà delle interazioni interdisciplinari tra musica sperimentale e arti visuali.
Soprattutto in relazione ai lavori per organo, si segnala la presenza di "Organ²/ASLSP (As SLow aS Possible)" famoso brano di Cage che potrebbe stare di fianco a 4'33" per come acquista rilevanza l'idea e la performance artistica; anzi l'unica cosa rilevante è proprio la performance: un'organo che suona in maniera permanente, situato nella St. Burchardi Church di Halberstadt nella Germania Centrale, e che si compone di una partitura fatta di sonorità quasi in stile mantra tibetano che praticamente viene superdilatata nei tempi di esecuzione, e fissata per 639 anni (quindi finirà nel 2640); un pezzo improponibile, che comunque qui viene riproposto solo per 32 minuti. A questo magistrale senso infinito del tempo reso dal suono, Cage ha solo imposto un cambiamento di stato a determinate date (le prossime due sono il 5 ottobre di quest'anno e poi il 5 settembre del 2020).

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