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sabato 29 giugno 2013

Le simulazioni di Gloria Coates


Il riconoscimento della personalità artistica di un compositore/musicista spesso è immediato: bastano pochi minuti per sapere chi abbiamo di fronte. Nel caso della compositrice americana Gloria Coates (da tempo vivente e operante in Germania) non c'è dubbio che quel principio viene riesumato: partita negli anni sessanta nell'àmbito della musica contemporanea, la Coates aveva già sviluppato una composizione "personale", basata sulle forme elaborate e moderne implementate soprattutto sui quartetti per archi, in cui un posto realmente inesplorato (quantomeno nelle soluzioni) rivestiva la forma del glissando: questo effetto sonoro ottenuto strisciando le dita sulle corde dello strumento era stato portato a magnificazione in quegli anni da Xenakis (che giustamente ne intravedeva le grandi potenzialità espressive), ma nelle mani della Coates diventò uno strumento di interpolazione con la tradizione: mentre Xenakis propinava dei glissando integralmente slegati da contesti accademici conosciuti, la Coates permetteva intromissioni del passato. Su questa base Coates costruì un suono, che pur essendo Bach o Beethoven nel suo impianto scheletrico sottinteso, abbracciava varie costruzioni della contemporaneità e soprattutto fondava il suo impulso innovativo in quegli andirivieni microtonali sulle corde. Per intederci, niente classicismo, qui si rimane sempre confinati nell'atonalità delle proposte, solo sprazzi inevitabili degli strumenti. La compositrice americana, che grazie alle registrazioni della Naxos ha avuto finalmente la possibilità di ricevere un maggior riscontro, oggi viene considerata come una delle poche donne che nelle fatidiche due prove della musica classica, può fregiarsi di rivestire oggi un peso quantitativo e qualitativo: le sue 15 sinfonie, 9 quartetti d'archi e una numerosa schiera di composizioni da camera mettono perfettamente in luce lo stile della Coates, che in verità è molto più composito di un semplice impianto di glissando: aldilà degli affascinanti set sospensivi prodotti da essi, l'interferenza delle altre arti (Gloria è anche una pittrice espressionista astratta), l'adeguata associazione di idee ed immagini attraverso la musica e la maturità compositiva vi proiettano in qualcosa che è simile ad una vera e propria simulazione dei concetti espressi: gli stati d'animo espressivi vengono creati con fantasia nelle soluzioni, basandosi sul concetto che gli strumenti devono quasi replicare le situazioni e possibilmente creare a seconda dei casi, tensione e smarrimento, mistero e spiritualità: comporre pensando agli scopi di quello che si vuole rappresentare, alle realtà sottintese dalla regia musicale di chi scrive; questo gradito nuovo volume di composizioni da camera pubblicato qualche mese fa dalla Tzadik R., "At Midnight", ha il compito di offrire queste sfaccettature dell'arte della Coates, in episodi inediti dal punto di vista discografico e ben spalmati nella loro successione temporale, in cui apprezzare il suo stile. "Among the asteroids", suonata dal Kreutzer Quartet (vero fautore espositivo della compositrice), compie un passaggio sospensivo nello spazio in cui il glissando dei violini sembra talvolta replicare la sirena delle autoambulanze, in apparenza un controsenso ed invece un veicolo per liberare i pensieri di pericolo incombente del creato che spezza il clima misterioso del viaggio; la splendida "Holografic Universe", per violino ed orchestra, spiega quel filo che unisce il respiro classico della compositrice con il suo ampio apprezzamento per le situazioni contemporanee; "Lunar Loops" è una delle composizioni più incisive per due chitarre da molto tempo a questa parte; in "Where the eagle flies" si può apprezzare il versante più "convenzionale" dell'artista, dove comunque un piano magnetico (Alessandro Taverna) sembra portarvi in una microtelecamera situata sulle ali dell'aquila, simulando le intensità di movimento e indicando in maniera inequivocabile la perdurante incapacità di poter assegnare significati ulteriori oltre quello che la vita offre. 


Discografia consigliata:

String Quartets Nos. 1, 5, 6 , Kreutzer Quartet (Naxos, 2002)
String Quartets Nos. 2, 3, 4, 7 and 8 , Kreutzer Quartet (Naxos, 2003)
String Quartet No. 9, Solo Violon Sonata, Lric Suite for Piano Trio, Kreutzer Quartet, 2010
Gloria Coates: Symphonies Nos. 1, 7 & 14 (Naxos, 2006)


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