Translate

sabato 5 gennaio 2013

Iris DeMent sing the Delta


 E' cosa nota che nella musica vi siano artisti che, per varie ragioni, non hanno una carriera "costante" nel tempo e che abbandonino per periodi anche lunghi della loro vita per dedicarsi ad altrettante esigenze importanti: uno dei settori popolari della musica dove questo è avvenuto spesso è stato quello della country music americana. Nella mia lista dei migliori ascolti dell'anno appena trascorso, ho ricompreso "Sing the Delta" della cantante Iris DeMent, una cantante che, oltre ad essere pienamente immersa nella migliore tradizione musicale americana, ha anche ascendenti profondamente religiosi. Nel 1992 il suo esordio "Infamous angel" diventò un best-sellers, una raccolta di canzoni nettamente caratterizzate dalla sua voce, divisa tra l'adolescenziale e le connotazioni folk, e in forza di una scrittura semplice ma che costruiva nella nostra immaginazione un modello ancora molto saldo di americanità e vita di provincia, in linea con le tendenze del nuovo country che sembrava svilupparsi proprio dai piccoli centri; "Infamous angel" in somma, non era il solito disco di country music melenso, era una boccata d'ossigeno nel frammentato e scontato mondo della canzone di campagna statunitense, qualcosa che era rinvenibile nelle qualità dell'artista, che due anni più tardi pubblicò una nuova e riflessiva raccolta di canzoni "In my life", che stava tra John Prine* e Loretta Lynne passando per Joni Mitchell. La splendida melodia di "When my mornin' comes around" accompagnata da un flusso musicale di strumenti sommesso introduceva "The way I should", terzo episodio in cui si avvertono alcune dritte nell'arrangiamento che riportano nell'area della normalità la proposta complessiva: Iris sentiva forse il bisogno di soddisfare anche l'esigenza di registrare un disco con nomi importanti (Derbert McClinton, Mark Knopler, Chuck Leavell, etc.) con appoggi alla politica, rinunciando parzialmente alla freschezza musicale della sua semplice formula sonora. E qui, (siamo nel 1996), sembra chiudersi la sua carriera: presa dalla voglia di essere madre a tempo pieno, Iris scompare dalle scene e l'unica registrazione che viene pubblicata è un album di gospel songs, "Lifeline" (2004), dove riversa nella musica il suo background religioso, una sorta di elemento del Dna musicale, che si ripresenta in maniera originale nei temi e nello spirito della sua musica. La copertina di "Sing the Delta" ci mostra una signora ingrassata che ha perso il piglio della splendida ragazza raffigurata in "Infamous Angel", che non ha più quello sguardo che "guarda" lontano, ma la voce e la sua musica non hanno perso un minimo del loro interesse, neppure dopo sedici anni di iato. La bellezza delle sue canzoni sta proprio nel tono confidenziale che riesce a trasmettere all'ascolto, nel fatto di saper rappresentare tanti dei nostri pensieri spesso irrisolti, che ci passano per la testa nelle nostre giornate: forse non saranno più pensieri metropolitani di moda, ma sono quelli con cui siamo cresciuti.

*con Prine duetterà in Spite of ourselves.

Nessun commento:

Posta un commento