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lunedì 10 dicembre 2012

Armonia orizzontale e armonia verticale

 
Nel corso della mia attività didattico/musicale spesso ho ricevuto domande inerenti questo argomento, questo mi ha portato a ritenere che  molti musicofli leggono ed ascoltano tali termini senza sapere esattamente cosa significano, lo scopo di questo articolo è di chiarire il significato di tali termini.

Espongo prima la definizione per poi passare ad esempi pratici.

ARMONIA ORIZZONTALE – Tipo 1 -:  Quando ad una scala  possiamo alleare più

                                                                   Accordi.

ARMONIA ORIZZONTALE – Tipo 2 -:  Quando a diversi accordi  possiamo alleare

                                                                   una sola scala.

ARMONIA VERTICALE (AV):  Quando ad un accordo possiamo alleare una sola scala.

In pratica queste due definizioni ci portano direttamente nella Armonia Tonale e nella Armonia Modale. Infatti l’ armonia tonale utilizza l’armonia orizzontale e l’armonia modale utilizza l’armonia verticale.

Vorrei comunque sottolineare un aspetto e cioè che L’Armonia Modale in senso stretto è tutt’altra cosa e non è argomento di questo articolo; in questo articolo parlando di armonia modale mi riferisco alla applicazione di concetti modali nell’ambito della armonia tonale chiaramente nell’ambito di brani tonali o prevalentemente tali, come possiamo ascoltare in un opera che è stata promotrice di questo metodo: Kind of Blue, realizzato da Miles Davis nel 1959.


Nel corso dell’articolo parlerò di melodia ed accordi, per accordi non intendo semplicemente la sovrapposizione di note ma anche una linea contrappuntistica dalla quali si estrapoli  un concetto accordale, cosa più tipica della musica classica. L’armonia è una sola non esistono concetti esclusivi della musica classica, jazz o pop. I concetti sono gli stessi, può cambiare il modo di esporli, la terminologia,  questo soprattutto in relazione all’epoca in cui essi sono stati esposti, può cambiare lo stile musicale, può cambiare la frequenza di utilizzo che certi concetti armonici hanno in un genere musicale rispetto ad un altro, ma l’armonia è una sola. Questo non è un articolo legato ad un’epoca o ad un genere musicale.

Passiamo agli esempi:

IL BLUES: E’ la più tipica forma musicale tonale in cui si esprime l’Armonia

                  Orizzontale. Ad esempio esaminiamo un tipico blues in CVII.

Gli accordi, a prescindere dalle elaborazioni, sono CVII-FVII-GVII, la scala che abbiniamo a tali accordi è la scala C blues. Quindi utilizziamo LA STESSA SCALA  per tutti gli accordi. Ci troviamo quindi di fronte ad una “armonia orizzontale tipo 1”  in quanto “ad una scala possiamo alleare più accordi”.

LA SONG: Anche questa forma musicale esprime l’Armonia Orizzontale.

                  Immaginiamo di avere un brano in C maj, le triadi diatoniche e di risoluzione delle dominanti secondarie sono D-F-A,   E-G-B,  F-A-C,   G-B-D,  A-C-E-, esse esprimono gli accordi rispettivamente di D-,  E-,  F,  GVII,  A-, abbiamo quindi tre famiglie di accordi: minore, settima, maggiore. Questi accordi possono comparire tutti o in parte in una song  in tonalità Cmaj. Ognuno di questi accordi sarà abbinato alla scala di Cmaj o meglio ad una scala che comincia dalla tonica modale dell’accordo in questione ma lo spellling è quello della scala Cmaj. Ciò significa che l’esecuzione vive in un plateau armonico dovuto al fatto  che adoperiamo diversi accordi ma sempre la stessa scala. Ci troviamo quindi nella Armonia Orizzontale Tipo 2.

Un aspetto speculare di questo concetto è che:

se troviamo ad esempio un accordo di D- in tonalità di Cmaj, all’accordo D- abbineremo la scala Cmaj, ma se lo stesso accordo lo troviamo in tonalità Bb suoneremo la scala di Bb, se lo troveremo in tonalità di Eb suoneremo la scala di Eb e così via. Quindi sullo stesso accordo adoperiamo scale diverse.

Se decidiamo di comporre ed eseguire verticalizzando le nostre performance e le nostre composizioni otterremo una maggiore varietà armonica che ci consentirà di esprimerci in maniera più interessante in quanto la performance orizzontale sarà alternata a quella verticale creando anche l’alternanza tensione-distensione che è la madre di ogni struttura musicale comunque venga ottenuta.

Per verticalizzare le nostre armonie dobbiamo entrare nell’ordine di idee di abbinare ad ogni accordo una sola scala, quindi l’alleanza accordo scala è fissa.

Riprendo l’esempio precedente:

abbiamo gli accordi D-,  E-,  F,  GVII, A-,

D-: abbiniamo la scala D Dorian

E-: abbiniamo la scala E Dorian

F: abbiniamo la scala F Lydian

GVII: abbiniamo la scala G Mixolydian

A-: abbiniamo la scala A Dorian.

C: abbiniamo la scala C Lydian

Queste alleanze sono valide ogni volta che troviamo uno di questi accordi “a prescindere dalla tonalità” .

Questo metodo consente di verticalizzare in quanto ci permette di svincolarci in parte dalla tonalità del brano. Immaginate sempre in tonalità Cmaj di abbinare ad un E- la scala di E dorian, aggiungiamo due diesis in una tonalità che non presenta alterazioni in chiave! Oppure,sempre in tonalità Cmaj, se abbiniamo ad un accordo Cmaj la scala C lydian, oppure se ad un accordo di A- abbiniamo la scala A Dorian.
È’ chiaro che tutto è affidato al gusto personale, non bisogna andare in overdose ne nell’adoperare l’armonia orizzontale né quella verticale. IN MEDIUM STAT VIRTUS.

Giuseppe Perna

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